Storie di Draft: tutti a caccia del lungo. Dal 1980 sono stati scelti 17 centri con la prima chiamata

È una regola antica come l’NBA: le partite di basket, e conseguentemente i titoli di campione, si vincono sotto canestro. Per la verità l’avvento di esterni dominanti come LeBron James o Kevin Durant, insieme al progressivo livellamento verso il basso dei lunghi, ha un po’ cambiato le carte in tavola e, per costruire una squadra vincente, non sembra più indispensabile cercare il lungo giusto. Il non esistono più i lunghi di una volta non è solo un luogo comune: i giocatori d’area di buon livello in NBA al giorno d’oggi si possono contare senza troppo sforzo mnemonico. Addirittura l’ultimo titolo NBA, quello del 2012, è stato vinto da una squadra che, fondamentalmente, giocava senza centro: i Miami Heat schieravano spesso e volentieri Battier o lo stesso LeBron James da ala forte tattica di fianco a Chris Bosh o Udonis Haslem.

UNA RICERCA INFINITA – Ciò non toglie, comunque, che anche nel terzo millennio è stato possibile assistere ad una ricerca del centro in grado di rivoluzionare i destini della squadra. Con alterne fortune. La regola condivisa da molte squadre NBA sembra essere quella di preferire il lungo in mancanza di alternative credibili. Ed è così che i centri risultano privilegiati nelle classi Draft che possiedono apparentemente poco talento tra gli esterni. È il caso del 2001, un Draft che ha portato all’All-Star Game solo tre guardie (Joe Johnson, scelta numero 10; Tony Parker, numero 28; Gilbert Arenas, numero 30). Le prime quattro scelte appartengono tutte al reparto lunghi: Kwame Brown alla 1, Tyson Chandler alla 2, Pau Gasol alla 3 e Eddy Curry alla 4; curiosamente, tre giocatori provenienti dall’high school e uno dall’Europa. Obbligate le prime scelte dei Draft 2002 e 2004: Yao Ming e Dwight Howard. Qualche volta, però, la ricerca del centro porta a qualche cantonata pazzesca: nel 2005 i Bucks hanno preferito Andrew Bogut a Deron Williams (scelta numero 3) e Chris Paul (numero 4). Nel 2007, invece, i Blazers si sono buttati su Greg Oden, lasciando Kevin Durant agli allora Seattle SuperSonics.

I MERAVIGLIOSI ANNI ’80 – Difficile dire se sia una questione di preparazione tecnica oppure di semplice evoluzione del gioco. Ma è un dato di fatto che, spesso e volentieri, i centri che venivano scelti una trentina di anni fa avevano un impatto sicuro sulla lega, cosa che non si può dire dei loro colleghi di oggi. Nel Draft del 1980, un’annata non particolarmente ricca di talento, Joe Barry Carroll ha inaugurato un decennio di centri chiamati con la prima scelta; Carroll in carriera ha tenuto 17.7 punti e 7.7 rimbalzi a partita, giocando un All-Star Game. Nel 1983 i Rockets selezionano Ralph Sampson, il primo di tre futuri Hall-of-Famer scelti consecutivamente con la prima chiamata. La fortuna arride nuovamente ai Rockets nell’anno successivo: prima scelta al Draft. Tra le possibili scelte ci sarebbero anche due giocatori come Charles Barkley e Michael Jordan, ma i Rockets virano con sicurezza sul centro nigeriano Hakeem Olajuwon; Sampson e Olajuwon, due giocatori rispettivamente alti 2.24m e 2.13m, giocheranno uno di fianco all’altro per quattro stagioni, formando una coppia storica denominata Twin Towers, un esperimento che al giorno d’oggi sarebbe quasi sicuramente irripetibile. Il 1985 è l’anno dei Knicks: Patrick Ewing. Nel 1986 i Cavs ci provano con Brad Daugherty, ma nel 1987 riecco un altro futuro Hall-of-Famer: David Robinson, scelto dagli Spurs. Il decennio si chiude con un altro centro (utilizzato anche come ala grande) alla prima assoluta: Pervis Ellison, preso dai Kings.

GLI ANNI ’90: L’IMPORTANZA DELLE POWER FORWARDS – Nel decennio successivo a quello di Olajuwon, Ewing e Robinson, sono sempre i lunghi a farla da padroni. Ma con una sostanziale differenza: le squadre cominciano a preferire la power forward; l’ala grande, per dirla all’italiana. Tra di loro ci sono anche giocatori che in carriera hanno giocato da centro, come Derrick Coleman e Tim Duncan, selezionati con la prima scelta nei Draft rispettivamente del 1990 e del 1997. Tra il 1990 e il 1999, quindi, è molto più facile citare ali grandi con scelte alte, piuttosto che centri. Un rapido elenco: Larry Johnson (1a scelta, 1991), Chris Webber (1a scelta, 1993), Juwan Howard (4a scelta, 1994), Joe Smith (1a scelta, 1995), Antonio McDyess (2a scelta, 1995), Rasheed Wallace (4a scelta, 1995), Kevin Garnett (5a scelta, 1995) e Elton Brand (1a scelta, 1999). Due centri puri scelti con la prima, però, ci sono stati. Il primo ha messo d’accordo tutti: nel 1992 gli Orlando Magic hanno prelevato Shaquille O’Neal da Louisiana State. Non è andata altrettanto bene ai Clippers nel 1998: è arrivato il nigeriano Michael Olowokandi. Altri due nomi degni di nota: Dikembe Mutombo (4a scelta, 1991) e Alonzo Mourning (2a scelta, 1992).

IL CENTRO MODERNO – Questo lungo excursus storico non può che portarci a riflettere su quello che sta accadendo al giorno d’oggi. Nel 2012 un centro è tornato ad essere prima scelta al Draft NBA: i New Orleans Hornets hanno preso Anthony Davis, fresco campione NCAA con i Kentucky Wildcats di coach Calipari. Nelle intenzioni originali di Monty Williams e dei dirigenti degli Hornets, Davis avrebbe dovuto giocare da centro già nella sua stagione da rookie. Per la verità, l’ex-Kentucky ha mostrato qualche lacuna ed è stato spostato al ruolo di ala grande, di fianco a Robin Lopez. Ci si interroga ora su quale potrebbe essere il ruolo di Nerlens Noel, sempre in uscita da Kentucky, probabile prima scelta del prossimo Draft. Anche Noel, come Davis, è un giocatore che fa dell’atletismo e della versatilità le sue armi principali. È alto 2.11m e teoricamente potrebbe essere impiegato sia da ala grande sia da centro. Questo potrebbe essere il prototipo del nuovo centro ricercato dalle squadre che pescano in alto al Draft: un giocatore atletico e versatile, più che tecnico (alla Olajuwon) o potente (alla O’Neal). Anche perché, probabilmente, in fase di avvicinamento alla NBA si tende a privilegiare la preparazione fisica piuttosto che lo studio dei fondamentali, ritenuti una volta imprescindibili per poter giocare a basket ai massimi livelli.

Cronologia dei centri selezionati con la prima scelta assoluta dal 1980 in poi:
1980 Joe Barry Carroll
1983 Ralph Sampson
1984 Hakeem Olajuwon
1985 Patrick Ewing
1986 Brad Daugherty
1987 David Robinson
1989 Pervis Ellison (PF/C)
1990 Derrick Coleman (PF/C)
1992 Shaquille O’Neal
1997 Tim Duncan (PF/C)
1998 Michael Olowokandi
2001 Kwame Brown
2002 Yao Ming
2004 Dwight Howard
2005 Andrew Bogut
2007 Greg Oden
2012 Anthony Davis (PF/C)

Photo: bleacherreport.com