Storie NBA: John Havlicek, il miglior marcatore della storia dei Boston Celtics

Nella gloriosa storia dei Boston Celtics, di fianco ai nomi di Bill Russell e Larry Bird, ce n’è un altro che deve essere obbligatoriamente citato. È quello di John Havlicek, detto Hondo, elegante fuoriclasse della palla a spicchi che ha calcato i parquet dell’NBA dal 1962 al 1978. È stato portato a Boston da Red Auerbach con la settima scelta del Draft 1962 e da giocatore non ha mai lasciato il Massachussets, dedicando l’intera carriera prima all’era di Bill Russell, Sam Jones e K.C. Jones, poi a quella di Jo Jo White e Dave Cowens. In carriera ha segnato 26395 punti: è il miglior marcatore della storia dei Celtics e il quindicesimo della storia della NBA. Nei suoi primi anni di carriera ha giocato da sesto uomo tattico nei Celtics di Auerbach.

IL DRAFT 1962 – Havlicek è un prodotto di Ohio State, dove ha giocato al fianco di Jerry Lucas, futuro sette volte All-Star, campione NBA con i Knicks e Hall-of-Famer, e dove ha vinto il titolo NCAA nel 1960. Per la verità il basket non è l’unica strada possibile per Hondo, dal momento che nel 1962 viene scelto anche da Cleveland al Draft NFL, ma Havlicek preferisce il basket e oltretutto gli viene offerta una possibilità unica: giocare per quei Boston Celtics che hanno appena vinto il quinto titolo della loro storia. Ed è in quel momento, al Draft del 1962, che nasce un’altra, l’ennesima, leggenda in maglia biancoverde.

L’ANNO DA ROOKIE – Come dicevamo, arriva ai Celtics da sesto uomo, per ricoprire quel ruolo egregiamente svolto da Frank Ramsay nei primi anni della dinastia. Nel suo primo anno in NBA, Havlicek segna 14.3 punti di media, giocando principalmente da ala piccola. Dimostra di avere una grande intesa col vecchio Bob Cousy, che si ritira al termine della stagione. I Celtics vincono il titolo, ma Havlicek, inserito nel primo quintetto dei rookie, ha ancora molto da dimostrare. I dubbi su di lui sono tanti e lo stesso Cousy lo definisce “un giocatore che potrebbe bruciarsi, perché non è un tiratore puro”.

«HAVLICEK STOLE THE BALL!» – Anni dopo Red Holzman, allenatore dei Knicks campioni NBA nel ’70 e nel ’73, descriverà così Havlicek: «Sarebbe stato giusto per i suoi avversari se avesse avuto solo quell’energia disumana. Ma Dio ha aggravato la situazione rendendolo un buon realizzatore, un palleggiatore intelligente e un gran difensore con velocità di testa, mani e piedi». Non solo, c’è anche dell’altro. Havlicek ha sempre dimostrato di essere un giocatore con un fenomenale istinto per la giocata vincente nei minuti finali delle partite. In gara 7 delle finali della Eastern Conference del 1965, Philadelphia, sotto di 1, aveva la rimessa per vincere. Havlicek è riuscito ad intercettare il passaggio, in un momento immortalato dal celebre grido di Johnny Most: «Havlicek stole the ball!».

ALTRI QUATTRO ANELLI – Anche se la prima convocazione (di tredici) all’All-Star Game arriverà solo nel 1966, è già nel suo anno da sophomore che Hondo mette a tacere tutti i detrattori: 19.9 punti di media e secondo titolo NBA personale. Nelle Finals del 1966, quelle del suo quarto titolo e dell’ottavo consecutivo per i Celtics, tiene contro i Lakers 23.2 punti a partita nelle sette gare disputate. È uno dei pochi a non affondare nel dramma che si consuma nel 1967, quando dopo otto titoli di fila i Celtics abdicano venendo sconfitti in cinque gare dai Warriors nelle finali di Conference: segna rispettivamente 33, 31 e 38 punti nelle ultime tre partite della serie. Il riscatto è dietro l’angolo: i Celtics tornano sul trono già nel 1968 ed è probabilmente qui che Havlicek conquista definitivamente un posto nella leggenda: 40 punti nella decisiva gara 6 delle Finals contro i Lakers.

IL TITOLO DEL ’69 E I RITIRI DI RUSSELL E JONES – Nel 1969 i Celtics vincono l’ultimo titolo prima del ritiro di Russell; in una combattutissima serie finale vinta in sette gare contro i Lakers, Havlicek si mette di nuovo in mostra, segnando per esempio 37 e 43 punti nelle prime due partite disputate a Los Angeles, anche se queste Finals sono per lo più ricordate per il rocambolesco canestro di Don Nelson nel finale di gara 7. Con gli addii di Bill Russell e Sam Jones, la carriera di Havlicek è ad una svolta: i Celtics hanno necessariamente bisogno di qualche anno per tornare ai vertici, ma Hondo è ora la stella di una squadra di cui diventerà anche capitano nel ‘72. Il suo tiro da fuori, in controtendenza con quanto affermato da Bob Cousy nel 1963, è ormai mortifero. Nella stagione 1969/1970, anche se i Celtics non si qualificano per i Playoffs, Havlicek mette in mostra incredibili doti da all-arounder con 24.2 punti, 7.8 rimbalzi e 6.8 assist a partita.

I CELTICS TORNANO AL TITOLO NEL ’74 – Il coach di quei Celtics è Tom Heinsohn, in passato giocatore della dinastia di Auerbach: Tommy Gun promuove Havlicek in quintetto e gli mette in mano la squadra. Nelle stagioni 1970/1971 e 1971/1972 Havlicek colleziona rispettivamente 28.9 punti, 9 rimbalzi e 7.5 assist e 27.5 punti, 8.2 rimbalzi e 7.5 assist di media; tra il ’70 e il ’72 rimane in campo per una media di 45.3 minuti ogni partita. Nel frattempo l’infallibile Auerbach è riuscito a portare a Boston i due fuoriclasse necessari per tornare al titolo: Jo Jo White e Dave Cowens. È nel 1974 che l’ormai 34enne Havlicek può mettere al dito un altro anello dopo la vittoria di 15 punti in gara 7 delle Finals contro i Milwaukee Bucks.

LE FINALS DEL ’76 – I Celtics tornano in finale nel 1976 ed è in questa occasione che viene scritto un altro capitolo importante della leggenda di John Havlicek. Gara 5 delle Finals contro i Suns, serie sul 2-2. La partita si protrae per due overtime, ma nel finale del secondo supplementare i Suns sembrano aver preso lo slancio per vincere la partita. Con 6” da giocare, Nelson rimette la palla in campo per Havlicek, il quale capovolge il risultato con uno spettacolare tiro in corsa appoggiato al tabellone: +1 Celtics. Poi succede l’incredibile: i Celtics, convinti che la gara sia finita, rientrano negli spogliatoi. Ma manca ancora 1”. Westphal si becca un tecnico per aver chiamato un timeout che i Suns non avevano e Jo Jo White firma il +2, poi Garfield Heard segna il più incredibile dei canestri per forzare il terzo overtime. Boston vince comunque la partita e, in gara 6, trionfa. Per Havlicek è l’ottavo titolo della sua carriera.

IL RITIRO – La sua ultima partita in carriera è quella del 9 aprile 1978, il giorno dopo il suo 38o compleanno. Havlicek onora il Boston Garden con un’ultima prestazione spettacolare da 29 punti, 8 rimbalzi e 4 assist; i Celtics sconfiggono Buffalo di 17 punti. La partita è densa di emozioni: Havlicek si commuove già prima della contesa, quando il pubblico gli tributa sette minuti di ovazione. Fondamentalmente, la gara contro Buffalo del 9/4/78 simboleggia la fine della prima era dei Boston Celtics, cominciata con Auerbach e Cousy e terminata con il ritiro dell’ultimo giocatore che ha fatto parte di quella dinastia. Ma Havlicek, così come Don Nelson, ha fatto parte anche dei Celtics tornati al titolo dopo Bill Russell. Questo aggiunge ulteriore prestigio alla carriera di un uomo che si è ritirato da otto volte campione NBA, tredici volte All-Star, quattro volte inserito nel primo quintetto NBA, sette volte membro del secondo, cinque volte nel primo quintetto difensivo e due volte nel secondo. Havlicek è un simbolo dei Celtics e del Celtic Pride ed è uno dei più forti giocatori della storia del basket.

Photo: nba.com