Senza scadenza

“Dance Now!”: il 20enne Belinelli tra talento, carattere e trash talking con Morandais

“Dance Now!”

Se siete tifosi fortitudini, probabilmente a queste due parole è legato uno dei vostri ricordi sportivi più belli dell’ultimo decennio. Se invece siete semplici appassionati di questo sport, non potete non emozionarvi vedendo un giovanissimo Marco Belinelli esibire a 20 anni quelle doti che poi lo hanno portato nel corso del tempo ad affermarsi anche nella NBA, dove può vantarsi di essere il primo e finora unico italiano nella storia ad aver vinto la gara del tiro da tre punti nell’All-Star Weekend e soprattutto un titolo con gli Spurs, tra le cui fila nelle ultime due stagioni ha svolto un ruolo importante in uscita dalla panchina.

Ma cerchiamo di contestualizzare il “Dance Now!” di cui sopra. E’ l’11 giugno del 2006 e al PalaDozza c’è grande attesa per la decisiva gara 5 tra la Effe e la Carpisa Napoli: chi vince, si guadagna la finale scudetto con la Benetton Treviso. La serie, quindi, tornava per il suo ultimo atto nel fortino biancoblu, dopo che nelle precedenti quattro partite il fattore campo l’aveva fatta sempre da padrone: seppur apparsa più forte degli avversari, la Fortitudo non era riuscita a vincere nessuna delle due sfide disputate in Campania, soprattutto a causa delle grandi prove di Michel Morandais, autore rispettivamente di 19 punti (con 6 rimbalzi e 3 recuperi) in gara 2 e di 18 punti (con 7 rimbalzi e 2 recuperi) in gara 4. In entrambe le due trasferte, il giovanissimo Belinelli non era riuscito a lasciare il segno, non trovando il solito ritmo offensivo e chiudendo sempre sotto la doppia cifra e il 33% dal campo. Tra le mura amiche, invece, Marco era stato molto solido: in gara 1 aveva contribuito con 20 punti e in gara 3 con 23. Insomma, alla luce di ciò era lecito aspettarsi una prova importante da parte sua, anche se qualche maligno non lo riteneva pronto per giocare un ruolo da protagonista in una partita con una simile pressione.

Ma il Beli quella gara 5 non poteva mai sbagliarla, perché aveva stampata nella sua mente l’immagine di Morandais che festeggia la vittoria valida per il 2-2 nella serie con un particolare balletto a centrocampo. “Alla prossima ballerai meno”: questa non è un’intenzione bellicosa, è una promessa. Che Marco mantiene nel modo più spettacolare possibile, aggredendo la partita fin dal primo possesso: scalda subito la mano segnando da oltre l’arco i primi sei punti della Fortitudo, ma è all’inizio del secondo quarto che arriva il primo confronto diretto con Morandais. Il giovane talento biancoblu si arresta e tira in faccia all’avversario: solo cotone e primo “Dance Now!” indirizzato a Michel. Adesso fermiamoci un attimo su questo episodio. Ad avermi sempre colpito non è stato ciò che Marco gli ha detto, ma come glielo ha detto, con quella faccia cattiva di chi vuole dimostrare di essere il più forte presente in campo.

E nonostante i suoi soli 20 anni, il Beli forte lo era già per davvero: nel primo tempo fece letteralmente impazzire la difesa della Carpisa, tanto che con 20 minuti d’anticipo fu ben chiaro quale sarebbe stato l’esito dell’incontro. La Effe, infatti, s’impose con il punteggio di 103-83 e la guardia di San Giovanni in Persiceto chiuse con la bellezza di 34 punti (8/14 da oltre l’arco) in soli 30’, mandando letteralmente in estasi tutti i presenti al PalaDozza.