Serie A

Революция! (Revolyutsiya!)

Nelle ultime partite prima di questi cambiamenti – ha spiegato Corbani dopo la sconfitta in Fiba Europe Cup – avevamo raggiunto con il lavoro un’identità offensiva e difensiva, pur senza essere eccellenti. Oggi questo gruppo di ragazzi continua ad allenarsi con impegno però oggettivamente ci manca il tempo in palestra. Abbiamo bisogno di un paio di settimane di allenamento per diventare più forti grazie ai giocatori di maggiore qualità che abbiamo aggiunto. Abbiamo due elementi eccellenti da inserire, ma dobbiamo anche stare attenti a non perdere le sicurezze che avevamo raggiunto con gli altri”.

Indubbiamente il coach milanese, uomo pragmatico e solido, è fra quelli in maggiore difficoltà dall’avvento di Dmitry Gerasimenko. Chiamato ad allenare un gruppo giovane e di livello medio-basso con la convinzione di poter portare alla salvezza la squadra con il duro lavoro in palestra e con la coesione, lavoro che stava mirabilmente portando avanti, si è ritrovato immerso nella tempesta venuta dall’Est e tatticamente il suo progetto deve ripartire quasi da zero. Da una proprietà poco portata all’ingerenza tecnica ad un nuovo presidente appassionatissimo ed abituato ad intervenire con decisione come ha dimostrato al Red October dove ha cambiato più di venti giocatori nella stagione scorsa o dove ha rilasciato senza farsi troppi problemi un intero gruppo di americani “colpevole” di scarsa integrazione con la non semplice realtà della vita in Russia.

Arrivato alla ribalta quasi timidamente non intervenendo nemmeno alla conferenza stampa di passaggio delle consegne, mandando in avanscoperta la moglie nelle trattative per il palazzetto e promettendo interventi light in questa sua prima stagione canturina, alla fine il carattere focoso ed interventista è rapidamente uscito. Comprandosi pure il Pianella.

Gli è bastata poi la prima partita da proprietario a Pistoia per decidere che Langston Hall, playmaker di sistema poco appariscente, non era compatibile con la sua idea di basket spettacolo.

Chiama perciò Walter Hodge, che pochi mesi prima gli aveva detto: “Non provare nemmeno a farmi un’offerta tanto non ci vengo a Volgograd” ed in pochi giorni porta in Brianza una point guard da Eurolega, poi decide che lasciar andare JaJuan Johnson al Trabzonspor è uno spreco immane e grazie all’intuizione vincente di Daniele Della Fiori, nata da un’attenta lettura delle DOA Federali, devia il suo lungo verso Cantù a costo di cominciare una guerra senza precedenti per l’Italia con Legabasket e FIP.

dmitryDecide pure di portare nel Vecchio Garage per il sentitissimo derby le lunghe gambe delle RedFoxes, splendide cheerleaders professionistiche ucraine, ed addirittura di proporre una gag, vista da lui in Russia ma piuttosto tipica nella NBA, sparando una torta alla panna in faccia ad un figurante con la maglia Armani di Ale Gentile.

Lesa maestà: nessun proprietario aveva mai osato toccare Re Giorgio.

Apriti cielo.

Livio Proli si offende. Ale Gentile, che sul momento sorrideva, si allinea e si offende. Petrucci manda bordate via cartaceo visto che i siti non li legge non facendo, secondo lui, opinione. La Federazione lo multa di quattromilacinquecento euro, quisquilie per Dima, per l’offesa per la torta ed il suo attivismo in zona panchina.

E Gerasimenko? Lui se ne sbatte fortemente, è un russo e non bada a queste cose. Forse va giudicato su parametri non nostrani. Ma anche la sua pazienza non viaggia su valori brianzoli e lo ha dimostrato in un solo mese rivoluzionando Cantù e forse la pallacanestro italiana, sia pur indirettamente.

Intanto vuole acquistare un altro giocatore importante, arriverà in settimana dopo la gara di Venezia, e tira avanti. Deciso e decisionista. Al suo ritmo.

Poi gli indignati si indigneranno per le torte, gli scandalizzati si scandalizzeranno per i culetti sexy delle dancers, i cultori del basket bailado rimpiangeranno le geometrie del buon Langston Hall. Ma mentre piangeranno, si lamenteranno e si accapiglieranno Gerasimenko sarà già lontano perché il nuovo proprietario viaggia alla sua velocità e non aspetta nessuno.

Non è italiano. Meglio rendersene conto in fretta.

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  • sono un tifoso canturino e i nuovi arrivi mi fanno sognare in grande ma io come buon brianzolo resto con i piedi per terra e poi sognare non è un peccato?