Alla scoperta di... Mercato Rubriche Serie A

Alla scoperta della… nuova Acqua Vitasnella Cantù

Brady Heslip
Brady Heslip
Brady Heslip
Brady Heslip

Nel momento stesso in cui la presidenza ha messo in mano a Daniele Della Fiori il budget netto dedicato alla costruzione della squadra, ulteriormente tagliato dopo le diete imposte già nelle ultime due stagioni,  il General Manager si è messo al lavoro.

La prima scelta è stata quella del nuovo coach, appurato che con Pino Sacripanti non vi erano i presupposti di continuare, e si è deciso di puntare su Fabio Corbani.

Una volta optato per il coach meneghino-valtellinese si sono delineate le linee di mercato in cui è evidente la totale coerenza fra le idee del nuovo allenatore ed il budget a disposizione.

Vediamo per sommi punti come si è mossa l’Acqua Vitasnella Cantù:

  1. Giovani italiani da (ri)lanciare: ci sono delle semplici motivazioni economiche alla base della scelta del 5+5 ovvero il risparmio di due contratti professionistici da depositare in lega, il non dover pagare la sovrattassa che spetta a chi punta sul 3+4+5 ed il goloso premio per l’utilizzo dei giocatori italiani. Motivazioni valide per una società che sta cercando di attraversare l’oceano di incertezze economiche che agitano il mare nostrum del basket italiano. Ma vi è anche il piacere che Corbani ha nel lavorare con giovani autoctoni.
Q Ross al tiro
Q Ross al tiro

Ecco così il lancio definitivo del capitano Abass Awudu Abass, eccellente nella serie play off contro Venezia, che avrà minuti e responsabilità abbondanti sopra le spalle ma che ha dimostrato una crescita costante in questi anni. Ecco la scelta di due giovani lunghi giunti al loro personale do ut des: Cantù darà loro la possibilità definitiva di affermarsi ma in cambio chiede loro una crescita professionale importante, sia Jakub Wojciechowski che Amedeo Tessitori sono stati due fenomeni dei settori giovanili ma sin qui hanno deluso. Troppo soft il polacco di formazione italiana, troppo indietro nell’approccio al duro basket professionistico il miglior lungo, sulla carta, uscito dai settori giovanili italici negli ultimi anni. In Brianza avranno minuti e spazio per dimostrare di essere pronti a quella carriera che si pronosticava loro quando avevano 18 anni. Wojo e Tex trovano il coach giusto, aveva allenato il primo nelle giovanili di Treviso, per svoltare la loro carriera. Poi c’è Marco Laganà finalmente col ginocchio a posto al 100% e con il ruolo, quello del play che sfiora i due metri alla Vitali, giusto dopo la prima stagione contradditoria a Cantù. A completare il quadro i gioiellini locali Zugno, Cesana e Curtis Nwohuocha, questi ultimi due protagonisti con l’Italia under 18.

  1. Americani giovani ma scafati per il basket europeo: anche qui si notano chiare indicazioni ovvero
    Jared Berggren
    Jared Berggren

    quella di prendere giocatori giovani ed affamati ma che hanno già assaggiato il basket continentale. In questo senso ecco arrivare Langston Hall da Pistoia, uno dei pochi play veri visti lo scorso anno in serie A, che nel suo anno in Toscana ha faticato a trovare ritmo al tiro ma che ha impressionato per leadership e capacità di trovare i compagni oltre ad un fisico imponente per il ruolo.

Il gioiellino sarà invece LaQuinton Ross: matterello, a volte svogliato, ma con tanto talento che arriva a Cantù dopo aver trascinato una derelitta Pesaro alla vittoria nello spareggio salvezza con Caserta. “Q” sarà il giocatore con licenza di uccidere e di uscire dagli schemi. A proposito di schemi, con Corbani si vedrà un gioco diverso rispetto a Sacripanti ed ecco l’esigenza di puntare su un centro dinamico e tecnico come Jared Berggren rispetto ai pachidermi da post basso visti l’anno scorso. Scuola Bo Ryan, tenace difensore, stoppatore competente e pure atleta sottovalutato Berg non è uomo da statistiche ma di sostanza.

Ad accendere la miccia poi arriva Brady Heslip, canadese figlio e nipote d’arte (lo zio è il mitico Jay Triano) dal tiro mortifero e dal caricamento rapidissimo. Dopo una buona carriera collegiale a Baylor con coach Drew, Heslip si è poi divertito a bombardare le retine ai Reno Big Horns secondo i dettami del sistema Arsenault ma più significativa è stata l’esperienza alla Igokea in Adriatic League dove ha fatto benissimo.

Alle sue spalle dopo aver pensato a lungo di mettervi un giocatore molto simile come Alan Voskuil, vero pretoriano di Corbani, si è deciso di inserire Kenny Hasbrouk, stesso ruolo da guardia pura ed ottimo tiratore ma maggiore fisicità e capacita di attaccare 1 vs 1 rispetto al passaportato danese. Hasbrouk giocò una pessima seconda pare di stagione alla Virtus dopo un buon inizio, e certamente la situazione ambientale non lo aiutò in quella disgraziata stagione bolognese ma a Ferrara ha fatto benissimo tanto che lascia parecchie vedove fra i tifosi estensi.

  1. Parola d’ordine: Coerenza e Coesione chiaro che con un budget che non permetteva voli pindarici la
    Hall contro Duke nel clamoroso upset al Torneo NCAA del 2014
    Hall contro Duke nel clamoroso upset al Torneo NCAA del 2014

    coppia Della Fiori-Corbani ha puntato su una chimica di squadra coerente coi dettami tecnici del coach ed un gruppo formato da giocatori sospinti da forti motivazioni e da caratteri in grado di coesistere. Coesione che necessiterà poi di espandersi al pubblico che negli ultimi anni ha spesso sognato in grande ma che quest’anno deve essere più che mai il sesto uomo in campo per aiutare questa Acqua Vitasnella a raggiungere il proprio obbiettivo ovvero una salvezza il più possibile indolore magari togliendosi qui e là delle soddisfazioni vedendo la propria squadra crescere sia come gruppo che come atleti individualmente.