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Alla scoperta di Andrea Cinciarini, nuova mente dell’Olimpia Milano

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Dopo la superba stagione da leader vissuta a Reggio Emilia, Andrea Cinciarini ha deciso di trovare nuovi stimoli e di affrontare nuove sfide accettando la corte di Milano e firmando con i meneghini un triennale. Chiariamo subito che, a dispetto di quanto possano pensare in molti, non bisogna paragonare l’inizio di questa esperienza in una grande realtà, come l’Olimpia, con un possibile flop semplicemente perché si considera che Cinciarini non si è espresso a grandi livelli in una realtà importante. Infatti, allo stato attuale delle cose, Reggio Emilia è una realtà ben più importante di Milano per risultati ottenuti e rapporto prestazioni-budget, anche se si tende sempre a sminuire le realtà che non difendono lo stemma di una grande città; inoltre, il playmaker di Cattolica ha dimostrato di essere maturato tantissimo, specialmente nelle ultime due stagioni, e di poter gestire al meglio la pressione anche quando ci si sta giocando un trofeo, sebbene qualche tifoso reggiano potrebbe aver qualcosa da ridire su qualche possesso gestito nelle Finali contro Sassari.

Cinciarini, però, è senza dubbio il playmaker puro che Milano non aveva da anni, poiché perseguiva nel solco della tradizione del “riadattamento” delle combo-guard, con guardie impiegate nello spot di play con risultati spesso ai limiti della decenza; solo per questo motivo, la felicità dei tifosi milanesi dovrebbe essere ai massimi storici, considerando che, negli ultimi 4 anni, la mancanza di un sapiente regista è stata proprio una delle pecche maggiori di una squadra che puntava a raccogliere il testimone lasciato da Siena. I 6.4 assist di media nell’ultima annata di Serie A (con ben 9 partite in cui ha raggiunto almeno le 10 assistenze vincenti a referto) testimoniano come Cinciarini possa finalmente innescare le bocche da fuoco milanesi e gestire razionalmente i possessi, anziché obbligare i soliti noti (prima Langford, ora Gentile) a dover ricercare costantemente l’1vs1 nell’80% delle azioni offensive biancorosse. Non solo assist, però, perché il play ex-Reggio è anche un giocatore capace di mettersi in proprio e realizzare da più posizioni, sebbene il tiro pesante rimanga ancora da migliorare e l’imprecisione ai liberi (72.3% nell’ultima annata italiana) vanifichino un po’ troppo la sua capacità di subire falli.

Non dimentichiamoci poi dell’intensità agonistica e della leadership carismatica messa in bella mostra durante le Finali contro Sassari, ma anche nella scorsa EuroChallenge, vinta da MVP indiscusso della competizione. Proprio questo aspetto è quello che mi rende più fiducioso nella capacità di Cinciarini di poter dire la sua anche nel palcoscenico della Euroleague, sebbene molti non lo ritengano adeguato come play titolare per un livello simile di pallacanestro. Io ritengo che l’evoluzione subita dal Cincia debba necessariamente sfociare in una consacrazione europea, e tale incoronazione come playmaker di assoluto valore anche a livello europeo potrebbe coincidere proprio con l’avventura all’ombra del Duomo; tuttavia, è utile considerare che Milano ha praticamente completato il reparto esterni ed è palese la mancanza di una guardia pura con tanti punti nelle mani. Questo aspetto potrebbe obbligare Cinciarini a snaturare il suo modo di giocare per trovare più realizzazioni personali, oppure potrebbe obbligare Gentile a dover essere sempre l’uomo da 20 punti a partita (cifra forfettaria, ovviamente); staremo a vedere se l’Olimpia tessererà un giocatore che possa colmare questa lacuna, ma nel frattempo è chiaro come la squadra di Patron Armani si sia assicurata quello che è, attualmente, il miglior play italiano. Con buona pace di tutti quelli che non lo considerano tale.

ANDREA CINCIARINI
Data di nascita 21 giugno 1986
Ruolo Playmaker
Altezza 193 cm
Peso 87 kg
Giovanili V.L. Pesaro
Statistiche Eurocup ’14/’15 10.9 ppg, 5.0 rpg, 5.8 apg, 33.5 mpg
Statistiche Serie A ‘14/’15 10.3 ppg, 5.1 rpg, 6.4 apg, 31.7 mpg