Alla scoperta di… Jordan Morgan, da Michigan a Roma tra i complimenti di Obama

Nella nuova puntata di “Alla scoperta di…” andiamo ad analizzare il nuovo arrivo in casa Virtus Roma: Jordan Morgan, lungo proveniente dalla prestigiosa Michigan University, di cui è stato capitano nell’ultima stagione.
Morgan andrà a ricoprire la posizione di centro titolare sostituendo Trevor Mbakwe, anche lui ex rookie arrivato direttamente dalla NCAA (University of Minnesota) alla squadra della città eterna.

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Per l’ennesimo anno ne abbiamo la conferma: Roma è la gioia di ogni italiano amante del basket NCAA, anche in questa finestra di mercato infatti, pochi giorni dopo aver ufficializzato Melvin Ejim (clicca QUI per leggere l’articolo), la Virtus decide di chiudere il buco lasciato da Mbakwe con un ulteriore arrivo dalla NCAA. Mbakwe a Minnesota era l’assoluta stella mentre Morgan a Michigan era un uomo di rotazione, un giocatore da 6.4 punti e 5 rimbalzi in 20 minuti di impiego da senior ma non per questo dovete credere che si tratti di un passo indietro per la squadra della capitale, vi prometto che a fine articolo ne sarete convinti. E’ necessario però fare un passo indietro. Morgan è il tipico giocatore non dotato di clamoroso talento ma non per questo si è dato per vinto, anzi ha sempre lavorato più di tutti per raggiungere i propri obiettivi. Al liceo ha frequentato University of Detroit Jesuit High School and Academy (forse unico liceo al mondo a possedere nello stesso nome i termini “università”, “scuola superiore” e “accademia” causando non pochi dubbi a chi lo legge per la prima volta) e nel suo primo anno è arrivato sì a giocarsi la finale statale ma nel baseball, la squadra di basket chiuse infatti con un record di 6-11 e Morgan vide poco il campo. Concentratosi poi sul basket anche per ovvie ragioni fisiche (parliamo di un ragazzone di 206 centimetri) sì è migliorato anno dopo anno fino a chiudere la stagione da senior con medie da 20 punti, 14 rimbalzi e 2 stoppate a partita e con un record di 16-6, compresa una sconfitta nella semifinale statale. I miglioramenti hanno attratto su di lui molti attenzioni ma da buon ragazzo nato e cresciuto a Detroit, nel Michigan, la scelta più ovvia era quella di scegliere i Wolverines.

E’ a Michigan che comincia la vera odissea di Morgan. Arrivato nel campus, John Beilein, capo allenatore di Michigan, lo ricorda così: “Morgan pesava 10 kg più di quanto pesi ora e con una massa grassa del 30%. Non riusciva nemmeno a terminare il primo scatto da 30 secondi della nostra routine di allenamento, gli altri compagni riuscivano a farne tranquillamente tre serie consecutive senza problemi”. Per questo motivo fu messo tra i redshirt e di conseguenza non ebbe la possibilità di giocare nella sua prima stagione con i Wolverines ma solo di allenarsi. Gli ottimi risultati e la determinazione gli permisero, non appena ne ebbe la possibilità, di diventare subito un titolare. Il primo problema nacque prima dell’inizio del suo terzo anno, quello da junior, in cui si infortunò alla caviglia e al suo posto divenne titolare l’ottimo freshman Mitch McGary il quale restò titolare anche dopo il rientro di Morgan e Michigan raggiunse addirittura la finale del Torneo NCAA, persa contro Louisville. Nella stagione 2013/14 Morgan avrebbe dovuto continuare a fare la riserva di McGary ma l’infortunio alla schiena del titolare aprì le porte a Morgan che, da capitano e leader dello spogliatoio, tornò nel quintetto. Come detto a inizio articolo, chiuse l’anno con cifre modeste ovvero 6.4 punti e 5 rimbalzi in 20 minuti di media ma è normale quando in squadra ci sono giocatori come Nik Stauskas, Glenn Robinson III e Caris LeVert, Morgan infatti si è rivelato decisivo in difesa e nella leadership, non a caso è entrato nel miglior quintetto difensivo della Big Ten, la sua conference, è stato votato dai compagni come miglior difensore della squadra e ha vinto il Leadership Award di Michigan, sempre votato da compagni e allenatori. Sotto la sua guida Michigan ha vinto il titolo della Big Ten sia in stagione regolare che nel torneo e ha raggiunto le Elite Eight del Torneo NCAA. Come se non bastasse Morgan è uno in grado di migliorarsi quando più conta, infatti nel Torneo NCAA di quest’anno è sempre andato in doppia cifra per punti chiudendo con una media di 13 punti e 8 rimbalzi di media. Nonostante non sia mai stato una stella i suoi record a Michigan fanno impressione: due titoli della Big Ten, quattro apparizioni in quattro anni al Torneo NCAA, una Final Four NCAA (in finale), primo giocatore nella storia di Michigan per presenze (142), terzo giocatore nella storia di Michigan per partenze in quintetto (122), primo giocatore nella storia di Michigan per percentuale al tiro dal campo (63.1%) e recordman di Michigan per percentuale dal campo in una singola stagione (70% nel 2013/14).

Morgan non è il giocatore più rinomato del mercato della Virtus ma è uno dei più adatti. Roma si ritrova un quintetto con tantissimi attaccanti di livello come Triche, Gibson, Petty, inoltre tra le ali titolari troviamo due giocatori come Ejim e Bobby Jones che prediligono la fase offensiva a quella difensiva, ecco perché un giocatore come Morgan è perfetto. Morgan non è atletico come i suoi compagni di squadra e non è un gigante (206 cm), inoltre in attacco è piuttosto carente, ecco perché non è stato scelto in NBA ma farà invece la fortuna di Roma. Come detto, predilige la difesa, specialmente quella lontana dalla palla, sa infatti come impedire la ricezione agli avversari e i suoi potenti tagliafuori faranno la gioia di Jones e Ejim che potranno controllare tanti rimbalzi facili. Morgan non è mai stato un egoista, tutt’altro, pur sapendo giocare discretamente il pick’n’roll non ha bisogno di tirare spesso. Conoscendo i propri limiti offensivi sa quando è meglio favorire i compagni e quando tirare. Le percentuali citate in precedenza tenute a Michigan ne sono la prova. I suoi blocchi possenti e granitici non faranno rimpiangere quelli di Mbakwe.

Non sarebbe un “Alla scoperta di…” se non chiudessi con la solita notizia curiosa. Come Ejim, anche Jordan Morgan è un genio, una vera e propria mente rubata alla scienza. In cinque anni a Michigan, mentre giocava titolare per uno dei programmi cestistici più importanti d’America, si è laureato a pieni voti in ingegneria prendendo anche un master, non a caso ha vinto ogni tipo di premio relativamente all’ambito accademico dedicato agli studenti-atleti dell’Università di Michigan e dell’intera Big Ten Conference. Per capire di che genietto stiamo parlando vi basti sapere che il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama lo ha prima citato come esempio di eccellenza nel suo discorso tenutosi a Ann Arbor, nel campus di Michigan, e gli ha poi mandato una lettera di congratulazioni nel giorno in cui Morgan ha terminato con successo il master in ingegneria.

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J-Mo (soprannome di Morgan) ha già fatto sapere cosa vorrà fare con i primi soldi guadagnati da professionista. No, non vuole prendersi una macchina o altro, vuole aprire una organizzazione no-profit nella sua Detroit per aiutare i ragazzi più sfortunati ad avere una carriera accademica e quindi lontano dalle strade.
Diamo quindi il benvenuto in Italia a Jordan Morgan: dottore in ingegneria, giocatore di basket e membro attivo della comunità di Detroit ma soprattutto uno degli atleti più amati della storia di Michigan University.

 JORDAN MORGAN
 RUOLO: Centro
 NATO: Detroit, Michigan – 15 settembre 1991  ALTEZZA: 206 cm
 COLLEGE: Michigan  SQUADRA 2014/15: Virtus Roma
 STATS 2013/14: 6.4 punti, 5 rimbalzi, 0.6 assist, 0.4 stoppate e 0.9 palle perse. 70% dal campo, 63% ai tiri liberi.  ESPERIENZE PRECEDENTI: University of Detroit Jesuit High School and Academy in Detroit, Michigan. Michigan Wolverines (NCAA).

 

Foto: fansided.com // twitter.com