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Alla scoperta di Miroslav Raduljica: finalmente il Centro che mancava all’Olimpia

Photo Credits: Euroleague.net
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Mancava il colpo ad effetto, quello che avrebbe proiettato Milano tra le potenziali squadre in grado di superare la prima fase del nuovo format EuroLeague; mancava il colpo ad effetto, quello che facesse aumentare esponenzialmente le possibilità, per l’Olimpia, di dire la propria anche in una competizione che, nell’era-Armani, non è stata poi molto amica verso i colori biancorossi. La firma di Miroslav Raduljica colma questo vuoto – biennale con NBA-escape dopo il primo anno – e fa capire come il mercato estivo di Milano possa riservare ancora qualche bella sorpresa, specialmente in cabina di regia, sebbene siano pochi i giocatori di livello disponibili o pronti a cambiare casacca (si pensi ad Heurtel, in merito).

Partiamo dal presupposto che il valore di questa firma dipende, soprattutto, dalla mentalità e dalla voglia con cui Raduljica affronterà l’esperienza all’ombra del Duomo: se dovesse giocare con la stessa intensità messa sul parquet nell’ultimo Mondiale, Milano avrebbe messo a segno un colpo sensazionale, che potrebbe davvero accreditarla come sorpresa della prossima EuroLeague anche considerando che le grandi di Spagna sono alle prese con qualche rivoluzione tecnico-tattica (il Barça ha cambiato allenatore e deve trovare un nuovo play e una nuova guardia titolari, mentre il Real Madrid ha salutato Sergio Rodriguez e non sarà facile sostituirlo). Tecnicamente è un ballerino di 213 cm, perché l’uso del perno e il movimento di gambe sono da primo della classe, per lo meno in Europa, e anche perché la mano è più educata di quanto non dica il 56.8% da due punti con cui ha chiuso l’ultima stagione nella massima competizione europea per club. Devastante in pick&roll, per rendere al meglio ha però bisogno di un playmaker puro: se considerassimo, infatti, la differenza tra il Mondiale con la Serbia e l’ultima Euroleague con il Panathinaikos, noteremmo come il rendimento alla manifestazione per Nazionali fosse migliorato dal fatto di poter contare su un playmaker come Teodosic, che ne sapeva leggere alla perfezione ogni roll o re-post, mentre in Grecia il centro serbo si è dovuto mettere più in proprio per creare punti e azioni pericolose. Nel 2010 era considerato come uno dei più sottovalutati prospetti europei, ma rispetto a quella valutazione si può tranquillamente dire che, salvo la parentesi mondiale e l’ultimo anno, Raduljica non ha ancora fatto vedere tutto il talento di cui dispone e sembra poter affrontare ancora qualche upgrade, sia nel suo rendimento, sia nel suo gioco. Se offensivamente è probabilmente uno dei migliori centri in circolazione – erroneo paragonarlo a Batista, perché il serbo è molto più veloce di piedi e legge meglio il pick&roll – non possiamo dire lo stesso per la fase difensiva e per le doti a rimbalzo. Nonostante i 213 cm, Raduljica è un rimbalzista onesto, ma non eccellente, e fatico a spiegarmi questa situazione, anche perché senso della posizione e taglia fisica non mancano; difensivamente, invece, paga un rendimento altalenante che non gli consente di essere sempre un fattore, poiché dovrebbe migliorare molto nella difesa sul diretto avversario in post-basso e sulle rotazioni difensive dal lato debole per proteggere meglio il pitturato. Forse anche per mancanza di esplosività e verticalità, Raduljica non è nemmeno un grande stoppatore – solo 4 le stoppate nelle 27 partite dell’ultima Euroleague con la maglia dei Greens di Atene – ma, a patto di giocare con voglia e determinazione, può contare su mezzi tecnici che gli consentono anche di risultare un fattore in difesa in qualche occasione.

La firma è di assoluto spessore, ma permangono alcuni dubbi sul possibile rendimento del fenomeno serbo: in questo, l’Olimpia dovrà sapergli accoppiare, come backup, un centro che ne possa mascherare i punti deboli oppure proporre un quintetto in cui l’ala forte sia un gran difensore e rimbalzista (personalmente non lascerei andare via Macvan, anche perché il mercato europeo non offre granché di meglio rispetto all’ala serba). Per completare bene lo spot di 5 vedrei positivamente l’innesto di Fesenko, anche se il centro ucraino non sembra potersi adattare al meglio al gioco di coach Repesa, per lo meno non a quello visto nella scorsa annata. Rimane certo, però, che Milano sta facendo un mercato molto intrigante, sebbene abbia salutato i tre migliori difensori della squadra (Cerella, Jenkins e Lafayette) e non li abbia ancora sostituiti. E si sa, l’attacco vende i biglietti, ma la difesa fa vincere le partite: questo era un concetto ben evidente anche nella scorsa Serie A, dove Milano riusciva a vincere partite in cui l’attacco implodeva su se stesso per diventare statico e/o monotono come soluzioni.

MIROSLAV RADULJICA
Data di nascita 5 gennaio 1988
Ruolo Centro
Altezza 213 cm
Peso 113 kg
College
Statistiche A1 Ethniki ’15/’16 10.6 ppg, 62.7% 2P, 3.8 rpg, 16.1 mpg
Statistiche Euroleague ’15/’16 12.7 ppg, 4.4 rpg, 56.8% 2P, 20.3 mpg

2 di commenti

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    • Hai ragione Luca, ho scritto lì quello che avrei voluto dire due righe dopo, ossia nell’esperienza al Panathinaikos inficiata dalla mancata connection con i play, nonostante essi fossero Diamantidis e Calathes. Grazie per il commento.