Amedeo Della Valle firma in Italia: ecco perché Reggio Emilia è la scelta giusta

Il gran giorno dell’approdo a Reggio Emilia è arrivato. Dopo aver preso la difficile, quanto delicata decisione di lasciare Ohio State e la NCAA esattamente a metà del percorso, Amedeo Della Valle ha fatto ritorno in patria, dove non ha saputo resistere alle lusinghe della Grissin Bon, che lo ha fortemente voluto. Ha fatto, fa e continuerà a far discutere ancora per molto la sua scelta di lasciare il college americano, che è comunque un’esperienza unica ed irripetibile dal punto di vista umano.

Ma da quello cestistico la sua decisione è legittima e rispettabilissima: a differenza di quello che pensa coach Matta, Della Valle è decisamente qualcosa in più di un semplice specialista in grado di far canestro da oltre l’arco sugli scarichi. E lo ha ampiamente dimostrato nell’Europeo, in cui ha trascinato l’Italia Under 20 alla medaglia d’oro ed ha sfoderato in finale una prestazione totale tra carattere, leadership, abilità nel crearsi il tiro dal palleggio e ball handling. Certo, una manifestazione, seppur importante, è ancora troppo poco per affermare che Della Valle è un giocatore in grado di fare la differenza nel campionato italiano. Ma proprio in questo senso la scelta di tornare in Italia può essere la più giusta, perché a 21 anni il ragazzo ha grande voglia di mettersi alla prova e di dimostrare cos’è in grado di fare.

Cosa che probabilmente non avrebbe potuto fare neanche nei prossimi due anni ad Ohio State, dove difficilmente la sua situazione sarebbe migliorata di molto, dato che la prossima classe di freshman dei Buckeyes è molto valida. Con il senno di poi è facile parlare, ma comunque viene da chiedersi come sarebbero andate le cose, se Amedeo avesse scelto Arizona, più vicina alla sua pallacanestro, anziché Ohio State, che tra l’altro milita nella Big 10, ovvero la conference più dura della NCAA che a livello fisico si avvicina molto al piano di sopra della NBA. E’ proprio sotto questo aspetto che forse Della Valle ha pagato lo scotto più grande, anche se sicuramente è migliorato fisicamente nel corso di questi anni.

Amedeo dovrà far tesoro di tutto quello che ha imparato ad Ohio State e sfruttarlo in un campionato italiano comunque livellato verso il basso rispetto agli ultimi anni. Di certo non poteva scegliere società migliore di Reggio Emilia per fare il salto tra i professionisti. Negli ultimi anni la Grissin Bon è in forte ascesa e sta lavorando molto bene sia dentro che fuori dal campo, grazie ad una società solida, capace, ambiziosa e lungimirante e ad un allenatore molto competente ed anche coraggioso, che non ha paura di lanciare in campo i giovani di casa. Basti pensare che alle Final Eight Menetti si è fatto apprezzare da tutti perché, anziché giocare a rotazioni ridotte a causa degli infortuni di Cinciarini e Brunner, ha dato spazio ad un classe ’96, Federico Mussini, che sicuramente avrà davanti a sé un futuro luminoso, e ad un ’92, Giovanni Pini, che ha impressionato tutti per carattere, durezza mentale e per gioco spalle a canestro. Per non parlare poi della crescita dei vari Cervi e Silins, rispettivamente classe ’91 e ’93, che già svolgono un ruolo importante in una squadra competitiva su tutti i fronti.

Probabilmente proprio questa attenzione particolare verso i giovani, abbinata alla serietà ed all’ambizione sempre più crescente, ha spinto Della Valle a firmare con Reggio Emilia un contratto dalla durata di cinque anni. Che magari qualcuno può trovare esagerato, ma in fin dei conti la Grissin Bon si è presa un rischio calcolato ed a basse cifre, dato che potrebbe avere in casa il miglior prospetto italiano, o nella peggiore delle ipotesi “solo” un buon giocatore in uscita dalla panchina. Quanto Amedeo potrà giocare in questo scorcio finale di stagione è difficile dirlo, perché in questo momento Reggio Emilia è ben rodata, è qualificata alle Final Four di Eurochallenge ed è in piena corsa per i playoff in un campionato che la vedrebbe molto più avanti, se solo fosse più consistente in trasferta (10 vittorie su 12 in casa, 2 su 12 fuori). Probabile che questi ultimi mesi di stagione servano a Della Valle per prendere confidenza con l’ambiente emiliano e con il campionato italiano. Anche se non è affatto da escludere che possa fin da subito ritagliarsi qualche minuto, dato che manca nel roster un’affidabile guardia che sappia portar palla ed in grado di far rifiatare qualche minuto in più Cinciarini.

[yop_poll id=”8″]