Avvio deludente della Reyer Venezia: salta Mazzon

La prima panchina a saltare è una delle più longeve. Andrea Mazzon non è più l’head coach dell’Umana Venezia. Il tecnico veneziano e la Reyer si separano dopo 4 stagioni che hanno fruttato il ritorno in Serie A, seppur passando dal ricorso all’Alta Corte di Giustizia Sportiva, e due qualificazioni ai playoff consecutive. Il basket di Mazzon non è certo il più spettacolare in circolazione: ritmi lenti e soprattutto tanti cambi di difesa con la zona, in tutte le salse, che la fa da padrona. Quest’anno paga anche colpe probabilmente non del tutto sue. Basta buttare un occhio sul roster della Reyer per notare come sia palese il poco equilibrio. La scommessa play italiano non è ancora persa ma sino ad ora Giachetti e Vitali non hanno di certo entusiasmato. Così come Donell Taylor parso incapace ad essere incisivo e soprattutto a segnare (10.6 punti con percentuali al tiro da brivido ed un 2.6 di valutazione), passando per Tony Easley che senza le visioni celestiali di Travis Diener ed il basket tutta corsa di Sacchetti sta faticando e non poco costringendo il coach a schierare due 4 come Smith e Peric anche contro avversari più fisicati. Delusione delle delusioni il tiratore Nate Linhart (4.6 punti) che sta soffrendo il salto dal campionato tedesco a quello italiano. Probabilmente il clima non era dei migliori giudicando dalla mimica di alcuni giocatori durante le partite ed il feeling tra di essi e lo staff tecnico non è proprio scoccato. Vuoi per caratteristiche tecniche poco complementari, vuoi per caratteristiche caratteriali molto differenti. Tralasciando per un attimo la stagione in corso, anche lo scorso anno Mazzon è stato a tratti sotto esame. Tanti problemi anche in quel caso dal punto di vista della cosiddetta amalgama e gioco espresso non proprio emozionante. Ora è già toto-nome sul successore di Mazzon. Caldissima la pista che porta a Zare Markovski dati i trascorsi con Casarin in quel di Sassari ma non sono neppure da scartare la soluzione interna De Raffaele ed il nome sempre buono per ogni occasione Sasha Djordjevic.

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