“Bad Santa” is coming to town – Kenneth Brunner

È quasi Natale e il soprannome di Kenneth Brunner calza a pennello in questo periodo. Sì, perché il giocatore di cui parleremo oggi è conosciuto come “Bad Santa”. Quindi bambini non aspettatevi bei regali da questo signore.
“Bad Santa” Claus is coming to town

Kenneth Brunner, classe 1978, è stato uno dei migliori playmaker alla Dominguez High School (CA), guidando la sua squadra alla vittoria del campionato e con prospettive per giocare nella massima lega nazionale: la NBA. Infatti, acclamato come il nuovo Allen Iverson, venne considerato un tiratore senza paura e un assist-man “visionario”. Ma, come potete già immaginare, il “Bad Guy” (altro nickname utilizzato) ha avuto un passato piuttosto turbolento.
Finito il liceo, Brunner scelse inizialmente il college di Georgetown, dove giocò solo 16 partite in tutto, per poi arrivare a Fresno State, dopo aver avuto alcuni problemi con la legge. Ma anche qui, alla corte di coach Jerry Tarkanian (record di 706 vinte e 198 perse in carriera, introdotto nella Naismith Memorial Basketball Hall of Fame) scese in campo per la bellezza di zero minuti.

Il perché? Nel marzo del 1998, poco dopo il suo arrivo nella nuova scuola, Brunner e Avondre Jones, ex compagno di squadra, vengono accusati di aver minacciato e aggredito, con la katana (la spada dei samurai), uno studente della Fresno State. Solo due mesi dopo il fattaccio, la vita di Kenny Brunner, nel frattempo trasferitosi a Los Angeles, in California, prese una piega ancora più negativa, dato che venne arrestato con l’accusa di rapina a mano armata. La polizia affermò che “il cattivo ragazzo” era incolpato di aver derubato 1.500 dollari al coach deò Los Angeles City College, Mike Miller, e di avergli puntato una pistola sul petto. Risultato: quattro mesi agli arresti, con cauzione fissata a 50.000 dollari. Due giorni prima del processo venne, comunque, prosciolto dalle accuse, dopo che i testimoni non furono ritenuti attendibili.

Quando si tocca il fondo, però, si può solo risalire. Infatti, la vita di Brunner sembrò ricevere una rinfrescata positiva quando decise di iscriversi al College of Southern Idaho nella stagione 1999/2000, dove in panchina trovò coach Derek Zeck, quello che lo stesso ragazzo definisce “il coach che mi ha aiutato a cambiare vita. Mi ha insegnato cosa significhi lavorare duro, ho capito quanto ogni giorno sia importante. Ho ancora molto da imparare ma coach Zeck mi ha insegnato quello di cui avevo più bisogno: come essere un uomo” (K. Brunner in “Cosa dicono i giocatori di coach Zeck” – sezione sul sito ufficiale della squadra di CSI).
Purtroppo la sua fama non gli permise di continuare una carriera a livello scolastico e di conseguenza farsi aprire porte ben più importanti. Infatti l’anno seguente venne rifiutato da molte scuole, come UCLA e USC. L’ultima fermata sarebbe potuta essere Georgia, ma dopo un iniziale interessamento, il preside dell’università, Michael Adams, mise il veto al suo arrivo.

Da qui cominciarono le peregrinazioni di Brunner, che, dopo aver giocato in ABA (American Basketball Association) per i San Diego Wildfire, arrivò in Italia. Città? Ovviamente Roseto degli Abruzzi, dove nel 2002, il tuttofare Michele Martinelli, mise a segno una trentina di acquisti, tra cui il “Bad Santa”, il quale durò una sola trasferta (senza giocare), e rispedito subito al mittente. Gli anni successivi li spese tra Messico, Giordania e Germania, per poi far ritorno in America e calcare ancora i parquet della ABA.

Ma che fa ora “Il cattivo ragazzo”? Dal 2007 Brunner è entrato a far parte, partecipando ancora oggi sembra, nel team “AND1 Mixtape Tour”, squadra di giocatori esibizionisti, di strada, tra cui anche Rafer Alston, aka Skip To My Lou, che girano in lungo e in largo gli Stati Uniti sfidando squadre locali, sfoggiando ball handling sopraffini e acrobatici alley-oops. Allora, ragazzi, chi vuole una katana come regalo di Natale quest’anno?