Serie A

BEKO Serie A – Il personaggio: Davide Pascolo (con intervista esclusiva)

Un’altra giornata, altre emozioni. La nuova Cantù in versione russa non riesce a battere Milano nel derby, la quale dopo il successo in Eurolega inizia a segnare il passo anche in campionato. Ad inseguire la capolista c’è un folto gruppo di seconde: tra queste troviamo anche la Dolomiti Energia Trento, vincitrice nello scontro con la Manital Torino per 93 a 85. MVP del match e dell’intera giornata è stato Davide Pascolo, autore di una doppia-doppia decisiva (19 punti e 11 rimbalzi) e perno della squadra trentina al secondo anno nella massima serie.

Credo che nella vita ci siano alcune piccole soddisfazioni professionali che ti facciano veramente capire di aver raggiunto un obiettivo importante. Davide Pascolo, nato ad Udine il 14 dicembre del 1990, forse lo sta iniziando a capire proprio ora. Alcuni dettagli? Quando stamattina lo abbiamo contattato era a Parigi, non per un viaggio di cultura, ma in attesa di prendere il volo di ritorno in Italia dopo la bella vittoria in Eurocup di Trento ai danni dei francesi del Nanterre. Insomma, non sono eventi che capitano a tutti. Forse non lo avrebbe mai immaginato, quando nel 2011 passa dalla sua Udine all’Aquila Basket Trento, in quella che allora era la DNA. In pochi anni ha scalato le classifiche, dalla massima categoria dilettantistica fino alla massima categoria professionistica e soprattutto fino alla seconda competizione continentale: il tutto ritagliandosi un posto da protagonista. Insomma, Davide Pascolo non è più il ragazzino dal tiro sgraziato (parlando di estetica, si intenda), ma è una realtà fatta e formata. “Mi sono lasciato trasportare dagli eventi, ho lavorato per far sempre meglio, ma senza pensare troppo in là. È stata una crescita passo dopo passo, procedendo in maniera graduale ed avendo sempre più responsabilità.”
Responsabilità che lo hanno portato ad essere uno degli uomini chiave della società trentina. Conta infatti su di lui coach Buscaglia, contano su di lui i tifosi di una squadra che si sta lentamente affermando come una realtà. Eppure, dalla storia fiabesca dello scorso anno (neopromossa e subito ai playoff) ad oggi non sembra essere cambiato nulla: Trento gioca sempre con la stessa umiltà, non si dà mai per favorita e che ci sia difronte Milano o Torino poco cambia. “È il nostro modo di giocare, se non facciamo così non riusciremmo ad esprimerci. Se restiamo umili di fronte a chiunque allora possiamo anche essere efficaci in campo, se invece pensiamo di voler gestire o provare la giocata non siamo più noi. Infatti le volte che è successo ne abbiamo pagato.”
Non si scompone Pascolo, neppure dopo una prestazione “monstre”. Una doppia-doppia molto importante, non solo per il dato statistico, ma per come sia stata conseguita. Infatti degli 11 rimbalzi catturati domenica, ben 5 sono stati presi in attacco. Non si fa pallacanestro con i numeri, ma talvolta anche i numeri riescono ad essere determinanti. “Di sicuro il fatto che abbiamo controllato i rimbalzi, sia offensivi che difensivi, ci ha permesso di ribaltare il risultato dopo un brutto inizio.” Sì, bisogna essere umili, come ci ha ricordato. Infatti non si sbilancia, non prende nessun merito in più del necessario. Parla sempre di squadra, parla sempre con il “noi” ed è per questo che Trento sta continuando a macinare ottimi risultati. “Non pensiamo troppo in là, è ancora presto per parlare di classifica. Ci sono tantissime squadre e molto competitive. Puntiamo a confermarci, si cerca sempre di far meglio, ma ci sono sempre anche gli avversari da considerare.”
Quel che è certo è che nessuno parrebbe avere la pancia piena, malgrado i successi ottenuti potrebbero lasciarlo presagire. Sicuramente è presto per considerare Trento una contender da titolo, è presto per ribaltare i pronostici, eppure la sensazione rimane che la strada intrapresa dalla società e dai suoi giocatori possa essere quella giusta, anche in ottica futura.
Un futuro che per Davide Pascolo potrebbe tingersi di nuovo di azzurro: la scorsa estate infatti ha messo a segno quattro presenze al seguito della Nazionale di Pianigiani, nella competizione amichevole della Trentino Cup, tra l’altro con eccellenti prestazioni. Non sia mai che con il cambio di rotta sulla panchina azzurra ci sia posto anche per lui? “Ovviamente ci spero sempre. È però impossibile a dirsi, perché nel mio ruolo ci sono giocatori fenomenali. Vediamo cosa succederà e di sicuro sarà comunque un successo.”
Un successo che ci auguriamo tutti, non solo per il movimento, ma anche per chi, proprio come Davide, coltiva costantemente le sue ambizioni senza però esagerare. Resta infatti con i piedi per terra, anche quando si parla della condizione del basket italiano, sempre più in mano agli stranieri. “Deve esserci un percorso alla base, non si può cambiare dall’oggi al domani, un percorso che possa favorire anche gli italiani che non hanno mai giocato in Serie A a potervi giocare. In questi due anni però ho notato un cambiamento.”
Un percorso, un percorso che sarebbe lecito sognare per tutti coloro che potrebbero avere una possibilità, un percorso tracciato magari dallo stesso Pascolo, una ventata di normalità in uno sport (inteso come mondo sportivo) che cerca troppo spesso i fuochi d’artificio per colpire più persone possibili.
“Un saluto da Parigi!” Chiude così la nostra chiacchierata ed un saluto ci teniamo a farlo anche noi, ma sopratutto ci teniamo a fargli un augurio, perché abbiamo bisogno, dietro le tante superstar, anche di belle storie come la sua. Altrimenti, sembrerebbe tutto, costantemente, impossibile.