Serie A

Beko Serie A – Il personaggio della terza giornata: Kenny Kadji

Nel risultato più sorprendente della terza giornata, si intreccia il recente passato di Sassari con il presente di Brindisi. Kenny Kadji, da bruco a farfalla in un’estate.

Guardi una partita convinto di sapere già il risultato, quando esce fuori ciò che non ti aspetti. Guardi convinto di vedere un film già visto: il solito attacco esasperato di Sassari, la solita tonnara di punti, fatti e concessi, e magari la solita partita sopra le righe di Logan. Invece accade l’inaspettato, accade che Brindisi non ha attraversato il Tirreno solo per una visita di piacere, ma forte della netta vittoria contro Bologna la scorsa giornata, è arrivata in Sardegna con qualche convinzione in più, necessaria per fare risultato. Non stiamo parlando di “impresa”, perché ciò sminuirebbe la squadra allenata da Bucchi e soprattutto l’intero valore del campionato, ma diciamolo, vincere al PalaSerradimigni non è mai facile. Non a caso i padroni di casa giocano con il tricolore al petto. Tricolore che però è di direttamente collegato a ben pochi dei presenti in campo domenica, vista la rivoluzione estiva della Dinamo. Sì, ci sono Logan e Sacchetti (padre e figlio), ma c’è anche Kenny Kadji anche se con una piccola defezione. Infatti, dopo una stagione in biancoblù da gregario, eccolo tirare le fila della sua nuova squadra, appunto Brindisi. Ed è proprio lui il nostro uomo di giornata: dalla panchina tricolore dello scorso anno, ai 18.7 punti di media da titolare fisso nelle rotazioni di Brindisi. Insomma, non potrà beneficiare di una coccarda in più sulla maglia, ma ha di sicuro ampio spazio per far vedere il suo valore. Nelle prime tre giornate il camerunese ha sempre timbrato in doppia cifra, ma dato statistico ancor più rilevante sono i 9.0 rimbalzi di media, statistica notevolmente alzata dopo i 14 di domenica, vera chiave di lettura della partita.

Nel mentre in cui Varnado si sta ancora chiedendo se riuscirà mai a sostituire Lawall (che ora prende tre milioni all’anno dal Barcellona, non proprio il più facile da rimpiazzare) e ci si rende conto che Alexander ha sì la mano raffinata, ma poca stazza per vivere stabilmente nel pitturato, ecco che Kenny Kadji, uno che ha sempre sperato in una chiamata NBA (una Summer League con i Bucks), non si accontenta delle briciole e domina letteralmente la sua ex squadra. Comincia fin da subito ad annichilire Varnado nel primo quarto (costretto al cambio), ed è poi fondamentale a reggere il peso della baracca nel terzo, quando la Dinamo si risolleva andando quasi ad impattare i venti punti di svantaggio accumulati fino a quel momento. È però un fuoco di paglia quello sardo, che nulla può contro le sentenze di Kadji, che arriva addirittura a realizzare il buzzer beater (inutile) del 78-94, annullato però dagli arbitri. Segno però di un atteggiamento di costante presenza e forse chissà, di rivincita. Una gara che lo proietta tra i lunghi più determinanti in queste prime tre giornate e, con l’augurio che possa solo migliorare, non ci stupiamo poi tanto: comprimario o faro della squadra, è pur sempre campione d’Italia.