Biella, gli insulti a Soragna sono un triste epilogo di una stagione nata male e finita peggio

Dopo dodici stagioni consecutive nella massima serie, l’Angelico Biella si prepara a salutare la Serie A nel modo peggiore. Mancano ancora cinque giornate al termine del campionato, ma il destino dei lanieri è ormai segnato: relegati all’ultimo posto a -6 da Pesaro, hanno vinto solo due delle ultime nove partite. A ciò si aggiunge un ambiente che non ci crede più già da diverse settimane e che, prima del match con la Sutor Montegranaro, è arrivato alla contestazione, soprattutto societaria.

Con il senno di poi è facile parlare, ma chissà come sarebbe andata se il sodalizio rossoblu non avesse respinto il 15 gennaio le dimissioni di Massimo Cancellieri e Marco Atripaldi. Forse un cambio in panchina sarebbe servito a dare una scossa alla squadra, ma anche ai tifosi. E’ stato scelto di continuare con le stesse guide tecniche e dirigenziali, cambiando invece tutti i principali protagonisti in campo: sotto il Mucrone, infatti, sono circolati ben 16 giocatori, ma gli innesti di Johnson, Rochestie e Pinkney non sono bastati per aggiustare la rotta.

La sconfitta dell’ultimo turno ha praticamente scritto la parola fine sulle possibilità di salvezza dell’Angelico ed è sfociata in uno di quegli episodi che non vorremmo mai raccontare nel mondo della pallacanestro. Durante l’intervallo, Matteo Soragna è stato insultato pesantemente da alcuni tifosi, che hanno sfogato tutta la loro rabbia e delusione per una stagione nata storta e continuata peggio sulla bandiera dei rossoblu per 8 anni. Il capitano dei lanieri, fuori per infortunio, è sempre stato un vero e proprio esempio di professionalità e attaccamento alla maglia e di certo non si meritava un trattamento del genere.

Per fortuna il basket è ancora uno sport in cui i valori contano qualcosa e la maggioranza dei presenti al PalaLauretana Forum si sono subito scusati con Soragna per il comportamento di pochi individui, sostenendo poi nel secondo tempo la squadra, che ha tentato di rimontare senza successo. Ma gli applausi tra cui hanno lasciato il campo i giocatori e le lacrime di un altro biellese d’adozione come Goran Jurak fanno capire tante cose.

Non importa se retrocessione sarà, la tifoseria ha solo una pretesa: l’iscrizione al prossimo campionato, che sia di Serie A o Legadue poco importa, perché per i rossoblu il basket è un patrimonio troppo importante per andare disperso. Biella vuole continuare ad esserci: non importa in quale categoria, con quali dirigenti o con quali obiettivi, vuole semplicemente vedere ancora cinque giocatori che cercano di buttare una palla nel cesto ogni domenica.

FOTO: Le scuse di Biella a Matteo Soragna // https://twitter.com/MatteoSoragna