Cantù bipolare supera Cremona in rimonta

La Red October Cantù replica perfettamente la gara di Pistoia del turno precedente ma invertendovi i fattori: viene dominata per oltre tre quarti di gara dalla Vanoli per poi rimontare nell’ultimo quarto quando il motore di Cremona si ingrippa e perde giri mentre Cantù progressivamente rientra, con una difesa finalmente efficace grazie anche ai peones Parrillo e Kariniauskas, e sorpassa a 40” dal termine, poi si fa infinocchiare clamorosamente su una rimessa laterale da Harris con il lituano che sbaglia a non cambiare sul blocco ma Zabian Dowdell mette i due liberi del sorpasso sul 72-71 mentre Turner non riesce a creare nulla di meglio di un tiro da tre ben contestato sulla sirena che esce dando ai brianzoli una vittoria importante in chiave salvezza.

 

Darden foto twitter @pallcantu

Qui Cantù: l’approccio di Cantù alla gara è a dir poco sconvolgente: va in campo bella leggera e serena muovendo bene la palla sbagliando però i tiri mentre Cremona segna e prende presto vantaggi importanti con un Fabio Mian caldissimo. A quel punto il gioco va in tilt e la circolazione di palla crolla mentre la difesa continua a farsi uccellare mentre la Vanoli ha una percentuale mostruosa di rimbalzi offensivi presi sui propri tiri sbagliati indice che, oltre ad una difesa pigra, altrettanto pigri sono i tagliafuori. La Red October si affida solo a JaJuan Johnson e Craig Callahan nel primo tempo ma JJ appare comunque poco lucido nel leggere i notevoli missmatch su Biligha o Wojciechowski mentre l’Ispettore è da Libro Cuore: dai tempi di Maarty Leunen non vedevamo un americano così attaccato alla maglia, da settimane gioca con una dolorosissima ernia inguinale che necessita di un intervento chirurgico ma a forza di infiltrazioni il ragazzo dagli occhi limpidi di Maquoketa, Iowa stringe i denti e va in campo buttandosi pure sulle palle vaganti. Alla fine sarà l’eroe della vittoria coi suoi 17 punti e 4-7 da tre poiché quando gli altri non parevano essersi presentati al lavoro invece Callahan spendeva ogni goccia del suo sudore. All’intervallo Cantù va sotto 33 a 45 e viene meritatamente fischiata.

I tre esterni Dowdell, Pilepic e Darden non pervenuti.

Ebbene nella ripresa solo il croato non entrerà in partita perché Dowdell e Darden segneranno in coppia 21 punti (dopo i soli due punti dalla lunetta di Zabian nel primo tempo) con le giocate decisive nell’ultimo quarto assieme ai 20 punti e 8 rebs di JJ Johnson. Sarà allora decisivo l’apporto del play mancino, che rientra definitivamente al posto di Waters in procinto di sostituire l’infortunato Daniel Hacket all’Olympiakos. Waters comunque presente ed attivissimo nell’incoraggiare i compagni durante la gara, un gettonaro che non solo ha fatto appieno il suo dovere ma che è stato anche ricompensato con una chiamata al Pireo per l’eurolega, quel che si dice un rapporto reciprocamente soddisfacente.

Qui Cremona:  se la Vanoli è la candidata principale alla retrocessione oggi non si è notato. Ci sono degli innegabili problemi come il playmaking di Tu Holloway, nonostante sia l’autore di una prova da 13 punti e 8 rimbalzi, uno che però dà l’impressione di giocare più per le proprie stats che non per la squadra e l’oscena forma fisica di Elston Turner che nel finale ha provato ha prendersi la vittoria da vero leader ma, dopo un canestro dei suoi, ha trovato un errore dalla media ed il tiro da tre sulla sirena, mal costruito, che hanno affossato Cremona. Molto meglio allora le giocare dell’Orangeman Paul Harris (12+13) e della truppa italiana con un Mian caldissimo (e poi spentosi) ad inizio gara ed i canestri di Andrea Amato e dell’ex Kuba Wojciechowski nel secondo tempo atti a tenere indietro Cantù ma l’ultimo quarto perso 23 a 13 è stato comunque fatale per i ragazzi di coach Lepore sempre malinconicamente ultimi.