Serie A

Caro presidente Marino, le scrivo: perché Brindisi non rispetta le regole sul settore ospiti?

marino petrucci

Lunedì sera, in diretta alle 20.45 su Sky Sport 2, andrà in scena una sfida tutta da gustare: da un lato, l’Enel Brindisi, vogliosa di confermare il periodo positivo a livello di risultati (quattro successi nelle ultime cinque uscite) e di continuare la scalata verso i playoff; dall’altro, la Sidigas Avellino, la squadra del momento con le sue nove vittorie consecutive che rappresentano la striscia positiva più lunga fatta registrare finora in questo campionato. Gli irpini sono risaliti fino al quarto posto e, complice un calendario che dopo Brindisi inizierà a farsi meno duro (5 delle prossime 7 partite saranno con squadre della seconda metà di classifica), vogliono provare a conquistare un piazzamento ancora migliore per la post-season.

I pugliesi, invece, hanno tutta l’intenzione di qualificarsi ai playoff per il terzo anno consecutivo, nonostante a livello di squadra non abbiano vissuto una settimana semplicissima: Scottie Reynolds è ai saluti, dopo essere stato il playmaker titolare fino alla scorsa partita, e Djordje Gagic è alle prese con un infortunio che dovrebbe tenerlo fuori dalla contesa di lunedì. Se il presidente Fernando Marino ci trova, per quello che può valere, molto d’accordo sulla scelta di mettere alla porta un giocatore che ha mostrato scarso impegno, sostituendolo con un usato sicuro come Willie Deane, allo stesso tempo però ci fa nascere qualche perplessità per una situazione non strettamente legata alla squadra.

La partita tra Brindisi e Avellino ha infatti un sapore speciale anche per le rispettive tifoserie, dato che rappresenta una sorta di “derby” tra due eccellenze del panorama cestistico del Sud Italia. Per questo motivo, è un gran peccato che ai supporter della Sidigas siano stati concessi solo 54 biglietti, nonostante siano soliti spostare numeri importanti in trasferta. Questa cosa ci lascia piuttosto perplessi, anche perché si ripete nel tempo: famosa ormai la protesta del “Tutti o nessuno” messa in piedi dai tifosi irpini nel 2013, quando l’esiguo numero di tagliandi concessi dall’Enel portarono all’annullamento di un viaggio in terra pugliese, già organizzato con 2 pullman pieni.

Senza voler fare polemica, ci piacerebbe sinceramente sapere perché Brindisi, e in particolar modo il presidente Marino, che non dimentichiamo essere anche colui che siede al vertice della Legabasket, da diversi anni viene meno all’articolo 28, comma 5, del Regolamento Esecutivo della FIP, inerente l’ingresso agli impianti di gioco: «La Società ospitata ha diritto di acquistare – almeno 5 giorni prima della gara – un quantitativo di biglietti pari al 10% della capienza dell’impianto, con facoltà di scelta proporzionale dei posti messi in vendita nei vari settori».

Regolamento alla mano, le opzioni sono due: o la società ospitata, in questo caso Avellino, non ha reclamato il suo diritto, oppure quella ospitante non ha rispettato tale regolamento, dato che avrebbe dovuto destinare alla tifoseria irpina oltre 300 biglietti.

Ci piacerebbe molto che il presidente Marino chiarisse questa questione, che tra l’altro ha iniziato a verificarsi anche in altri palazzetti: l’ultimo caso eclatante è quello verificatosi lo scorso dicembre, quando ai supporter di Pistoia sono stati concessi solo 90 biglietti (tra l’altro a 30 euro l’uno, un prezzo fuori da ogni logica) per la trasferta di Reggio Emilia. Anche in questo caso il regolamento federale sembrerebbe esser stato violato, ma nessuno pare preoccuparsene minimamente. E alla fine a rimetterci sono sempre i tifosi: forse ci si dimentica troppo spesso che sono l’anima dello sport, il quale senza di essi non avrebbe motivo di esistere, e che quindi andrebbero tutelati maggiormente. 

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