Alla scoperta di... Serie A

Cirillo la Quercia

Bisogna stargli addosso ma è un bravo ragazzo – questo è il messaggio che Andrea Lanzi riceve dagli Stati Uniti poche ore prima dell’arrivo di Kyrylo Fesenko a Malpensa e poi continua – So che il nuovo owner ha soldi ed entusiasmo, se avete bisogno di un allenatore dei lunghi chiamatemi che a Cantù torno di corsa!”. A scrivergli è Thurl Bailey, probabilmente il più forte giocatore ad aver mai indossato la maglia di Cantù che a metà degli anni novanta portò l’allora Polti fuori dalle paludi della A2 trascinandola di nuovo nel basket che conta. Bailey è rimasto in ottimi rapporti con lo storico masseur di Cantù e da qualche anno, oltre ad essere la voce ufficiale degli Utah Jazz per la loro televisione, spesso si rimette in tuta per allenare i lunghi della franchigia di Salt Lake City. Ed in queste vesti per quattro anni ha insegnato i trucchi del mestiere a Fesenko.

Bisogna stargli addosso” e lo si nota a prima vista. Fesenko ha fatto nel primo pomeriggio le visite mediche e, oltre al cinquantasei che indossa ai piedi, sono venute fuori un paio di curiosità: misurato nella NBA come duecentosedici centimetri come sempre in realtà il trucco della scarpa indossata ha aumentato di un paio di centimetri l’altezza effettiva mentre invece dei centrotrenta chili (!) di peso ideale Kyrylo ne porta con sé sette/otto di troppo.

con AK47
con AK47

In effetti Fesenko è imponente come una quercia secolare ma il fisico non è supertonico. Niente di nuovo sotto il sole: il conditioning non è mai stato il suo forte nemmeno ai tempi della NBA.

Amo il mio Ipad, non me ne separo mai ma ho un modello gigante, grande come me… sono un tipo tranquillo… a geek (uno smanettone del computer)… guardo tanti film specie di supereroi come Superman! Si ma leggo anche tanto eh?!” scherza Fesenko alla sua presentazione confermando, altra cosa che si racconta di lui sin dalla sua esperienza negli States, di essere un gran simpaticone ed un tipo allegro oltre ad aver considerevolmente migliorato il suo inglese rispetto ai suoi primi tempi a Utah, parlando con un forte accento americano.

Sono molto contento di essere qui, questo è un nuovo capitolo della mia vita. A Cantù conosco Heslip, con cui ho giocato in summer league, ed Hodge, giocatori con cui mi sono trovato molto bene. Il campionato italiano è incredibile: tutti possono battere tutti, non puoi prenderti una giornata di riposo come in Russia. È la prima volta in un campionato europeo che non sia la VTB league ma ci sono due canestri, un pallone e dieci giocatori” scherza come un’adorabile sbruffone.

E Fesenko conferma anche il motivo che l’ha portato ad abbandonare il Lokomotiv per venire a Cantù: “Quando la scorsa estate ho firmato col Kuban il coach era Bazarevich, che conosco e stimo, quando poi è stato sostituito ho capito che per me le cose non sarebbero andate bene ed infatti anche se eravamo nella Top16 di Eurolega giocavo poco e non ero felice così ho accettato di venire a Cantù, una squadra con una grande storia che negli anni settanta ed ottanta era una delle più forti squadre europee e che pochi anni fa ha giocato in Eurolega. Perché non tornarci?”.

Fesenko schiaccia coi Jazz
Fesenko schiaccia coi Jazz

Finita la conferenza stampa Fesenko si presenta in campo per il primo allenamento ufficiale, in mattinata si era limitato a guardare gli schemi, mentre Berggren, destinato al taglio, resta ai margini dell’allenamento. L’allenamento procede e Kyrylo sbuffa e spinge il suo corpaccione alle sue massime velocità attuali, con Tessitori Cantù ha ora due centri per certi versi simili, mentre Bazarevich come sempre dirige la sessione con continue correzioni e suggerimenti.

In tribuna stampa un nostalgico Pierluigi Marzorati, fra un aneddoto su Taurisano “Ci massacrava con la preparazione fisica, non ci faceva nemmeno fare le pause per bere, una volta mi riempì di insulti per aver chiesto dell’acqua al massaggiatore e dopo due ore di allenamento durissimo come defaticamento ci faceva correre fino a Cantù e poi di ritorno a Cucciago!” e Tom Boswell “Bianchini ci faceva correre attorno al Pianella sotto le tribune in tubolare ma lui invece di correre si esibiva in una sorta di camminata veloce ed appena finiva sotto le tribuna spariva regolarmente!” mentre osserva Fesenko ci confida “Finalmente abbiamo un centro vero!”.

Intanto Fesenko riceve palla sotto canestro, fa volare via il suo difensore con un movimento di pura potenza, sale e schiaccia. Il canestro del Pianella trema per minuti come spaventato a morte. Poveri ferri, ora avete pane per i vostri denti…