Diario di Eurobasket

VENERDÌ 13 SETTEMBRE
Ore 14:30. Si arriva a casa dopo una mattinata in ufficio a studiare tutte le 1987530000 possibilità del girone F,quello degli azzurri. A casa, davanti ad un Lituania-Belgio da Summer League si preparano i cartelloni per i nostri ragazzi: da piccolo a scuola li facevo fare a mia madre, trovarmi con un Uni Posca in mano mi fa sentire più in difficoltà di Fanelli quando Michelini ha recitato la poesia per Poeta.

Ore 18:45. si parte, la prima ora è una passeggiata guardando un’insospettabile Serbia-Ucraina con l’iPad. In autostrada il segnale va e viene, sul buffering a 2 dalla fine con la Serbia in rimonta diversi santi si sentono chiamati in causa.

Ore 23:30. arrivo a Lubiana. Primo chiaro segnale di essere arrivati nel paradiso cestistico: il ragazzo della reception ci chiede se siamo qui per gli Europei. Alla nostra risposta positiva, in un italiano scolastico e corretto, inizia a parlare dell’impatto di Begic e della difficoltà italiana sul pick and roll avversario. LACRIME.

Ore 23:50. centro di Lubiana. Migliaia di persone ad un concerto nel parco a suggellare la giornata cestistica. Palloncini di ogni nazionale appesi agli alberi, birra a due euro (secondo segnale paradisiaco), ragazze more/occhi verdi/1.80 di altezza (si sta esagerando dai). Ci perdiamo tra improbabili gruppi pop sloveni, birre e un letale kebab di fine serata.

SABATO 14 SETTEMBRE
Ore 09:30. Sì,9.30. E’ IL giorno e non si dorme. Colazione sulla riva del fiume che attraversa il centro, passeggiata in una città che è un vero e proprio gioiello verde. Ovunque, in qualsiasi negozio c’è una palla da basket, diversi commessi hanno la maglia verde della Slovenia, è tutto meraviglioso. Si vedono le prime maglie a scacchi rossi, magari per questa partita sono un migliaio dai.

Ore 12:30. Arrivo alla Stozice Arena, un’enorme caramella in mezzo alla natura. Il parcheggio è sottoterra, GRATIS (parcheggio scoperto Futurshow Station a Bologna 5 euro). Altre maglie a scacchi, canotte di Drazen Petrovic, brividi. Fuori dal palazzo è stata allestita una Fan Zone in cui si può bere e mangiare seduti. Accanto alla Fan Zone due campi da basket, una specie di museo a promuovere i mondiali in Spagna del prossimo anno, diversi giochi a premi in cui bisogna far canestro coi ferri a diverse altezze, due campi dove giocano i bimbi, un palco con maxischermo. Voglia di lasciare l’Italia per sempre.

Ore 14:30. Ci siamo, inno cantato a squarciagola. Italiani nemmeno 1000, croati almeno 6000 stando bassi. Maglie di Drazen al Real Madrid, nella nazionale, nei Nets…

La storia della partita purtroppo è ben conosciuta, ci tengo a sottolineare due particolari: 1- al momento del cambio, Pianigiani dice a Diener di prendere fiato 2 minuti che poi la finisce lui (il play non tornerà più in campo) 2- un conto è in tv, un conto è vedere dal vivo come si muove Datome e il rilascio della palla di Bogdanovic.

Ore 17:00. Fuori i croati cantano ubriachi marci in uno spettacolo comunque meraviglioso, gli italiani si guardano in giro sconsolati. Tempo di mangiare un hamburger improponibile (una roba da 400 gr con carne e salsine di dubbia provenienza) e si torna dentro per un Spagna-Finlandia soporifero. Unici brividi sono l’inizio di Koponen, la partita di Calderon e l’immensità di Marc Gasol. Opinione personale: gli spagnoli non mi sembrano quel gruppo unito che ha fatto la differenza nella storia recente del basket europeo, Rubio è totalmente un estraneo e lo si nota quando in contropiede lui è davanti a tutti e deve fermarsi. Se Rubio non corre, è un giocatore normalissimo.

Ore 20:00. Nella Fan Zone c’è la marea verde: bimbi con la bandiera slovena disegnata sulle guance, anziani che non vedono l’ora di entrare, un addio al celibato con uno crocifisso e il canestrino appeso sopra la croce. Pura follia cestistica slovena, noi guardiamo estasiati.

Ore 21:00. Palazzo gremito, si parte con gli inni e la conseguente pelle d’oca. A ogni azione slovena bisogna stare in piedi sennò non si vede niente, se la palla è di Spanoulis non si sentono i fischi degli arbitri. Quando uno sloveno è in lunetta, il pubblico tiene le braccia protese in avanti come se fosse in procinto di fare una ola con tanto di “oooooo” in sottofondo…della serie: tira pure sereno!

Ore 23:00. La Slovenia vince, Dragic è disumano, noi siamo ai quarti.

Ore 01:30. Stremati dopo una 9 ore di basket, andiamo un’oretta in una discoteca che si chiama “Top Club”: è al settimo piano di un grattacielo, l’entrata costa 5 euro, il bere 5.20 euro. Non aggiungo altro tanto lo immaginate.

DOMENICA 15 SETTEMBRE
Ore 11:59. Il check out è alle 12, ci svegliamo per tempo. Colazione dal Mc Donald’s (…) e si torna all’Arena per un big match: Lettonia-Belgio.LOL.

Ore 14:30. I nostri biglietti sono sul lato corto in corrispondenza della 12esima fila, ma il palazzo è semivuoto. Ci sediamo così in prima fila del lato lungo: anche se la partita non è delle migliori sembra di vedere un altro basket da così vicino. Botte da orbi, atletismo a go go. In questa due giorni ho visto un basket non entusiasmante, dove in attacco la partenza è sempre la solita per tutti: o doppio pick and roll alto centrale o uscita della guardia da un lato e pick and roll. La differenza la fa l’esecuzione, le scelte dei giocatori e soprattutto la difesa.

Ore 17:00. Si torna indietro, un cielo nuvoloso che minaccia pioggia e i km di verde ai lati dell’autostrada lascia un non so che di malinconico al ritorno. Forse perché in effetti non voglio tornare.

Ho respirato basket per 48 ore in un clima di festa, una cosa impensabile da noi, neppure a Bologna. Ho visto giocatori tuffarsi, lottare, chiamare a raccolta il tifo come se dovesse essere l’ultima partita della loro carriera. Ho notato tanti italiani aggirarsi per questo luogo di culto cestistico quasi con stupore, restando a bocca aperta per il senso patriottico croato. Ho pensato che non potrà mai esserci nulla di simile in Italia, semplicemente perché l’etica sportiva è diversa: c’è la polemica prima della passione, la critica prima del tifo, insomma il calcio prima del basket.

Prossimo appuntamento già segnato sul calendario: (speranza) venerdì per le semifinali, (certezza) mondiali di Spagna Settembre 2014 con Dream Team e (ulteriore speranza) i nostri azzurri.