Diario di una Devotion

Giovedì 9 Maggio, ore 3:30 di notte: e chi dorme, domani si parte per Londra. Stavolta non c’entra la birra (o almeno non c’entra SOLO la birra), me ne frego della Regina Elisabetta. FINAL FOUR. Mi addormento col sorriso.

Venerdì 10 Maggio: sono le 14:30 ora di Buckingam Palace, Gatwick è un’astronave, non finisce mai. Non bisogna correre, bisogna volare per essere in tempo all’O2 Arena. Treno per Victoria, 2 cambi con la Underground, hotel, molli il bagaglio, Underground, caldo, freddo, caldo, corri giù per le scale mobili, arrivi all’O2 Arena. Ti fermi. Sei in ritardo. Ma uno spettacolo del genere ti immobilizza. Sembra di essere negli USA. Un raggio di sole illumina il poster di Bodiroga con la coppa delle Final Four 2002 alzata. Voglio strapparlo urlando un “Ettorino perchèèèè Granger giù?!?” ma i cori dei greci in mezzo alla strada che vanno verso il palazzo mi riportano alla straordinaria realtà.

Entro e faccio vedere il biglietto allo steward. Sono già in buona posizione lì dove c’è il “controllore”, ma la fila che leggo è la F. Il mio biglietto è fila A. Scendo per 50 metri, ho Teodosic distante quanto lo è la mia collega in ufficio adesso. I primi 3 minuti non li guardo nemmeno, sono nel pieno di una sindrome di Stendhal per due motivi: la bellezza di TUTTO, la bellezza delle cheerleader.

La prima semifinale è una delusione c’è poco da dire. L’Olympiacos gioca con una sicurezza disarmante, Spanoulis & co. sanno di vincere e poco importa se davanti hanno una corazzata. Corazzata, mmm… il CSKA gioca lento, manca assolutamente di transizione e Krstic è una delusione totale quasi quanto un Teodosic supponente e privo di leadership. La partita scivola via agile, Antic è un armadio con due mani da fata, sulla sua bomba del +15 c’è il delirio biancorosso. Non posso fare a meno di notare due particolari che mi mettono un po’ di tristezza: Papaloukas è un ex giocatore, Messina è invecchiato e mi appare proprio un po’ stanco.

Il “Clasico” è un match invece che esalta quasi quanto le fidanzate di Llull, Suarez e Rudy che espongono uno striscione in spagnolo: “Portate a casa la coppa o dormite fuori casa”. Dedico uno spazio solamente a Jasikevicius: gioca ai 2 all’ora, porta a spasso chiunque si trovi davanti. Non difende MAI, ma chissenefrega non difendo mai nemmeno io. Vince il Real con un parziale impressionante nell’ultimo quarto, Reyes gladiatore domina contro un Lorbek irritante.

Finisce un primo giorno da sogno, a respirare basket ogni secondo sia dentro al campo che fuori, dove ho il piacere di conoscere Radja, Danny Ferry, dire due cazzate con Pozzecco e vedere Duenas (in tv è brutto, dal vivo è osceno), Gorenc (un telaio da modello) e Golemac (non commento la fidanzata perché non avrei parole).

Sabato 11 Maggio: shopping, birre, shopping, FA Cup, birre, birre, birre, Burger King, locali, Fabric, alle 8 di mattina a letto.

Domenica 12 Maggio: è IL giorno. Stavolta ci voglio arrivare senza correre all’O2 arena, alle 15:30 sono davanti. Due chiacchiere con i numerosissimi “addetti al servizio” italiani presenti e si entra. Il primo tempo di CSKA-Barcellona mi fa accusare il fatto di aver dormito 3 ore, fortuna che i tifosi dell’Olympiacos sono già carichi e cominciano a cantare. GOSSIP: litigata furibonda tra Messina e Krstic, dopo che il lungo non ha gradito un cambio. Da quel che si dice, il coach quasi “si aspettava” Teodosic sotto al par, ma era convinto che Krstic potesse essere quel valore aggiunto per i russi. Ho temuto per l’incolumità di Krstic quando Ettore è praticamente corso da lui ad urlargli in faccia.

La partita finisce con un Khryapa monumentale che salva i russi dal ritorno catalano guidato da Navarro: Re Juan Carlos quando tira in pratica non guarda nemmeno il canestro, vederlo uscire dai blocchi è una degli aspetti più esaltanti di queste final four dal punto di vista tecnico.

Ecco, sono le 19:45 e si fa sul serio: arena stracolma, greci assordanti, spagnoli sparsi un po’ ovunque ma in buon numero. Si parte. 27-10 Real ma l’aspetto che mi impressiona è la tranquillità dei greci: non battono ciglio, la vittoria dell’anno scorso ha dato quell’aurea di invincibilità che si fa sentire minuto dopo minuto con le bombe di Perperoglu, la presenza di Hines e l’altruismo di Antic. Ma Spanoulis? Lui è l’MVP dell’Eurolega, premio un po’ discusso… dov’è? TERZO QUARTO: bomba, bomba, alla terza bomba appena la palla si stacca dai polpastrelli c’è un boato nel palazzo… siamo tutti in piedi… è il momento più vibrante che abbia mai visto su un campo di basket, nemmeno al MSG con Lebron James c’era questa elettricità. Delirio greco, spagnoli in panne ma che non mollano fino a inizio dell’ultimo quarto. L’Olympiacos fa 39 punti negli ultimi 10 minuti, è ora di festeggiare. E io sono già pronto per l’anno prossimo.

PAGELLONE SEMISERIO:

Voto 10: Olympiacos. Avevate dei dubbi? Tifo incredibile, squadra consapevole. Mi dà fastidio leggere da diverse parti che il roster a livello tecnico non è eccelso: 5 uomini in doppia cifra nella finale, l’MVP dell’Eurolega che guida gli altri, un 4 che ha portato la Macedonia in semifinale, una prima scelta NBA, un cecchino, un animale sotto canestro e un paio di giocatori che entrano e ti cambiamo il volto della partita. E’ poco?

Voto 9: l’evento in sé. Ho sentito molte lamentele sul prezzo dei biglietti. Non voglio fare un discorso “razzista”, ma se uno non può permettersi i biglietti, la Tv è fatta apposta proprio per questa categoria di persone. I prezzi erano alti ok, ma il servizio e l’accoglienza dell’arena è unica in tutta Europa. Posti vuoti nelle semifinali? Andatevi a leggere la capacità dell’O2 arena: 20.000 posti. In finale quasi il tutto esaurito, nelle semifinali almeno 15mila persone, ho visto francamente di peggio.

Voto 8: Real Madrid. Ha ribaltato un clasico dal -9 a 8 dalla fine, gioca il miglior basket a livello possibile almeno a livello estetico. Manca tremendamente di un lungo (Tomic, sigh) e di un’altra bocca da fuoco, ma lo scheletro c’è.

Voto 7: cheerleader. Devo spiegare perché?

Voto 6: Barcellona. Con Pete Mickael era finale e battaglia per vincere. Navarro è una delizia per gli occhi, di Jasikevicius ne ho già parlato. Tomic è da NBA per me. Lorbek ammazzati.

Voto 5: CSKA. Sarebbe anche da 4 ma ha vinto il terzo posto. Secondo me è una squadra costruita male, Micov assolutamente non da questo palcoscenico. Bisogna capire che Teodosic è fuori dal podio dei migliori playmaker in circolazione. Papaloukas si ritira (notizia fresca), probabilmente rifaranno la squadra da capo dando via appunto Teodosic e Krstic. Io Messina l’ho visto proprio stanco e con poche idee in semifinale, serve un leader in campo per poter tornare alle final four anche l’anno prossimo.

Voto 4: Pozzecco che si aggira tra una partita e l’altra mangiando un hot dog stanco e cercando disperatamente un pass per entrare nella Vip Lounge. Vip Lounge=birra+buffet gratis. Pozz proponi le final four a Formentera!

Voto 3: tifo del CSKA: “CSKA!” “CSKA!”…e basta. Con donne urlanti e tifosi che parlano un po’ in inglese e un po’ in russo.

Voto 2: tifo del Barcellona. Inesistente! Non che fossero in pochi eh, ma son stati zitti per tutta la 2 giorni. Che tristezza.

Voto 1: i miei vicini di posto tifosi russi che guardano solo le partite del CSKA, andando via prima della finale…ma come siete messi?!?

Voto 0: la durata della finale. Doveva essere di 12 quarti da 10 minuti. Uno spettacolo straordinario del genere non deve finire mai.