Dinamo Sassari, un mercato che sembra perfetto, ma che cela non poche riserve

Il mercato in terra sarda, con acquisti di primissimo livello e con la riconciliazione a sorpresa con Travis Diener, sembra garantire un posto tra le prime della classe al Banco di Sardegna. Sassari punta forte ancora un volta sul gioco run and gun, e state certi che il divertimento è assicurato, ma qualche incognita sugli equilibri di squadra permane.

Coach Meo Sacchetti è uno che sa far innamorare i tifosi per come riescono a giocare le sue squadre offensivamente, ma in difesa Sassari ha sempre avuto ben più di qualche semplice grattacapo. Rifirmare Diener, al di là di tutte le considerazioni personali sull’uomo e sull’attaccamento alla maglia, è forse il colpo più importante del mercato, ma come andrà la convivenza con Marques Green? Il folletto ex Milano è uno che non ha mai fatto il backup e che ha bisogno di continuità per potersi esprimere al meglio; anche in maglia Olimpia, Green si assumeva responsabilità importanti durante i momenti caldi del match, e bisogna vedere con quale spirito si calerà nel ruolo di cambio di Diener. Certo, l’impegno in Eurocup toglierà energie a tutti, e un roster più profondo garantirà maggiori rotazioni: proprio nell’impegno europeo si potrà trovare l’equilibrio nell’utilizzo dei due play, sfruttando anche il fatto che Diener è spesso soggetto a qualche infortunio.

Detto dei play, rimane il problema della coralità difensiva, aspetto del gioco in cui Sassari non eccelle certamente. Caleb Green è ottimo in attacco, ma difensivamente assomiglia a un casello sempre aperto, e lo stesso discorso si può fare per i play, soprattutto per Green, che anche a Milano ha palesato non pochi problemi dati i suoi 165 cm (e si noti bene, un conto è recuperare qualche pallone a partita, altra cosa è difendere sul diretto avversario impedendogli soluzioni offensive facili e scontate). L’unico vero maestro della difesa è Omar Thomas, giocatore completo e gran conoscitore del campionato italiano grazie alle esperienze a Rieti e Avellino, senza dimenticare la parentesi in LegaDue a Brindisi.

Tuttavia, se offensivamente il singolo può fare tante differenza, in difesa bisogna un minimo giocare di squadra e con affiatamento, e proprio qui sta la grande incognita della Dinamo. Se Sacchetti dovesse riuscire a dare una chiara impronta difensiva, questa squadra non avrebbe alcun limite, grazie a un potenziale offensivo e atletico spaventoso. Solo a questa condizione, però, Sassari potrà davvero candidarsi a vincere lo Scudetto, perché già l’anno scorso si è visto come abbia sofferto difensivamente in molte partite, spesso senza riuscire a rimediare nemmeno in corso d’opera.

Cerchiamo ora di analizzare ogni singolo elemento del roster, evidenziando pregi e difetti, e cercando di capire quale ruolo possa avere nelle rotazioni del Banco di Sardegna.

1) Travis Diener. Telenovela infinita quella legata al play di passaporto italiano, che si risolve con la firma di un quadriennale e con l’affermazione del presidente Sardara sul fatto che Diener sarà il D’Antoni di Sassari. Al di là delle vicissitudini contrattuali, Ala-Diener è il miglior playmaker del campionato italiano per distacco: passatore sublime, ottimo realizzatore e leader carismatico, il trentunenne di Fond du Lac è l’anima della Dinamo. Unico neo è forse l’intestardirsi troppo quando il tiro non entra, ma stiamo proprio cercando il pelo nell’uovo in un giocatore che probabilmente migliorerà anche l’Italia in ottica Eurobasket 2013.

2) Marques Green. Playmaker che è un lusso avere come backup: affidabile da 3 punti, grande assist-man, ottimo giocatore di pick&roll ed eccelso ruba palloni. Questa la descrizione di un play che se avesse 20 centimetri in più avrebbe fatto un’altra carriera. Offensivamente una garanzia, anche nella produzione di punti e nel creare gioco dal nulla. Insieme a Diener forma la coppia di play potenzialmente più forte d’Italia, cui si può concedere qualche lacuna in fase difensiva.

3) Drake Diener. Aprite il dizionario e cercate l’aggettivo “fenomeno”: se tale parola non è accompagnata dal nome di Drake è solo perché gli editori se ne sono dimenticati. Guardia sublime, capace di canestri ai limiti dell’impossibile e giocate da highlights a ogni match. Insomma, in Italia Drake è ormai un fattore, se non una delle migliori guardie del campionato. Dotato anche di un buon atletismo è una macchina da punti che si è migliorata con il passare delle stagioni italiane. Da lui passeranno molte delle vittorie di Sassari.

4) Giacomo Devecchi. Se sei soprannominato “Il ministro della difesa” un motivo ci deve pur essere. Jack è uno dei senatori della Dinamo e la sua conferma è tanto importante quanto preziosa. Giocatore solido e completo, buon tiratore da 3 punti e discreto rimbalzista, il cugino di Gallinari è un perno della difesa biancoblu. Unica sbavatura? Per un giocatore che in carriera tira col 36% da 3 punti è un delitto non raggiungere il 60% ai liberi.

5) Brian Sacchetti. Il figlio di coach Meo si è ritagliato piano piano uno spazio sempre più importante nelle gerarchie della Dinamo, diventando una certezza come backup nello spot di ala piccola. Nell’ultima stagione registra ottime percentuali dal campo e una grinta da veterano; a 27 anni si dovrebbe essere fatti e finiti, ma personalmente credo che Brian abbia ancora qualche margine di miglioramento e possa conquistare minuti importanti nelle rotazioni di Sassari, come peraltro dimostrato nello scorso finale di stagione.

6) Caleb Green. Potenzialmente un crack per l’esplosività offensiva che ha dimostrato anche nella scorsa Eurocup, dominando entrambe le partite proprio contro la Dinamo. Affidabile al tiro pesante, ottimo rimbalzista e grande atleta, Green ha il suo tallone d’achille nella difesa. In questo fondamentale c’è veramente tanto da lavorare, ma per un giocatore di 27 anni ottenere miglioramenti importanti sembra un’ardua impresa.

7) Omar Thomas. Atleta completo, gran difensore e ruba palloni ma anche ottimo rimbalzista, Thomas deve essere il pilastro (insieme a Devecchi) su cui costruire il sistema difensivo sardo. Mvp della LegaDue nel 2009/2010 e Mvp della Serie A nel 2010/2011, solo per far capire di che giocatore stiamo parlando. Sicuramente un grande acquisto, forse il migliore insieme a Travis Diener. Sassari, però, ha bisogno che l’ala statunitense si prenda tante responsabilità difensive, sacrificando così un po’ del talento nella metà campo avversaria.

8) Manuel Vanuzzo. “O Capità” a 38 anni non si tira certo indietro e ha ancora tanta voglia di lottare per questa Dinamo. Buonissimo interprete del tiro da 3 punti, nelle ultime stagioni si è ritagliato quasi 20’ di media a partita, sintomo che, nonostante l’età, il capitano può ancora dare davvero tanto al basket. Sassari gli affida il ruolo anche psicologico di chioccia del gruppo, e toccherà soprattutto a lui creare chimica di squadra durante l’anno. Indubbiamente, una certezza.

9) Amedeo Tessitori. A 18 anni è probabilmente il giovane centro italiano dal futuro più roseo per la prossima decade. Viene dalla stagione in LegaDue a Forlì, dove ha dimostrato carattere e doti atletiche eccezionali per un ragazzo della sua età. Peccato per l’infortunio che lo ha costretto a saltare gli Europei under-20 di quest’anno e che renderà un’incognita il suo utilizzo fin da subito in Serie A. Gli aspetti su cui lavorare sono molti, a cominciare dai tiri liberi per arrivare a variare di più il gioco nel pitturato, ma sicuramente Amedeo è pronto a stupire anche in Serie A. Complimenti a Sassari per averlo strappato due anni fa alla concorrenza.

10) Linton Johnson. Centro dominante per il campionato italiano, che ritrova Marques Green per ricomporre la coppia che tanto bene aveva fatto in Irpinia. Rimbalzista eccelso e grande atleta, perfetto nel giocare pick&roll, Johnson dovrà però fare un po’ reparto da solo. Sicuramente con lui e Thomas in campo il tabellona sarà protetto, ma il centro statunitense è chiamato anche lui a colmare le lacune difensive di alcuni compagni, inserendosi in un sistema di gioco completamente nuovo, che non permette pause.