Djedovic, Troutman e Bryant: Monaco, anche Bamberg è sconfitta!

Teatro della supersfida tra Bayern Monaco e Brose Baskets Bamberg è stata la seconda giornata di una Bundesliga cominciata subito con il piatto forte. Nell’Audi Arena della capitale bavarese, le due squadre hanno dato luogo a uno spettacolo godibilissimo, mettendo intensità e velocità in un gioco spumeggiante che ha reso la partita veramente bella e combattuta. Alla fine i bavaresi sono riusciti a conquistare il secondo successo in due giornate tostissime, dopo la vittoria ottenuta pochi giorni fa in quel di Bonn, grazie a due bombe consecutive nel finale – la seconda di tabella da 9 metri – di Nihad Djedovic. Monaco aveva condotto agilmente per tutto il primo tempo, prima di subire la rimonta della coriacea Bamberg. Quando il Brose Baskets era però riuscito a recuperare i 16 punti di svantaggio e a mettere il naso davanti, Djedovic è salito in cattedra e ha respinto l’assalto ospite.

I temi da analizzare in una partita così divertente sono numerosi e interessanti.

COSA VA: 

+ (Bayern Monaco). Transizione offensiva e velocità di gioco. Sia a Bonn che nell’Audi Arena contro Bamberg, il Bayern è riuscito a impostare fin da subito il suo gioco velocissimo, fatto di contropiedi e possessi conclusi il più rapidamente possibile. Nel primo quarto di entrambe le partite Monaco ha allungato grazie alla rapidità delle sue transizioni offensive, che non hanno lasciato tempo per schierarsi alle difese avversarie. Se i giocatori del Bayern dovessero riuscire a crescere fisicamente per mantenere un ritmo tale per 40′, saranno problemi per tutte le altre squadre tedesche e non solo, anche se il doppio impegno non aiuterà certo.

+ (Bayern Monaco). Panchina. Monaco ha una squadra terribilmente profonda e completa. Dalla panchina escono Hamann, Schaffartzik, Benzing, Troutman e Idbihi, che tradotto significa 4 giocatori che hanno vestito – o vestono – la maglia della naionale tedesca di basket più uno dei migliori lunghi del campionato. In entrambe le prime due partite, Monaco ha scavato i break schierando appunto il secondo quintetto, nel quale spicca la versatilità di Benzing, perfettamente adattato al sistema di gioco di coach Pesic. Troutman e Idbihi, trovandosi di fronte spesso lunghi pescati dalle panchine avversarie, hanno vita facile sotto canestro.

+ (Bayern Monaco). Lunghi. Il Bayern ha una batteria di lunghi devastante. John Bryant, Chevon Troutman e Yassin Idbihi (e manca ancora all’appello Deon Thompson, fuori per infortunio, ma prossimo al rientro!) contribuiscono non solo con un quantitativo di punti che può essere determinante, ma anche con rimbalzi e presenza difensiva. Fisicamente non subiranno contro nessuno, nemmeno ai più alti livelli europei, anche se un pacchetto lunghi del genere può essere messo in difficoltà da lunghi dinamici (vedi il McLean di Bonn). Una possibile contromossa di Pesic potrebbe essere un quintetto piccolo con Benzing da 4, lungo agile in grado di difendere su avversari più rapidi. Per quanto riguarda l’attacco, da segnalare il ruolo di Troutman, che in media vaga molto lontano da canestro, quasi sulla linea dei tre punti, salvo avvicinarsi sporadicamente per chiudere degli alto-basso con i compagni di reparto (Idbihi o Bryant, che possono tirare da lontano). Nonostante l’inusuale lontananza da canestro, l’apporto dell’ex Avellino è stato ottimo in questa prima settimana.

+ (Brose Baskets Bamberg). Mentalità e coach Fleming. Quando una squadra quattro volte campione in carica si trova sotto 40-24 nel secondo quarto della seconda giornata di campionato, è facile perdere la rotta, affidarsi agli individualismi e chiudere la partita disastrosamente. Questo non è accaduto a Bamberg, che nonostante l’inizio difficile non ha cambiato nulla nel proprio sistema offensivo e ha continuato a macinare basket, affidandosi alle conclusioni di Jacobsen e Gavel. Così facendo, i bavaresi sono riusciti a riacciuffare il Bayern, prima di vedersi sfuggire la partita a causa di due bombe di Djedovic. Fleming ha comunque dimostrato una volta di più di essere un grande allenatore, con nervi e polso saldissimi e capacità di cambiare le situazioni nel corso della partita. Tutti i problemi avuti sui riccioli di Monaco nel primo quarto sono svaniti a partire dal ritorno in campo dopo la prima pausa breve, il che dimostra come il coach abbia svolto un ottimo lavoro in corso d’opera.

COSA NON VA:

– (Bayern Monaco e Brose Baskets Bamberg). Transizione difensiva sugli errori. D’accordo che si tratta di due formazioni votate al contropiede e alla velocità del gioco, ma in alcuni sprazzi gli attacchi hanno avuto davvero gioco troppo facile nel spingere la palla su per il campo il più velocemente possibile. Le due difese sembrano non avere padronanza del concetto di fermare la palla il prima possibile e, soprattutto dopo gli errori al tiro (ma non solo), mettere pressione sul playmaker avversario è un’impresa spesso irrealizzabile. In Eurolega potrebbero essere dolori.

– (Brose Baskets Bamberg). Maik Zirbes. Personalmente avevo grandissime aspettative da questo ragazzone classe 1990 che ha già fatto grandi cose nel campionato tedesco. Visto all’opera, però, sia nel corso della Champions Cup tenutasi a Berlino il 28 settembre, sia nella sfida contro il Bayern Monaco, sono stato fortemente deluso dal giocatore che ho visto. Tecnica buona, fisico costruito e buona mobilità, sì, sono le sue caratteristiche migliori, ma sono accompagnate da una brutta percentuale al tiro e da cali di concentrazione preoccupanti. D’accordo che Bryant non era quello di Bonn ed è apparso decisamente più brillante e mobile, ma Zirbes è stato completamente annullato dal due volte MVP in carica.

– (Bayern Monaco). Difesa sulle rimesse offensive dal fondo. Ogni volta che gli avversari hanno a disposizione una rimessa dal fondo in zona offensiva, Monaco va semplicemente in palla. Tra innumerevoli errori di distrazione, cambi e blocchi non chiamati, ben 4-5 volte, tra la sfida contro Bonn e quella contro Bamberg, l’attacco è riuscito ad arrivare indisturbato al ferro ricevendo un comoda e facile rimessa.

– (Bayern Monaco). Malcolm Delaney. Ok, il talento è tanto e si vede, ma sulle capacità decisionali ci sono dei dubbi enormi. Spesse volte, il play con passati in Francia e Ucraina ha dimostrato di non avere le idee molto chiare sul da farsi. Le penetrazioni di Delaney hanno spesso una linea dubbia che non ha come obiettivo ultimo il ferro, ma che termina in angolo, a 4-5 metri dall’obiettivo principale. Il risultato sono pericolosissimi passaggi in salto che lo espongono al rischio di palle perse inutili, quando le difese impareranno a leggere i suoi attimi di follia. In difesa, poi, nonostante le buone capacità in 1v1, ogni tanto perde il lume della ragione: è il caso del quarto fallo personale speso a 2’36” dalla fine senza un’apparente ragione fuori dall’arco dei tre punti, tanto più che Bamberg era già in bonus.

Dagli altri campi:

ratiopharm Ulm – Eisbären Bremerhaven 87-47

Mitteldeutscher BC – s.Oliver Würzburg 86-82

FRAPORT SKYLINERS Frankfurt – EWE Baskets Oldenburg 63-72

Artland Dragons – ALBA Berlin 67-66

New Yorker Phantoms Braunschweig – TBB Trier 67-58

Phoenix Hagen – medi Bayreuth 92-86

RASTA Vechta – MHP RIESEN Ludwigsburg 64-74

WALTER Tigers Tübingen – Telekom Baskets Bonn 76-77

Classifica:

Artland Dragons, Braunschweig, Ludwigsburg, Monaco, Hagen 4

Oldenburg*, Ulm, Bamberg, Bayreuth, Bonn, Vechta, Mitteldeutscher 2

Berlino*, Würzburg, Trier, Francoforte, Tübingen, Bremerhaven 0

*una partita in meno

FOTO: Nihad Djedovic in azione con la maglia del Bayern Monaco. Fonte: spox.com