Serie A

E piovvero fischi…

lawal

Mancano una trentina di secondi, Waters ha appena risposto con una tripla forzatissima a Edgar Sosa che poco prima aveva trovato uno dei suoi classici jolly da lontano ed è proprio l’ex play di Louisville che vuole prendersi il tiro decisivo con la sua Pasta Reggia sopra per 83 a 82. Palleggia, manda via tutti e si lancia in uno contro uno mentre stanno per scadere i ventiquattro secondi, la Red October difende però bene ed il suo tiro esce storto ma nessuno dei canturini, con ancora 10 secondi da giocare, pigliano il rimbalzo che finisce nelle mani di Mitchell Watt. Coach Kurtinaitis e tutta la panchina urlano di fare fallo. Tutto il PalaDesio urla di fare fallo! 3351 persone, eccezion fatta per la ventina di tifosi casertani, urlando di far fallo. I giocatori di Cantù appaiono spaesati. Non fanno fallo. Non ci vanno nemmeno vicini a farlo. A Caserta basta fare un semplice torello mandandoli a farfalle. “Non ho mai visto nulla di simile in vita mia” dirà poi Kurtinaitis. E la squadra biancoblù, chiamata ad un riscatto dopo le figuracce a Capo d’Orlando e Reggio Emilia, esce invece fra i fischi e gli insulti di un pubblico che ha perso la pazienza dopo aver sostenuto una squadra che comunque per 35 minuti aveva guidato la gara per poi paralizzarsi nel momento decisivo come un gatto di fronte ai fari di un auto.

JaJuan Johnson (foto sito uff Pallacanestro Cantù)
JaJuan Johnson (foto sito uff Pallacanestro Cantù)

Oltre le nude e crude statistiche: Si può perdere una partita comandata a lungo, sia pur non dominandola mai, conquistando 43 rimbalzi (di cui ben 17 offensivi) a 30, vincendo 100 a 87 per valutazione, tirando 24 tiri liberi contro 11 e pure mettendoli, nonostante la “tassa” Gani Lawal? Si. Si può perdere se getti al vento ben 17 palloni (e ne recuperi solo 4) e soprattutto lo fai nei momenti delicati del match come quando sopra  73-68 a 5’ dal termine ne butti via due con Johnson ed Acker rimettendo in gara Caserta nel momento in cui dovevi chiudere la questione. Segno di stanchezza, paura e tanta confusione.

Le due facce di Pilepic: secondo coach K il croato Fran Pilepic non è un leader visto che sin qui in carriera non gli hanno mai chiesto di divenire tale. Nel primo tempo è stato spettacolare con 18 punti 3-4 da due, 3-5 da tre e 3-3 ai tiri liberi per 19 di  valutazione. “Nel secondo tempo si è nascosto ed aspettava la palla in angolo” aggiunge il coach lituano ed infatti nella ripresa segna solo 5 punti lasciando i compagni orfani del suo talento. Per diventare un giocatore ad alto livello europeo tutto ciò deve cambiare.

Un pensieroso Kurtinaitis (foto sito uff Pallacanestro Cantù)
Un pensieroso Kurtinaitis (foto sito uff Pallacanestro Cantù)

La mezza dozzina: Kurtinatis senza il fuggiasco, ma con permesso consensuale, Romeo Travis e l’infortunato Callahan ha ruotato in pratica solo sei giocatori visto che Parrillo ha giocato (malino) solo due minuti e Kariniauskas non è stato più schierato nel secondo tempo, pur non avendo demeritato nel primo. Il coach si è poi lamentato delle rotazioni corte ma ci chiediamo chi ha voluto il play lituano, non sarà mica lo stesso che gli ha preso Romeo Travis promettendogli che l’amico di LeBron fosse pure in grado di giocare da tre… Travis, non un rookie intendiamoci, ovvero quel Travis che gira per l’Europa da dieci anni. Se poi Acker è visibilmente indietro di condizione ed ha avuto solo uno sprazzo buono con un paio di canestri ed un assist per Waters allora forse qualche domanda su come è stata creata la squadra verrebbero spontanee. Ci chiediamo per esempio se quando ci dicevano che, a parte Lawal e Johnson, le scelte erano state condivise, in realtà si scherzava. Sia chiaro che riteniamo Kurtinaitis l’unica certezza a cui aggrapparsi e che queste risposte non le avremo mai ma almeno si vorrebbe vedere una squadra animata di voglia e passione.

Ventidue Watt:  chi invece ha una squadra creata con logica e che gioca con passione è Caserta che ha in Sosa un vero leader, in Giuri e Cinciarini due giocatori italiani che qualcosa di buono lo danno sempre e delle scelte interessanti fra gli USA. Se stavolta Jackson è stato deludente e Putney ha giocato solo nel primo tempo invece Mitchell Watt è stato strepitoso chiudendo con 22 punti, 10 su 16 al tiro e sei rimbalzi affondando con il pick and roll nel burro della non-difesa canturina e facendo tutti i giochi decisivi che hanno permesso a Caserta di vincere in rimonta.