Eurocup: spettacolo Sassari, Aradori trascina Cantù. Ko Varese e Roma

Partiti ufficialmente i gironi di Eurocup, che vedono impegnate ben quattro squadre italiane. Ha iniziato con il botto la Dinamo Sassari, che con una prestazione convinta ed autoritaria è andata a fare il colpaccio in casa dell’Oldenburg: ricordiamo che i tedeschi avevano fatto fuori Varese nel round di qualificazione dell’Eurolega. 77-96 il finale di un match che non è mai stato in discussione per gli uomini di coach Sacchetti: già nel primo quarto Sassari è stata incontenibile per i padroni di casa, soprattutto grazie ad un Caleb Green da 15 punti (chiuderà con 25, miglior marcatore della serata), ed ha preso lo slancio necessario per arrivare all’intervallo addirittura sul 30-55. Nella ripresa i biancoblu hanno amministrato il largo vantaggio senza problemi, piazzando così la prima vittoria pesante nel loro gruppo B. Per la Dinamo da evidenziare la prova di Linton Johnson, che ha riscattato il brutto esordio in campionato con 17 punti e 9 rimbalzi; bene anche i cugini Diener: Drake ha messo a referto 16 punti, Travis solo 8 ma con 9 assist.

Nel gruppo A è partita con il piede giusto anche la Fox Town Cantù, che alla Mapooro Arena ha avuto la meglio degli Artland Dragons per 88-86, al termine di un match tirato fino all’ultimo. Nel primo tempo a farla da padroni sono stati i tedeschi, che hanno toccato più volte le dieci lunghezze di vantaggio, salvo poi chiudere all’intervallo avanti di 7 (32-39). Dopo essere stato più volte determinante in Nazionale nei terzi quarti, Pietro Aradori non si è smentito neanche stasera, trascinando i brianzoli alla rimonta, completata proprio con un suo arresto e tiro che è valso il 51-49 al 30’. Nell’ultimo periodo Cantù ha alzato l’intensità in difesa ed ha trovato un Adrian Uter in gran spolvero (chiuderà con 25 punti), arrivando a toccare il +11 a poco più di 2’ dal termine. Nel finale la truppa di coach Sacripanti probabilmente ha commesso l’errore di pensare di aver già vinto, vedendosi rimontare fino al -2, ma Aradori dalla lunetta ha raggiunto quota 28 punti personali ed ha chiuso definitivamente i conti.

E’ iniziata con una sconfitta l’avventura europea della Cimberio Varese, che a Lubiana ha tenuto testa per gran parte del match all’Union Olimpija, salvo poi cedere nell’ultimo quarto. 67-59 il finale di un match poco spettacolare che nel primo tempo sembrava poter essere ampiamente alla portata degli uomini di coach Frates: sulle ali di Andrea De Nicolao e Scekic, nel secondo quarto Varese era riuscita a prendere anche 8 lunghezze di vantaggio, dimezzate poi all’intervallo (30-34). Dopo un terzo quarto caratterizzato da continui break e contro-break che la Cimberio ha chiuso avanti di 2 (46-48), nell’ultimo Clark e compagni si sono praticamente fermati in attacco, subendo un parziale di 21-11 che li ha costretti alla prima sconfitta nel gruppo C. Varese ha pagato la giornata no di Achille Polonara, che ha chiuso con 0 punti a referto, e di Frank Hassell che, pur avendo preso 9 rimbalzi, non ha inciso in attacco ed ha sofferto nella propria metà campo. Bene Marko Scekic, autore di 10 punti e 4 rimbalzi in 19’.

Dopo tre anni di assenza, la Virtus Roma è tornata a calcare un parquet europeo, anche se di Eurocup. Purtroppo il ritorno in Europa è stato amaro, dato che i capitolini hanno ceduto il passo al Gravelines per 69-75. La partita per gli uomini di coach Dalmonte è stata in salita fin dai primi minuti, quando i francesi hanno iniziato in quarta con un break di 0-9. Nella seconda frazione è stato Phil Goss a suonare la carica per la Virtus, che ha recuperato dal -10 impattando a quota 23. Peccato che sia stato solo un fuoco di paglia, perché poi il Gravelines ha ripreso in mano le redini del match ed ha scavato il solco tra la fine del secondo e l’inizio del terzo quarto, quando ha raggiunto il massimo vantaggio (43-56). Per il resto dell’incontro Quinton Hosley (19 punti) ha provato a scalfire le resistenze dei francesi, che però non sono andati particolarmente in affanno, non permettendo mai a Roma di scendere oltre i due possessi pieni di svantaggio.