Serie A

Fantabasket Serie A – Il quintetto ideale, tra certezze e scommesse

Partiamo dal presupposto che l’approccio a qualsiasi fantabasket è personale e soggettivo, almeno tanto quanto le regole impiegate sono variabili. Rifacendomi al fantabasket offerto lo scorso anno dalla Legabasket e da Beko, vi propongo il mio quintetto ideale (secondo i ruoli proposti dalla stessa Lega), senza però considerare una valutazione dei crediti disponibili al fine della costruzione della vostra fanta-squadra: in questo senso, cerco di proporvi quei 5 migliori (valutativamente parlando) giocatori in un possibile quintetto composto di 2 guardie, 2 ali e 1 centro e con un giusto mix di certezze e scommesse. Lascio a voi le considerazioni personali sul valore tecnico-tattico di ogni singolo giocatore, così come sulle simpatie personali e sull’animo da tifoso che, inevitabilmente, interferiscono in qualsiasi fantabasket.

LE DUE GUARDIE: ALESSANDRO GENTILE & PEYTON SIVA

Su Gentile ho già detto tutto il dicibile, da tifoso e da ammiratore di un giocatore che, per potenzialità e talento, è il miglior classe 1992 europeo che gioca in Europa. Repesa, nuovo coach dell’Olimpia Milano, ha fatto subito capire che i meneghini dipendono dal loro capitano in tutto e per tutto, lasciando intuire come Gentile sarà la bocca di fuoco principale del gioco biancorosso; non si dimentichi poi che, in un’ottica prettamente fantacestistica, il talento di Maddaloni garantisce assist (3.3 di media nello scorso anno) e rimbalzi (4.8) a profusione. Gli unici aspetti negativi sono rappresentati dall’incostanza di prestazioni e dalle troppe palle perse, che scaturivano spesso dalla mancanza di un play capace di innescare l’attacco milanese. Il play ora c’è ed è il meglio che l’ultima stagione abbia offerto a livello di italiani, mentre sono pronto a scommettere che, con l’esperienza dell’ultimo Eurobasket, la costanza sarà una chiave di quella che, con tutta probabilità, è destinata ad essere l’ultima stagione di Gentile all’ombra della Madunina. Su Peyton Siva, invece, so che la sua scelta potrebbe essere indicata come una scommessa e nulla più, ma l’ex-Cardinals (con cui fu campione NCAA nel 2013) sembra poter essere un giocatore da fantabasket come pochi altri. Punti, assist, rubate e falli subiti sono i suoi punti forti, mentre le basse percentuali al tiro da 3 punti, le troppe perse e l’incostanza ai liberi (in termini di percentuali) potrebbero rappresentare quelli deboli. Consideriamo poi che, nelle rotazioni di Caserta, Siva non sembra poter trovare difficoltà a ritagliarsi un ruolo da protagonista, potendo giocare indifferentemente da play o da guardia; occhio soltanto a El-Amin, giocatore proveniente dal campionato greco e possibile sorpresa della prossima Serie A.

LE DUE ALI: JAMES NUNNALLY & ACHILLE POLONARA

L’innesto di Avellino è un giocatore su cui voglio puntare, anche considerando l’ultima stagione passata in Israele (tra le file del SCE Maccabi Ashdod) e chiusa a 17.1 punti, con il 38% da 3 e oltre l’80% ai liberi. Realizzatore di livello, buon rimbalzista e discreto assistman, Nunnally potrebbe mantenersi sugli standard valutativi della scorsa annata anche con la maglia di Avellino, considerando che gli irpini non hanno poi grandi alternative nello sport di ala piccola. Per quanto riguarda Polonara, invece, bisogna partire dal presupposto che, in Italia, l’ala di Reggio Emilia è una macchina da doppie-doppie (l’anno scorso ne realizzò 12 in 49 partite totali) e nell’ultima stagione sembra aver trovato continuità anche nel tiro da 3 punti (36.4% di media). Una statistica importante è quella delle perse: 1.1 turnover di media a partita nello scorso campionato, nonostante il ruolo importante che ha rivestito nelle rotazioni di coach Menetti, sono un dato che fa capire come Polonara possa essere l’ago della bilancia della vostra stagione fantacestistica.

IL CENTRO: JULIAN WRIGHT 

Wright è il colpo di mercato dell’Aquila Basket Trento, sebbene qualcuno si possa ricordare della sua esperienza (non proprio felice) con la maglia del Panathinaikos. Nel periodo dell’high-school, grazie a un eccellente combinazione di atletismo e abilità tecniche, poteva ricoprire tre ruoli indifferentemente (guardia ed entrambi gli spot di ala) e questa info vi potrebbe aiutare a capire come mai fu scelto con la 13° chiamata assoluta al Draft 2007, sebbene la sua carriera in NBA non abbia rispecchiato granché le premesse con cui Wright si affacciò al professionismo. Gran rimbalzista, atleticamente dominante, Wright potrebbe essere un crack del vostro fantabasket per due motivi: innanzitutto, è indicato con il ruolo di centro, sebbene possa giocare anche da ala e abbia le caratteristiche di un giocatore offensivamente pluridimensionale (gioco in post, partenza dal palleggio, piazzato dalla media, triple in catch and shoot, solo per citare qualche sua arma); in seconda battuta, ricorda tanto, per caratteristiche fisiche e per dinamismo, quel Bryant Dunston che dominò la Serie A nella stagione ’12/’13, e sappiamo quanto questi centri undersize ma esplosivi possano dominare i pitturati italiani (l’ultimo esempio è stato offerto da Shane Lawal, nel trionfale triplete italiano conquistato da Sassari lo scorso anno).