Aradori ci prova, ma Avellino espugna il PalaBigi

Uno scontro che si preannunciava intenso non ha disatteso le promesse, seppur magari non offrendo un livello altissimo di pallacanestro. Reggio Emilia e Avellino mettono in mostra gran parte dei singoli più forti del Campionato – nonostante gli irpini soffrano l’assenza di Joe Ragland – e dimostrano di essere coerenti con le proprie filosofie di pallacanestro, in un match risoltosi solamente all’overtime. Il gruppo italiano è fondamentale per coach Menetti, in una partita in cui gli ultimi innesti faticano e non poco, giocando solo 29 minuti in coppia (4 punti e 5 falli per Williams, 2 punti, 3 rimbalzi ma anche 3 perse per Reynolds). La palma di MVP, nonostante la sconfitta e grazie a 31 punti, 9 rimbalzi, 3 recuperi e 2 assist, va a Pietro Aradori, giocatore tornato sugli standard di rendimento offerti fino a prima dell’infortunio che lo ha tenuto fuori per qualche partita tra gennaio e febbraio. Avellino però porta a casa la quattordicesima vittoria stagionale sfruttando un overtime in cui i padroni di casa non possono contare su Cervi (out per 5 falli) e falliscono il canestro della vittoria proprio con Aradori.

GRISSIN BON REGGIO EMILIA SIDIGAS AVELLINO
89
90

I 5 NUMERI DELLA SFIDA

10 – I punti realizzati da Adonis Thomas nel primo quarto. L’esterno biancoverde è una furia quando attacca il ferro ed è perfetto da oltre l’arco (2/2, ma la tripla che sigla il 15-20, parziale con cui poi si chiuderà la frazione, è di puro talento). Presente anche a rimbalzo e tignoso in fase difensiva, Thomas realizza l’ennesimo exploit offensivo in una singola frazione, dimostrandosi giocatore capace di accendersi in un istante e di vivere di periodi nei quali è difficilmente contenibile dalle difese italiane.

8 – Le perse dei padroni di casa nel primo tempo, cui corrispondono ben 7 recuperi da parte degli irpini. Reggio Emilia fatica molto in attacco nonostante la coppia Cervi-Aradori sembri essere particolarmente ispirata, ma a pesare moltissimo ai fini del parziale di 36-41 con cui si va al riposo sono proprio i turnover. Per una squadra che, mediamente, perde 14.6 palloni a partita potrebbe trattarsi di dato statistico molto vicino alla media; a sorprendere, però, è il modo in cui maturano questi turnover. Avellino non attua una difesa sfiancante – come invece fanno i padroni di casa sul finire del primo tempo – eppure riesce a trovare comodi recuperi per lanciare contropiedi in superiorità numerica proprio grazie ad errori grossolani dei biancorossi, anche in fase di chiusura del pick&roll.

1 – L’unico giocatore che realizza triple per Avellino nella prima metà di partita: manco a dirlo, si tratta di Thomas. Gli irpini pagano molto il 3/13 da oltre l’arco con cui vanno al riposo, anche perché la squadra di coach Sacripanti fa della soluzione dalla lunga distanza un’arma imprescindibile per il proprio gioco (Avellino è quarta per triple tentate a partita in questo Campionato, con 25.0 di media). A tradire, in questo lasso di tempo, sono giocatori dal rendimento offensivo sicuro, in questo aspetto del gioco, quali Logan (0/3), Zerini (0/3 ma 39.5% di media in stagione) e Randolph (0/2 ma 44.3% di media). Le polveri bagnate dalla distanza, però, sono bilanciate da ottimi risultati nel gioco sotto canestro, anche se Fesenko chiude con 1/5 al tiro soffrendo non poco la verve di un Riccardo Cervi formato MVP.

7 – Gli assist smazzati dagli irpini nei primi tre quarti (contro i 13 messi a segno dai padroni di casa). Dato statistico che certifica le difficoltà dei biancoverdi nel trovare fluidità in fase offensiva, specialmente in un terzo quarto in cui la squadra di coach Sacripanti si affida all’individualità di Thomas e non prende nemmeno una conclusione da oltre l’arco. Dato importante anche se si considera che Avellino è la terza miglior “regia” del Campionato, con 18.0 assist a partita, dietro solamente ai 20.0 di Milano e ai 18.3 di Cantù. Probabilmente l’innesto di Logan e l’assenza di Ragland hanno inficiato non poco il modo di giocare degli ospiti, ma il dato rimane comunque negativamente emblematico di una prestazione in cui Avellino non ha giocato come saprebbe (e come ha fatto) fare.

31 – I punti realizzati da un sontuoso Pietro Aradori, al quale non si può imputare nemmeno l’errore sul tiro che sarebbe valso la vittoria allo scadere dell’overtime. La guardia italiana gioca una partita sensazione per intensità e capacità di arrivare al canestro con varietà di soluzioni, ma non basta ai padroni di casa per conquistare la vittoria e smuovere un po’ la classifica (attualmente la Grissin Bon è 7° ma, tra oggi e domani, potrebbe essere raggiunta a quota 50% di record da Pistoia e Trento). Sul tentativo finale, peraltro, vorrei sottolineare la grandissima difesa 1vs1 del Professore Leunen, che anche oggi si dimostra elemento fondamentale in questo corso avellinese.

@ PalaBigi – Reggio Emilia (RE)
TABELLINO COMPLETO

REGGIO EMILIA NUMERI DELLA PARTITA AVELLINO
31 – Aradori  PUNTI Thomas – 24
 9 – Aradori  RIMBALZI Fesenko, Green – 8
 7 – De Nicolao ASSIST Green – 6
 1 – Williams  STOPPATE Fesenko – 2
 30 – Aradori  VALUTAZIONE tre giocatori – 20