Final Eight 2014: 3 idee a basso costo per promuovere il basket italiano

Ci avviciniamo a grandi passi verso quello che dovrebbe essere un weekend di  sana passione cestistica con le Final Eight a Milano. “Dovrebbe”, perché purtroppo a meno di 48 ore dalla prima palla a due le iniziative della Legabasket sono ridotte al lumicino.

Ben inteso, questo articolo non vuole essere la solita “italianata” improntata sulla mera critica alla federazione o all’operato delle singole società perché 1) non sono nessuno 2) non si risolve nulla a puntare il dito senza proporre.

Ecco, l’intenzione è proprio quella di proporre alcune idee per cercare di promuovere uno sport che in realtà è già di per sé uno spot per i più giovani grazie all’agonismo, ai valori espressi e alle gesta degli atleti. Prenderò spunto pertanto dalle Final 8 per analizzare alcuni step a mio avviso necessari al fine di riportare la pallacanestro italiana agli antichi (o nuovi) fasti, quantomeno dal punto di vista del marketing.

Il primo aspetto che ritengo fondamentale è “creare attesa”: mai come in questa epoca, tra social network, TV via cavo e internet si può trasformare un evento assolutamente banale o sconosciuto ai più in un must per ogni appassionato degno di questo nome. Guardiamo al rugby per esempio, uno sport ai margini del nostro Paese che all’improvviso proprio grazie a Sky, agli sponsor, al tam tam online sembra essere diventato un evento di importanza assoluta. Non che non lo sia, ben inteso, ma sfido chiunque a descrivere le regole del rugby.

Ecco, l’APPEAL: per i lamentoni ricordo che la Rai farà vedere tutte le partite delle final 8. Se andiamo sul sito www.final8.it o anche www.legabasket.it sulla home page non è menzionata da nessuna parte questa copertura!Così come nel sito ufficiale delle final 8 (primo link) non ci sono i roster e non c’è nemmeno un video in riferimento alle edizioni passate (basta anche copiare eh: http://www.youtube.com/watch?v=gou1UqGkgTM ). Insomma non sto parlando di ingaggiare Spielberg per fare uno spot decente, si discute semplicemente di valorizzare un prodotto tramite video story che i nostalgici gradiscono sempre, informazioni su orari e canali tv (e repliche sulle tv locali nel caso).

Il secondo passo è un sano e sempre sottovalutato aspetto: COPIARE DA CHI E’ MIGLIORE. Qui non si parla di compiti in classe o tesi, conta solo il prodotto finale e il suo “vestito”. Ecco allora, senza disturbare gli americani che hanno soldi e pubblico diverso, andiamo in Spagna. Lì la Final 8 per esempio è un evento sentitissimo, con palazzo già quasi tutto esaurito per le giornate e pubblico fantastico.

http://www.acb.com/, ecco il sito. Apriamolo. Subito un top 30 momenti passati (toh?), in alto finestre con accoppiamenti e orari in tv (mille tv tra l’altro), di seguito le indicazioni per comprare i biglietti (che abbiamo anche noi). Nella parte centrale: una presentazione della città, il cammino delle 8 squadre e un gioco legato alla competizione. Non stiamo parlando di fantascienza come si evince, è un prodotto diretto con un sacco di contributi che non SONO COSTATI NIENTE. Solo la passione e il tempo di chi c’è dietro. Ma visto che evidentemente non siamo sullo stesso livello come interesse, almeno copiamo questa formula e presentazione vincente.

Ultimo passo che affronto è quello del merchandising: ho avuto la fortuna di assistere agli Europei di Slovenia, in particolare ad una giornata intera con 3 match. Alle porte della Stozice Arena di Lubiana è stata allestita una FAN ZONE imperiale: campi da basket, concerti, tavolate lunghissime con chioschi per bere e mangiare. Ecco, è ovvio che parliamo di contesti totalmente diversi, ma quest’anno le Final 8 si svolgono in 3 giorni e il venerdì si potrà assistere a ben 4 partite consecutive. Sarebbe un’occasione perfetta a mio avviso per organizzare non dico una fan zone ma almeno un’area relax all’esterno del forum: 3 canestri a gettone tipo sala giochi con magari i colori delle squadre partecipanti, un chioschetto per bere e mangiare con uno schermo che proietta le partite… non penso sia un costo esagerato (e poi tutti i soldi risparmiati dalla mancata Wild Card bisognerà pure investirli no?), e con un po’ di promozione si incuriosirebbero anche le famiglie. Non venitemi a dire che c’è il pericolo dei tifosi, perché se in Slovenia cantavano insieme serbi, croati, italiani e spagnoli penso che milanesi e canturini possano bere una birra assieme e sfottersi in amicizia.

Queste sono solo 3 idee. Costo bassissimo. Per far “rinascere” la pallacanestro c’è bisogno di gente che ami questo sport, non dipendenti che percepiscono uno stipendio basso e sognano di stare altrove magari. Diamo il basket italiano agli appassionati di basket italiani, almeno proviamoci. Perché altrimenti rimarremo sempre un popolo di grandi lamentoni e pessimi sognatori.