Nicolò Cazzolato (Vanoli Cremona) durante la partita della BEKO Final Eight 2016 fra Vanoli Cremona e Banco di Sardegna Sassari. Basket - Milano 19/02/2016 - Stefano Gariboldi/Newphotopress © All Rights Reserved
Serie A

Final Eight 2016 – Il personaggio della prima giornata: Nicolò Cazzolato

OH MIO DIO, CAZZOLATO! – No, non è una bestemmia. È un’espressione però alquanto insolita. Cazzolato, ma chi l’avrebbe mai detto… Io sinceramente no! Figurarsi i tifosi di Sassari, che avrebbero fatto volentieri a meno dei secondi di palcoscenico che l’ex Treviso ha derubato a Logan e compagni. È vero, ne avrebbero fatto a meno, sia perché la partita per certi versi poteva sembrare impossibile da perdere e sia perché la pallacanestro espressa dalla squadra di Calvani nella seconda parte della gara non aveva nulla a che vedere con i buoni propositi mostrati nella prima. Dunque, con le dita incrociate, i sardi presenti a Milano non vedevano l’ora che suonasse la sirena per far svanire i fantasmi di una rimonta cremonese. Invece, puntuale come tutte le sfighe (ovviamente, dipende da dove la si guardi), esce fuori Cazzolato, del quale in molti si saranno chiesti, maledicendolo: “Ma questo chi è?”

In effetti, visto che non voglio passare per lo snob di turno, me lo sono chiesto anche io. Sostanzialmente è un nome che leggi ad inizio anno, quando sfogli i roster per vedere se ancora ci sono degli italiani che giocano in Serie A. Così leggi alla voce “play/guardia” Cazzolato e passi avanti, non serbandone memoria alcuna nei mesi a seguire. Classe 1989, ha nel suo passato tre fattori importantissimi: il primo è quello di aver fatto parte di un settore giovanile, quello della Benetton Treviso, che, seppur sul viale del tramonto, fa curriculum. Il secondo è di aver giocato per una stagione, appena ventenne, a Ruvo di Puglia, città nota per aver dato i natali a Gianluca Basile. Infine, il terzo, è circa il suo nome: talvolta scritto Nicolò, talvolta Niccolò, mi ricorda le dispute liceali sul Machiavelli. “Due C nel nome, una nel cognome” ripeteva la professoressa. Ecco, per Cazzolato le certezze me le ha date Wikipedia, ma ancora sono in cerca di conferme.
È inutile nasconderci dietro un dito, quando hai ventisette anni ed in pochi sanno il tuo nome, se decidi di segnare una bomba allo scadere di un quarto di finale di coppa Italia è inevitabile che dal giorno dopo inizierai a sentir parlare di te. Ci saranno i “tuttologi”, gli hipster della pallacanestro, quelli con i risvoltini ai calzoncini, che diranno che aspettavano solo questo momento, perché loro sapevano, loro ti avevano visto in quella Summer League del 2011 in cui Repesa decise di aggregarti alla prima squadra. Poi ci sono i comuni mortali, me compreso, che fino a ieri non sapevano della tua esistenza, ma che da domani diranno agli amici: “Belin (sì, son di Genova)! Hai visto quello lì di Cremona, Cazzolato, che tripla ha messo allo scadere?”
Lo so io, ma lo sanno tutti, è dunque il segreto di Pulcinella. Nessuno se lo aspettava. Però, out Vitali, è toccato al buon Nicolò trascinare Cremona verso un pareggio fino ad un certo punto inaspettato, ma che ha aperto le porte ad un successo all’over time in fin dei conti meritato. Meritato perché Cremona, ad inizio stagione, era come il suo uomo copertina di oggi: leggevi Vanoli senza troppe emozioni. Invece si è confermata anche a questo giro come una delle prime della classe. E se dunque di Cremona già se ne parla da un paio di mesi, di Cazzolato se ne inizierà a parlare da domani, quando qualche persona in più, che sia una o centomila poco importa, si ricorderà del suo nome. Non sarà una pietra miliare, ma il suo segnale l’ha dato chiaro e forte. E se da settembre ad oggi ha collezionato pochi e sporadici minuti seguiti da pochi e sporadici punti, credo che anche lui se ne freghi abbastanza. Questa prima pagina gli spetta di diritto e non me ne voglia se ho scoperto solo oggi il suo nome!