Final Four di Eurolega, perché Barcellona può vincere

Alla vigilia dell’atto finale di una stupenda stagione europea, proviamo a vedere perché l’FC Barcelona Regal può ambire a vincere un’altra Eurolega.

IL CAMMINO
Nella Regular Season Barcellona è stata inserita in un Gruppo D già deciso ancora prima di essere giocato: se tra le tue fila milita gente come Navarro, Jasikevicius e Lorbek, è chiaro che, con il dovuto rispetto, Bamberg, Partizan e Besiktas non possono competere minimamente. Unico ostacolo alla vittoria del gruppo era rappresentato dal CSKA di Ettore Messina, superpotenza russa con evidenti ambizioni da titolo continentale. La truppa di Pascual domina incontrastata il gruppo, vincendo di 21 punti a Mosca e perdendo solo l’ultima partita, proprio contro il CSKA, a giochi ormai fatti (9-1 il record blaugrana).

Le Top 16 esemplificano chiaramente la frase fatta “altro giro, altra corsa”; se, però, nel proverbio l’altra corsa è necessaria data l’infruttuosità del primo giro, qui indica solo una continuità di dominio: il Barça domina il Gruppo F di Top 16 come aveva dominato quello di regular season. Con un record di 13-1, unica sconfitta alla seconda giornata contro il Khmiki, Navarro & co umiliano il Fenerbache di Pianigiani (anche se a dirla tutta, i turchi prendono paga da tutti nelle Top 16), ridimensionano i campioni d’Europa in carica dell’Olympiacos e eliminano Siena.

Nei Playoffs Barcellona da vita, con la meravigliosa compartecipazione del Panathinaikos, alla serie più spettacolare ed emozionante. Trionferanno i blaugrana, con un Navarro formato Mvp, nonostante quel libero sbagliato in gara-2, e con un Ante Tomic che da spettacolo sotto le plance.

LA LEADERSHIP
La cosa che più mi ha colpito di questa stagione europea del Barça è la quantità industriale di leader presenti in rosa. Re Juan Carlos Navarro è la solita certezza, cui si è aggiunto Sarunas Jasikevicius, veterano che ancora insegna basket in lungo e in largo nel parquet. Se per vincere un trofeo servono ordine, razionalità e leadership, uniti ovviamente a un elevato tasso tecnico-atletico, allora Barcellona può nutrire ben più di qualche speranza. Inoltre, i giovani dimostrano una maturità impressionante: Alejandro Abrines è un potenziale fenomeno con le idee già belle chiare su come far parlare di sé. E per finire, finalmente Marcelinho ha dimostrato di poter giocare a certi livelli, nonostante la pressione cui è stato sottoposto.

Sull’altro piatto della bilancia, però, c’è un Lorbek irriconoscibile e una panchina non sempre così affidabile, tanto che Jasi è costretto a rifiatare solo quando si ritrova con la lingua per terra. Lo sloveno, nella serie contro il PAO, ha tirato 10/37 dal campo, per un impietoso 27% che denota non poco le sue difficoltà; inoltre, il giocatore sembra fermo sulle gambe, incapace di seguire gli avversari e di scivolare nelle difese. Lorbek deve assolutamente cambiare marcia, perché se è vero che Barcellona ha dimostrato di poter vincere, e bene, anche senza di lui, con lo sloveno in forma le vittorie potrebbero essere ancora più agevoli.

IL GIOCATORE CHIAVE
Se ti chiami Navarro, se tiri in stagione col 43% da 3 punti, se domini la serie contro il Panathinaikos, pretendi forse di essere il giocatore chiave di questa squadra. E probabilmente così è, se non fosse che con te gioca un centro di 2.17 m che passa la palla come un play e che sta vivendo la miglior stagione della carriera: Ante Tomic. Già, proprio il centro croato è il giocatore chiave di questa squadra. Tomic è andato sempre in doppia cifra per tutte le Top 16, ha spezzato le partite nella serie di Playoffs e viaggia a cifre monstre in Eurolega: 11.5 ppg col 63% dal campo, 6.3 rpg e 1.1 bpg in soli 23’ di utilizzo. Si tratta di un giocatore chiave perché con i suoi mezzi fisici e la sua tecnica affinata durante la stagione può dominare in lungo e in largo nel pitturato, e specialmente Real e Olympiacos non sembrano avere una contromisura adatta al croato.