Folgaria Day 2, le 5 cose che ho imparato

Nello splendido scenario di Folgaria proseguono gli allenamenti della Nazionale di basket, che dopo aver ripreso l’attività di 5v5 ritorna in campo per una doppia sessione impegnativa e per la quale l’intensità richiesta dallo staff tecnico doveva già essere massimale. Inusuale e strano allenarsi di domenica, giorno atipico di per sé, ma non per questi ragazzi, che hanno già l’obiettivo piantato in testa: vincere il maggior numero di partite possibile in Slovenia. Ecco le cose che ho imparato in questa seconda giornata al seguito degli Azzurri.

Luca Vitali non è qui per scherzare. Arrivato in Nazionale dopo un’ottima annata a Cremona il playmaker ex Olimpia sta imponendo la sua qualità anche con il gruppo della Nazionale, per il quale può essere un opzione di estrema importanza per il suo già famoso mix di fisicità e tecnica. Vitali si sta imponendo come il miglior regista a disposizione di Pianigiani, quello che si muove di più, che capisce meglio il gioco e che gli garantisce maggior dinamicità. Per tutti questi motivi non ci stupiremmo di vederlo partire titolare già dal prossimo torneo amichevole di Trento.

Riccardo Moraschini può essere il miglior specialista del gruppo. Il giovane virtussino non parte certo tra i titolari, ma la sua grande efficacia nel tiro da 3 lo rende uno dei migliori specialisti di questo ruolo presenti in ritiro. Tutti i playmaker sono più portati a costruire, e in alcune situazioni di partita il tiro di Moraschini può sicuramente risultare molto utile, considerando soprattutto la forte connotazione perimetrale data dal coach alla squadra. Per le sue doti fisiche ci piacerebbe vederlo anche impegnato nei frequenti post bassi per gli esterni, proposti fin qui soprattutto per Gentile, Vitali e Aradori.

Qualità dei passaggi. Queste tre parole sono state ripetute un’infinità nel corso della giornata odierna, e un po’ ci hanno colto alla sprovvista. In una squadra di basket tutto ciò che i tifosi e gli appassionati vogliono vedere sono grandi contropiedi, schiacciate, stoppate, insomma giocate spettacolari e di grande atletismo, ma osservando il lavoro in palestra di allenatori preparati come Luca Dalmonte e Simone Pianigiani scopriamo che sono i piccoli particolari a fare davvero la differenza. La qualità dei passaggi, anche sui ribaltamenti, è una di quelle sulle quali si sta insistendo di più in quanto se si effettuano passaggi di qualità, si diminuisce il numero di palle perse: bisogna lavorarci ancora, ma con la tecnica diffusa a disposizione possono accadere ottime cose.

Velocità. Ci si aspetta che dei professionisti di questo calibro eseguano tutte le situazioni con estrema velocità e facilità, ed effettivamente per uno che anche al campetto faticava a muoversi più veloce del compianto Tractor Traylor, mai famoso a sua volta per le doti di grande sprinter, può anche sembrare così. Invece gli allenatori stanno premendo forte anche su questo tasto: non bisogna accontentarsi di eseguire in modo normale, bisogna al contrario farlo stando sempre in movimento, per occupare la difesa e stancarla, e anche quando i ragazzi sembrano andare a mille all’ora, talvolta Luca Dalmonte, talvolta Simone Pianigiani gridano un: “più veloce!”, tanto per stimolare ancora di più l’attenzione dei giocatori. È in situazioni come queste che ci rendiamo conto quanto sia bello, ma al tempo stesso difficile, giocare a basket ad un livello come quello appena descritto.

Transizione che passione. Si è lavorato (e si è faticato) tanto a metà campo, ma le cose migliori di questa domenica sono arrivate con il contropiede. È in queste situazioni che passatori come Luca Vitali e Peppe Poeta danno il meglio di loro stessi, lanciando con estrema rapidità gli spunti della guardia di turno. È arrivata in transizione anche la miglior azione della giornata, quando Alessandro Gentile si è involato spedito verso il canestro avversario e Gigi Datome gli ha rifilato una stoppata “alla Lebron”, con una classica quanto perentoria “chase down”, stampando la palla sul ferro e fermando così l’attacco del giovane milanese andandosi a prendere gli applausi di tutta la palestra di Folgaria.