Gli occhi del derby #4 – La sfida tra Caserta e Avellino da 1 a 10

10 ALLA PERFEZIONE DI BROOKS – Senza Kaloyan Ivanov a marcarlo, al quale tra l’altro va tutta la nostra solidarietà per il grave lutto subito, Jeff si è concesso una serata letteralmente perfetta. 25 punti con 8/8 da due punti e 3/3 da tre, 5 assist, 3 recuperi, 3 assist e 36 di valutazione. L’ala americana ha sfoderato tutto il suo repertorio tra schiacciate, canestri da oltre l’arco e tagli in mezzo all’area, risultando semplicemente immarcabile per i biancoverdi. Mvp a mani basse dell’incontro. 

9 COME I TIRI DA TRE DI AVELLINO NEL SECONDO QUARTO – Dopo essere sprofondata a -15 nel primo parziale, la Sidigas ha provato a rialzarsi, ma è stata tradita dalla sua arma migliore, il tiro da oltre l’arco: Lakovic e compagni hanno fatto registrare un irreale 0/9, nonostante la maggior parte delle conclusioni fossero aperte, ed hanno permesso alla Pasta Reggia di gestire e aumentare il vantaggio. Probabilmente se i biancoverdi avessero tirato anche solo con un mediocre 30%, nel secondo tempo la partita sarebbe stata diversa.

8 AL LAVORO DI MOLIN – Se Caserta ha trionfato in grande stile nel derby, grande merito va dato a coach Lele Molin. Quest’ultimo non solo ha preparato molto bene la partita, ma è riuscito anche a trasmettere ai suoi ragazzi la carica e l’energia giuste per affrontare un simile incontro. L’approccio dei bianconeri è stato decisivo per scavare subito il solco.

7 ALL’ULTIMO COLPO DI ATRIPALDI – Non ci poteva essere esordio migliore per Moore, che nel derby ha subito fatto vedere di avere le qualità per stare in questo campionato, ma soprattutto per alzare il livello del gioco casertano. Nonostante una serata al tiro non felicissima (1/5), è entrato ed ha subito infilato a freddo una tripla fondamentale. Ma le cose migliori le ha fatte nell’ultimo quarto, quando ha smazzato 4 assist (7 totali), tra cui un no-look da applausi per Brooks, che hanno propiziato il parziale di 8-0 con cui Caserta ha messo la parola fine sull’incontro. Rapido, carismatico, ottima visione di gioco, la Pasta Reggia può svoltare con lui in cabina di regia.

-7 A FOSTER – Voto un po’ fuori dagli schemi, ma che rispecchia quella che è stata la valutazione finale di Je’Kel. L’ultimo arrivato in casa biancoverde alla terza partita è riuscito nell’impresa di giocare ancora peggio rispetto alle precedenti uscite: condizione fisica imbarazzante, mette un’infinita tristezza guardarlo tentare l‘1vs1 e poi concludere arrivando a malapena a colpire ferro. 19 minuti di nulla assoluto sia in attacco (0/8 al tiro) che in difesa.

6 ALL’ULTIMO QUARTO DI SCOTT – Dopo tre quarti abbastanza anonimi, Carleton nei 10’ finali ha praticamente disputato la sua miglior prestazione in maglia bianconera. Nell’ultima frazione, infatti, è stato un fattore sia in attacco, dove ha segnato 11 punti in un amen, sia in difesa, dove ha strappato 7 rimbalzi e recuperato 3 palloni. Se trovasse un minimo di continuità, Caserta avrebbe un’ottima pedina da sfruttare in uscita dalla panchina.

5 COME I TIRI IN PIÙ DI AVELLINO – La Sidigas ha avuto ben 5 possessi in più degli avversari, eppure se n’è tornata a casa con 20 punti sul groppone. Di ciò va dato merito alla difesa bianconera, la quale però è stata decisamente aiutata dalle percentuali di Avellino troppo brutte per essere vere. Soprattutto negli esterni, i biancoverdi stanno iniziando a pagare le rotazioni corte e di conseguenza la stanchezza dei vari Cavaliero ed Hayes.

4 COME I PUNTI DELLA PANCHINA DI AVELLINO – Di certo le rotazioni corte non aiutano in questo senso, ma 4 punti, arrivati per giunta in pieno garbage time, dalla panchina sono veramente una miseria, soprattutto se dall’altra parte le seconde linee di Caserta, che di certo non sono fenomenali, ne hanno messi a referto 26. Il problema va avanti ormai dalla prima di campionato: quintetto tra i più forti della campionato, ma panchina spesso inadeguata.

3 ALL’APPROCCIO DELLA SIDIGAS – L’assenza di Ivanov non può essere un alibi per il primo quarto osceno disputato dai biancoverdi. Hanno subito perso un paio di palloni dolorosissimi che hanno consentito a Brooks e compagni di esaltarsi e di entusiasmare il pubblico. Non contenti, hanno praticamente fatto finta di difendere e così la Pasta Reggia è potuta entrare tranquillamente in ritmo da oltre l’arco. Ma la cosa ancora più grave è che praticamente alla prima spallata, Avellino è andata rovinosamente al tappeto ed ha avuto una reazione d’orgoglio solo nel terzo quarto, quando ormai era troppo tardi.

2 COME I PUNTI DI DRAGOVIC – Partito in quintetto al posto di Ivanov, che ha avuto la conferma di essere il giocatore che consente alla Sidigas di non essere una squadra di bassa classifica, è stato semplicemente disastroso ed inguardabile su entrambi i lati del campo. Non a caso Vitucci lo ha bocciato e lo ha rimesso solo nel garbage time. Non ha la fiducia del coach e lo sa bene fin dalla prima giornata: perché continuare a tenere un giocatore che non può dare niente alla causa e che l’allenatore non vuole? Misteri di Avellino.

1 AD 1 IL CONFRONTO NEGLI SCONTRI DIRETTI – Caserta ha però la differenza canestri a favore, avendo ampiamente ribaltato il -6 subito all’andata. Con questo successo nel derby la Pasta Reggia si è decisamente rilanciata nella corsa playoff, salendo al settimo posto, in condominio con Reggio Emilia e proprio Avellino. La Sidigas, invece, ha perso un’occasione d’oro per consolidare la sua posizione all’interno delle prime otto e mettere una certa distanza dalle altre pretendenti.