Hendrix: la grande delusione milanese MVP della finale di Eurocup

Se la vita a volte è strana, il basket lo è ancora di più. La finale di Eurocup tra Bilbao e Kuban ne è un chiaro esempio: ricordate il 35 dell’Olimpia Milano che sembrava spaesato ogni volta che metteva piede sul parquet? Bene, lo stesso giocatore è stato nominato Mvp della finale di Eurocup vinta dalla squadra russa, dove è in prestito. Proprio così, Richard Hendrix, ex centro di Milano, ha disputato una finale monstre contro Bilbao, con 7/10 dal campo per 14 punti, conditi da 9 rimbalzi in soli 24’ di gioco. Ora, che il classe ’86, prodotto di Alabama, fosse un buon giocatore, era chiaro a tutti, vista la passata stagione disputata in Israele col Maccabi Tel Aviv. Quello che non è ancora chiaro, è come sia possibile che un giocatore così dominante in Europa (anche se in un contesto di non primissimo livello), non abbia dimostrato quasi nulla in un campionato molto ridimensionato come quello italiano.

Premesso che le statistiche nel basket contano meno di zero, mi piace guardarle per capire come un giocatore possa cambiare il suo rendimento in base al contesto in cui gioca e alla fiducia di cui gode da parte di staff e compagni. Ebbene, a Milano Hendrix viaggiava a 5.7 ppg e 4.5 rpg in 14’ scarsi di utilizzo, palesando però notevoli difficoltà nel comprendere il gioco milanese (ammesso e concesso che un gioco a Milano ci sia mai stato in questa stagione); in Russia, il centro statunitense gioca 20’ di media, in cui mette a segno 9.1 ppg col 64% da 2 punti e cattura 5.4 rpg. Voi direte, chiaro che le medie aumentino in un campionato in cui comunque 4 squadre primeggiano sempre sulle altre, con qualche saltuario exploit. Allora, eccoci alle statistiche di Eurocup, dove comunque si parla sempre di squadre europee di fascia medio-alta: Hendrix viaggia a 10.4 ppg, 5.5 rpg e 1.4 bpg in 21’ di utilizzo.

Le statistiche servono solo a dare un’infarinatura generale di quanto voglio affrontare con voi. Il fatto che Hendrix abbia disputato una finale europea ad altissimo livello non è sicuramente un caso; persino nella sua disastrosa parentesi milanese, il centro aveva dimostrato un ottimo atletismo e una mano comunque educata, cui si aggiungevano buoni fondamentali. Eppure non era riuscito a incidere per niente, pur essendo quel centro complementare a Bouroussis che era mancato a Milano. Il flop italiano, viste le prestazioni in Eurocup e in Pbl, sicuramente è da imputare a uno scarso ambientamento e a una gestione scriteriata delle potenzialità di un giocatore che avrebbe potuto dare davvero tanto alla causa meneghina sotto le plance.

Mi sembra chiaro che gli errori di mercato fanno parte di questo sport, come forse più che in ogni altro, ma non si può scaricare un giocatore dopo soli 5 mesi di permanenza perché non lo si sa sfruttare o perché gli si chiede di fare ciò che non è in grado di fare. Sento spesso dire che a Milano manca un Lawal, un Dunston o un Simmons di turno per poter competere contro lo strapotere fisico di alcune squadre; e allora vi chiedo, secondo voi Hendrix non avrebbe potuto essere questo tipo di giocatore, alla luce dell’acquisizione di un play come Marques Green? Secondo me sì, e complimenti Richard, sperando di rivederti presto duettare con Langford sul parquet milanese.

FOTO: Richard Hendrix // kosarka.si