Serie A

I numeri delle Finali Under20 di Cantù

Cantù campione under20
Cantù campione under20
Cantù campione under20
Cantù campione under20

Abbiamo seguito per voi le Finali Under20 di Cantù e vogliamo raccontarvele con qualche numero alla my-basket style.

4000 ed oltre: Ok… la capienza del Pianella è di tremila novecento e rotti ma la sera della finale, complice la gratuità dell’evento e l’entrata libera senza controlli, vi erano decisamente più tifosi rendendo l’effetto Pianella un deja vu degli anni ’80 quando i posti non erano numerati e tanta gente, nei grandi eventi come i derby e le sfide play off, doveva restare seduta sulle scale di scorrimento. Ed il clima è stato decisamente da play off con la tifoseria organizzata al suo posto a dirigere i cori e pure quella terribile nebbiolina azzurrognola che sale al tetto quando la tensione fa sì che i tabagisti non riescono ad resistere sino ad uscire a fumare dalle porte laterali. E per un paio di notti una cinquantina di diciottenni ha potuto vivere l’emozione (e la tensione… chiedere ai ragazzi di Venezia) di giocare davanti ad un pubblico vero. Anzi un pubblico speciale come quello di Cantù sfruttando la buona intuizione di PGC (Progetto Giovani Cantù) e di FIP di spostare l’evento dalla palestra Parini, che aveva fatto registrare mille presenze fisse anche in orari improbabili, al Pianella restato libero a causa dello slittamento a mercoledì del derby di campionato con Varese. Grazie all’Effetto Pianella la pallacanestro giovanile italiana ha sperimentato la passione che muove il college basketball o i tornei statali delle high schools negli States ma questo evento è replicabile altrove? Probabilmente no. A Milano o Roma si sarebbero presentati al Forum o al PalaEur i genitori e gli amici degli atleti… è capitato a Cantù perché la squadra brianzola aveva chance di vittoria “Sapevamo di essere fra le favorite già ad inizio anno” ha detto Toto Visciglia coach di Cantù e perché in fondo “Cantù is Devotion” ed è un luogo speciale dove la pallacanestro è religione, è nel DNA, è nei sogni di ogni bambino e nei pensieri di ogni adulto.

Cantù - Stella
Luca Cesana al tiro

69: numero erotico per eccellenza ma anche la valutazione complessiva di Ruben Zugno nelle due sfide finali giocate al Pianella contro la Stella Azzurra e la Reyer Venezia. Il play di Caltanissetta, emigrato al Nord per giocare a basket, ha segnato 26 punti con 8-15 dal campo, 9-11 dalla lunetta, 4 rimbalzi ed altrettanti assist contro i romani e 21 punti con 8-14 al tiro, 3-4 ai liberi , ben 10 rimbalzi e 7 assist nella finale coi lagunari. Zugno, ragazzo serio e taciturno, nel momento decisivo della stagione si è trasformato da Clark Kent in Superman trascinando al titolo un gruppo di ragazzi speciali che hanno fatto della difesa feroce, che ha quasi annullato Visconti e schiantato Totè in finale, e dell’extrapass la loro filosofia. Quando Ruben volava a recuperare un pallone e spingeva il contropiede per poi andare a segnare in controtempo contro giocatori molto più alti e fisicati persino le liste del parquet del Pianella si sono ricordate di Pierluigi Marzorati. Lo ha detto anche Bazarevich, che di play se ne intende, questo ragazzo è speciale. Non avrà il fisico ma ha cervello e cuore.

9: come il numero di maglia di Riccardo Visconti, il super talento della Reyer Venezia. Guardia mancina di 1.95 non ha l’estrosità dei southpaws, il genio dei Ginobili, degli Paspalj, dei McEnroe… è invece stranamente razionale, pulito, con un gran tocco dalla distanza e buona coordinazione motoria. Visconti è l’unico talento di alto livello che abbiamo visto, l’unico su cui si può scommettere in una carriera ad altissimo livello. Certo che è giovanissimo, fisicamente tutto da sviluppare e la difesa è particolarmente contemplativa con tanto di tendenza al cherry pick alla Cedric Ceballos scappando in anticipo dalla zona di guerra operativa per trovare semplici praterie sgombre in contropiede ma limati i suoi difetti la pallacanestro italiana ha un prospetto di primo livello.

Si sono visti altri talenti interessanti e ragazzi che possono avere un futuro in serie A. Luca Cesana, l’alter ego di Zugno, tanto matto e creativo quanto solido e razionale è il suo compagno, e Curtis Nwohuocha senza movimenti in attacco ma dalla squisita attitudine difensiva che ne potrebbe fare una sorta di Damiao. Poi Valentini della Tiber Roma ed il play di Biella Pollone dal fisico importante così come il suo compagno Wheatle, ragazzo inglese dalla grande potenza a volte fuori controllo. Chi invece ha mostrato talento e controllo sono stati i due slavi della Stella Azzurra Lazar Nikolic e Todor Radonjic: più perimetrale e talentuoso il primo, più solido e potente il secondo. Infine Leonardo Totè che di professione farà il centro, pure lui mancino e dal tocco ammaliante e pure lui da costruire fisicamente, dovrà però imparare anche a gestire la tensione ed il nervosismo. Perché per talento e fisico è materiale di prima scelta.