Janar Talts: da certezza dalla panchina a protagonista

Alla vigilia di Varese-Roma una delle sfide più interessanti poteva sembrare quella fra i due centroni, Dunston e Lawal, con l’aspettativa di un riscatto del primo sul secondo, dominante all’andata con 23 punti e 8 rimbalzi. E invece, a fronte di un Dunston concreto ma non stratosferico e di un Lawal più dannoso che altro (9 perse!), sotto canestro la partita è stata dell’estone Talts, giocatore di sostanza e intelligenza, che nel corso della stagione ha appreso a interpretare al meglio il ruolo di gregario alle spalle del lungo più incisivo del campionato.

Janar Talts è l’unico giocatore rimasto della Varese targata Recalcati, uomo d’esperienza, connazionale e compagno di squadra proprio all’ombra delle Prealpi di Kristjan Kangur, suo indiscusso punto di riferimento, che, da una stagione all’altra, ha visto il proprio ruolo drasticamente ridimensionato: da perno del trio di centri Fajardo-Garri-Talts si è trovato cambio dell’esplosivo americano, indiscusso protagonista nel pitturato. E allora la stagione dell’estone, fra alti e bassi, è stata indirizzata a trovare la formula giusta per dare il proprio contributo senza far rimpiangere il collega titolare, all’interno di un sistema in cui la corretta difesa sul pick ‘n roll e la velocità a rimbalzo fanno la differenza nel consentire micidiali ripartenze.

Ieri, contro Roma, è arrivata la partita dell’anno per Janar, che, guadagnandosi una buona metà partita di gioco, ha saputo coniugare intensità difensiva con rapidità e intelligenza in attacco. Se già infatti la sua intera stagione si può definire in crescita – si vedano, ad esempio, le notevoli partite a Pesaro (8 punti e 6 rimbalzi in 11 minuti) e con Caserta (7 punti e 8 rimbalzi, di cui 5 offensivi) -, contro i Capitolini Talts ha dimostrato tutte le sue capacità sui due lati del campo, con equilibrio e senza errori. Interessanti gli 8 punti con 5 rimbalzi, ma ancor più sorprendenti le voci di assist e stoppate. Quest’ultimo fondamentale, in cui eccelle in serie A proprio il varesino Dunston, non è esattamente il marchio di fabbrica di Talts, ma le 3 stoppate, con i 4 recuperi, ci forniscono una chiara idea  della determinazione difensiva con cui il centro di Tallinn ha affrontato il match.

Sull’altro lato del campo da sottolineare invece i ben 4 assist, due dei quali, rispettivamente per Polonara e Rush nel 2° e nel 4° quarto, da vero playmaker, denotando intelligenza cestistica e lettura di gioco notevoli. Si sommi a questi dati palesi il “lavoro sporco” che l’estone compie sul campo in ogni incontro e che non risulta dai tabellini.
Più in generale, guardando alla partita con Roma, emerge un dato rilevante ed entusiasmante per i varesini: l’apporto della panchina. Talts non ha infatti spiccato insieme ad altri quattro titolari sul parquet, ma è stato asse portante della difesa varesina per molti minuti insieme ad Andrea De Nicolao e ha affiancato Achille Polonara sotto canestro, adattandosi al gioco in velocità dei due giovani, coronato con una schiacciata in contropiede su recupero del play e assist di Polonara a fine 3° quarto.

Spicca insomma Talts, ma brilla anche tutta la panchina varesina, segno di un proficuo lavoro durato tutta una stagione da parte di Vitucci e staff per trovare non solo l’amalgama giusta fra i talenti del quintetto, ma anche gli opportuni equilibri fra minutaggio e apporto della panchina. Il risultato è sorprendente: Varese, contro Roma, riesce a compiere l’allungo forse decisivo per il primato in classifica in uno scontro diretto con un contributo di ben 39 punti dalla panchina. In questo modo, ai tifosi di Varese è dato un ben giustificato motivo di ottimismo e speranza nell’avvicinamento ai playoff.

FONTE FOTO: pallacanestrovarese.it