L’Olympiakos fa il bis: rimonta il Real dal -17 ed è ancora sul tetto d’Europa!

OLYMPIAKOS – REAL MADRID 100-88
Alla fine del primo quarto, il tabellone recitava 10-27 in favore del Real Madrid. A quel punto, tutti hanno pensato che i blancos non potevano fallire l’appuntamento con la storia: ricordiamo che la loro ultima apparizione in finale è stata nel 1995, quando vinsero proprio contro l’Olympiakos. Ma la squadra di Bartzokas non muore mai ed è riuscita ad infiammare i numerosi supporters accorsi a Londra con una rimonta che definire storica è riduttivo. Già nel secondo quarto c’è stata la grande reazione dei greci, che hanno alzato l’intensità sul parquet ed hanno trovato in Pero Antic e Acie Law gli uomini a cui aggrapparsi per riaprire l’incontro. Ma il vero capolavoro i greci lo hanno disegnato nei 20 minuti seguenti: all’uscita dagli spogliatoi è salito in cattedra Vassilis Spanoulis, che ha ispirato un parziale di 15-5 con tre bombe consecutive (nel primo tempo aveva chiuso con 0/2) che è valso il sorpasso (52-46). A quel punto è iniziato un appassionante testa a testa, durato fino alla metà dell’ultima frazione: poi l’Olympiakos non ha sbagliato più niente, prendendo il largo grazie al 2+1 di Shermadini ed al tecnico di Slaughter, che sono valsi addirittura il +14 a 4’ dalla fine. Il Real ha provato a rifarsi sotto, ma sul -8 ci ha pensato ancora una volta Spanoulis a spezzare i sogni di gloria degli avversari, infilando una pazzesca tripla da 10 metri che ha calato il sipario sul match. I greci si sono imposti per 100-88, confermandosi campioni d’Europa per la seconda volta consecutiva, pur non partendo con i favori del pronostico. Ma d’altronde si sa, non sempre vince la squadra più forte, ma quella che ha più fame, cuore e determinazione.

MVP – Vassilis Spanoulis: segna 0 punti nel primo tempo, chiude con 22. Basta questo per spiegare perché è l’MVP di questa finale.

Olympiakos: Spanoulis 22, Law 20, Hines 12, Sloukas 11
Real Madrid: Fernandez 21, Rodriguez 17, Llull 14, Slaughter 9