Le prime della classe ripartono da zero (o quasi). Milano e Avellino regine del mercato?

Squadra che vince non si cambia. Almeno così dice il detto, ma la realtà è un’altra: gran parte dei protagonisti dell’ultima esaltante stagione potrebbero non giocare più nel nostro campionato o comunque cambiare squadra. Prendiamo ad esempio rispettivamente la n.1 e n.2 della regular season: a causa di un budget inferiore a quello della passata stagione, la Cimberio Varese ha praticamente già perso tutti i suoi pezzi pregiati (Frank Vitucci, Mike Green, Adrian Banks e Bryant Dunston) e non è detto che non debba rinunciare anche ad Andrea De Nicolao e Achille Polonara, molto richiesti dal mercato, ripartendo quasi da zero. Non ha alcun problema economico, invece, la Dinamo Sassari, che però rischia seriamente di dover rifondare dalle fondamenta la squadra: i cugini Diener hanno ricevuto un’offerta per restare in Sardegna, ma soprattutto Travis è difficile che possa restare, dato che con quel passaporto italiano fa gola a tutti. Se dovessero partire entrambi, potrebbero seguirli anche Thornton, Ignerski, Becirovic e Gordon, oltre a Easley che ha comunque le valigie pronte.

Altra squadra che sarà costretta ad un ulteriore ridimensionamento è la Montepaschi Siena: nonostante la vittoria del settimo scudetto in fila, un’estate dopo i biancoverdi si trovano con un budget ancora più esiguo. Se Bobby Brown ormai è già un ex, l’intenzione di Siena è confermare almeno uno tra David Moss e Daniel Hackett: trattenerli, però, significherebbe investire su due giocatori buona parte del budget, quindi molto probabilmente si proverà a confermare il play/guardia italiano, dato che l’americano ha tanto mercato in Europa. Al posto di Luca Banchi, che stando alle ultime indiscrezioni verrà ufficializzato da Milano il primo luglio, in panchina si sederà il suo vice, Marco Crespi.

Anche per la Virtus Roma sarà un’estate di cambiamenti: d’altronde con uno dei budget più bassi del campionato è impossibile trattenere gente come Gani Lawal e Gigi Datome. Ancora una volta toccherà al gm Nicola Alberani fare miracoli con i pochi soldi a disposizione: non è stato ancora sciolto il nodo legato al coach, anche se sono in risalita le quotazioni di una conferma di Marco Calvani. Sotto contratto con i capitolini per la prossima stagione c’è solo Jordan Taylor, ma potrebbero rimanere anche Bobby Jones e Phil Goss.

Non se la passa benissimo dal punto di vista economico nemmeno la Lenovo Cantù, che dopo aver rinunciato alla wild card per l’Eurolega, è costretta a dare l’addio a pezzi pregiati come Alex Tyus (verso il Maccabi), Joe Ragland (tornato a Murcia) e Nicolas Mazzarino (torna in Uruguay?), mentre ancora non sono chiare le situazioni di Leunen, Brooks e Mancinelli (l’intenzione per quest’ultimo sembra essere l’uscita dal contratto). Molto probabilmente Cantù sceglierà la formula del 5+5, ripartendo da coach Sacripanti e costruendo la squadra attorno a Pietro Aradori e Marco Cusin.

Tra le squadre che hanno preso parte ai playoff, quelle che possono dire di avere società molto solide alle spalle sono la Reyer Venezia e la Trenkwalder Reggio Emilia: la prima, dopo due anni non proprio esaltanti nonostante gli sforzi economici, ha deciso di rifondare, confermando solo coach Mazzon, il capitano Alvin Young, l’ottimo Guido Rosselli e l’amatissimo Szymon Szewczyk; la seconda, invece, è l’unica tra le prime 8 ad aver lasciato intatta l’ossatura della squadra che tanto bene ha fatto nella scorsa stagione, confermando prezzi pregiati come Andrea Cinciarini, Troy Bell, Greg Brunner, a cui si potrebbe presto aggiungere un giocatore importante, quale è Angelo Gigli.

Capitolo a parte lo merita l’Olimpia Milano, che deve ancora ufficializzare l’arrivo di Luca Banchi e definire le strategie di mercato per il prossimo anno. Il budget sarà sempre il più alto del campionato, non c’è stata alcuna riduzione, nonostante l’ultima stagione a dir poco fallimentare. Mentre le vengono offerti tutti i prezzi pregiati dell’ultimo campionato, da Travis Diener a Mike Green, da David Moss a Bryant Dunston, l’Olimpia deve innanzitutto sciogliere un nodo fondamentale, legato al trio Gentile-Langford-Hairston: i tre insieme non possono convivere, ne hanno dato ampia dimostrazione nell’ultimo anno, ed il principale indiziato a lasciare la squadra sembra essere proprio Hairston.

Se squadre della seconda metà di classifica come Bologna, Caserta, Montegranaro, Pesaro e Cremona non godono di ottima salute dal punto di vista economico, non si può dire lo stesso della Sidigas Avellino. Dopo aver chiuso la decimo posto la scorsa stagione, secondo gli addetti ai lavori gli irpini avranno a disposizione un budget secondo solo a quello di Milano. D’altronde che la Sidigas facesse sul serio si era capito quando il proprietario, Gianandrea De Cesare, ha deciso di portar via Frank Vitucci a Varese, con un’operazione tutt’altro che semplice ed economicamente vantaggiosa. Sono ormai sicure le conferme dei vari Taquan Dean, Kaloyan Ivanov e Paul Biligha, ai quali a breve dovrebbe aggiungersi anche Jaka Lakovic. Per il momento non circolano grandi indiscrezioni di mercato, ma di sicuro c’è l’interesse per Andrea De Nicolao, che sembra abbia tutta l’intenzione di uscire dal contratto con la Cimberio e di seguire Vitucci ad Avellino.

Foto di Mario Bianchi