Mercato Milano: immobilismo o pianificazione?

Siamo a metà luglio e il mercato in casa Olimpia è fatto solo di rumors o presunte firme. Gli agenti giocano al rialzo cercando di piazzare a Milano i loro assistiti per cifre fuori mercato, mentre i giornalisti abboccano a qualsiasi notizia, vera o falsa che sia; così il tifoso biancorosso assiste al mercato stellare di Sassari, ai rinforzi di Venezia, Roma e Varese, mentre Milano pensa solo a lavorare in uscita. Giachetti va a Venezia, Marques Green vola a Sassari, mentre Bou probabilmente si accaserà al Real Madrid.

Sul fronte nuovi acquisti, tutto tace. Centinaia di nomi si sono susseguiti come possibili acquisti biancorossi, tra cui T. Diener, McCalebb, Andre Smith, Gigli, Dunston, Jenkins, ma di nuovi arrivi nemmeno l’ombra. Si sa del ridimensionamento del budget Olimpia, ma questo immobilismo può avere due differenti motivazioni.

Da un lato, la società di Milano, con l’arrivo di coach Banchi, ha forse capito che il mercato non è un gioco da ragazzi e va pianificato con calma e precisione. Prendere un insieme di figurine non ha pagato negli ultimi 3-4 anni, quindi è il caso di cambiare metodo: acquisti mirati in ruoli chiave, come il playmaker o il centro, e funzionali al gioco che l’allenatore predilige (un altro caso Fotsis a Milano sarebbe assurdo, a parer mio). Perciò l’Olimpia, nelle persone di Banchi e Portaluppi, è volata oltre oceano per la Summer League di Las Vegas, a caccia di talenti non ancora affermati che possano dare tanto alla causa meneghina. Se così fosse, da tifoso, sarei molto felice: per la prima volta dopo anni Milano non insegue i nomi, ma ha un suo progetto e una sua identità programmata fin da giugno. In questa lettura, il mancato acquisto di Dunston avrebbe un gran senso; a meno di quelle cifre, in giro trovi sicuramente qualcuno che sposta come l’ex Varese, se non di più.

Dall’altro lato, però, l’immobilismo milanese potrebbe indicare una completa assenza di idee, oltre che un ridimensionamento più importante di quanto non si dica. Il fatto che l’Olimpia sia una delle poche società italiane ancora immobili sul mercato, insieme ad Avellino, obiettivamente mette un po’ di preoccupazione negli appassionati, se non si giustifica il tutto con la prima motivazione, riportata poche righe sopra. Milano aspetta, gli altri comprano: questa può essere la visione negativa del mercato biancorosso finora. E qui i dubbi aumentano, come testimonia anche il prolungarsi della trattativa con Angelo Gigli. Personalmente non credo che Milano punti alla formula 5+5, perché in Eurolega avrebbe un roster troppo corto e potenzialmente troppo esposto a infortuni, ma non capisco come mai non si sia ancora firmato Gigli, che andrebbe a fare il secondo centro all’Olimpia e rappresenterebbe una buonissima presa per Milano.

Gli interrogativi sono tanti, come tante sono le possibili visioni di questo primo mese di mercato milanese. Sicuramente i tifosi possono avere la certezza che, per una volta, l’Olimpia farà le cose con calma, scegliendo razionalmente giocatori potenzialmente funzionali al progetto e al gioco di Banchi. Proprio la mancanza di nuove “figurine” rappresenta un motivo di speranza per una stagione finalmente degna. Tuttavia, la massima “Non è forse vero che l’ attesa del piacere, è essa stessa il piacere?” nel basket sembra non valere: se Milano non compra, lo fanno gli altri, quindi è giusto prendersi del tempo per riflettere e pianificare, ma alcune occasioni vanno colte al volo.