12a di ritorno – Varese passeggia su Milano, Biella saluta la Serie A

I due big match di alta classifica fanno da cornice alla 12° giornata di ritorno, in cui volano le prime due della classe, ma arriva anche il definitivo verdetto sulla retrocessione –comunque non più in discussione- e si riapre la lotta per l’8° posto.

E’ Sassari-Roma ad aprire i giochi: vittoria netta dei Sardi su una Roma che, salvo un tentativo di rientro verso fine 2° quarto, subito riparato da capitan Vanuzzo, fin dall’inizio della seconda frazione di gioco non è mai stata in partita. Finisce con un netto 105-87, con 17 punti per Easley e Sacchetti, 15 di un ritrovato Drake Diener e 10 dell’ultimo arrivato Gordon. Per Roma, alla terza sconfitta consecutiva e in chiara crisi di gioco, a fronte dei negativi Jones e Lawal non bastano il solito fuoriclasse Datome e un Goss da 21 punti. Sassari si rialza e torna a correre, sia in campo sia moralmente, in attesa del nuovo innesto Becirovic: il secondo posto è praticamente in cassaforte.

Alle 18.15 è tempo di verdetti: vanno in scena Pesaro-Cremona e Brindisi-Biella e le vittorie delle squadre di casa significano salvezza per i Marchigiani e retrocessione, dopo 12 anni, per i Biellesi. Sicuramente nelle due squadre sconfitte pesano le assenze: quella di Tsaldaris per Biella e quelle di Harris e Ruini, a cui si aggiunge Johnson a partita iniziata per Cremona.
A Pesaro vincono la coralità (5 uomini in doppia cifra) e lo stimolo della salvezza, innanzi a una Cremona invece appagata e stanca al tempo stesso. Ottimo Mack (22 punti, 5 rimbalzi e 3 recuperate) e notevole Barbour (18 per lui), mentre Vitali riesce a trascinare i suoi solo fino al 3° quarto, quando la partita di fatto si conclude. Significativa anche la vittoria di Brindisi, se non per la classifica almeno per l’orgoglio, dopo sette sconfitte consecutive. Ritrovati Gibson e Raynolds, mentre Biella lotta fino alla fine, ma esce dal PalaPentassuglia condannata alla LegaDue.

Vincono in casa con ampio margine Cantù e Siena, le due grandi accomunate da una crisi di risultati che si stava facendo seriamente preoccupante. Al Pianella la partita pare già scritta dopo il primo break di 18-8 in favore dei padroni di casa. Il primo tempo si chiude con un netto 50-29 a cui l’85-61 finale aggiunge ben poco. Ottima priva corale dei biancoblù –finalmente- di fronte però a una Montegranaro con la mente in vacanza dopo la salvezza ottenuta con ampio margine temporale e lo sfizio toltosi settimana scorsa con la capolista Varese. 13 di Mazzarino, Aradori e del Mancio e ben sei uomini in doppia cifra: Cantù riparte da qui.
Per Siena è amministrazione più che ordinaria la partita con una Bologna in cui si salvano solamente i giovani Italiani, da cui si spera di poter ricominciare. Due break guidati da Imbrò a fronte di due rispettivi blackout senesi non bastano: dominano gli ex Kangur (doppia doppia da 18 punti e 11 rimbalzi) e Moss (14 punti), mentre non incide l’ultimo arrivato Christmas con 2 soli punti in 17 minuti. 75-55 è lo scarto del riscatto senese, dopo 5 sconfitte in 6 partite, mentre a Bologna resta da inseguire soltanto il premio per gli Italiani tanto caro a Sabatini.

Sorprende Caserta, col cuore e la voglia di Jonusas e Jelovac (44 punti in due), nonostante le inenarrabili vicissitudini societarie. Delude Venezia, sconfitta in casa dai Campani, ma che salva almeno la differenza canestri, che potrebbe risultare decisiva, avendo questi ultimi compiuto il miracolo di riportarsi a due sole lunghezze dai lagunari. Caserta nel terzo quarto sembra addirittura poter allungare (43-56), salvo il rientro veneto marcato Young –lucido regista mancato nel primo tempo per problemi fisici- e Bowers (19 con 5 rimbalzi). Caserta è però abile a gestire e fredda, sotto la guida del monumentale Sacripanti: ai liberi la spunta lei e si tiene aperto uno spiraglio playoff, consapevole però di dover, di fatto, recuperare 4 punti ai Veneti in 3 partite, per altro nemmeno troppo agevoli (vs. Avellino, @Sassari, vs. Reggio Emilia).

Due delle prossime avversarie di Caserta si scontrano nell’ultima partita delle 18.15: Reggio Emilia espugna la tana dei lupi e consolida la propria posizione in classifica, ritrovandosi addirittura a pari punti con Siena, Cantù e Milano e risultando davanti proprio a quest’ultima: è un sesto posto provvisorio meritatissimo. Non sono sufficienti Johnson e Ivanov: dopo tre quarti tirati, il break di 10-0 di inizio quarto periodo decide la partita. Spiccano Taylor e Brunner (17 e 12 punti), ma è tutta Reggio a essere protagonista, arrivando all’ottavo successo in dieci gare.

Come accennato in apertura, chiude la giornata il posticipo che vede in scena un altro big match: è derby tra Varese e Milano. Per la terza volta consecutiva (se si sommano l’andata al Forum e la Coppa Italia) Varese si impone in modo schiacciante, a livello di gioco, su una Milano spazzata via da un primo tempo impeccabile, chiuso dalla capolista in vantaggio di 24 punti, grazie alla leadership di Mike Green e al talento di Dunston (17 con 7 assist; 20 con 9 rimbalzi e 2 stoppate), che annientano i pari ruolo Marques Green e Bourousis. E’ il collettivo a imporsi, davanti a una Milano partita come progetto ambizioso e per ora decisamente deludente. Il talento di Langford non basta (26 per lui) e per la squadra di Scariolo si tratta di un altro grande appuntamento toppato in pieno. Varese resta a +4 su Sassari, con il traguardo del primo posto in regular season sempre più prossimo.

FOTO: Alberto Canepa // pagina Facebook Ufficiale Pallacanestro Varese