13a di ritorno – Varese ipoteca il primo posto, Avellino fa suo il derby

Tipica giornata di finale di campionato, in cui si distinguono due categorie di partite: da un lato quelle in cui almeno una delle due squadre non ha più niente da chiedere a questa stagione –nonostante in molti casi i risultati siano stati più indecisi di quanto pronosticabile; dall’altro scontri diretti utili per definire la griglia dei playoff.

Cominciamo da questo secondo, e più interessante, blocco di partite, in cui spiccano la risicata vittoria all’ultimo minuto della Montepaschi su Venezia e il finale concitato fra Reggio Emilia e Cantù.
Tiratissima partita a Siena, in cui, dopo 25 minuti di dominio della Reyer, la MPS rimonta e vince allo scadere grazie a un Bobby Brown trascinatore. Venezia, con Clark e Szewczyk, era riuscita anche a raggiungere il +15, salvo cadere vittima della propria discontinuità e dei decisivi Moss e, appunto, Brown. Sono comunque due episodi a decidere il finale punto a punto: da un lato, lo sfondamento di Rosselli a 6’’ dal termine in condizione di perfetta parità; dall’altro l’incredibile azione in solitaria del play senese che sulla sirena decide il match. Punti preziosi per Siena, mentre Venezia non paga dazio e anzi può dirsi comunque quasi certa dell’ottavo posto.
Si deve alla vittoria esterna di Avellino nel derby campano quest’ultimo dato: con questa sconfitta Caserta vede le speranze playoff quasi svanite, dovendo ora vincere entrambe le partite che la aspettano confidando in due contestuali sconfitte dei Lagunari. Non basta un monumentale Jelovac da 24 punti con 5 rimbalzi e 4 recuperi, affiancato dai positivi Gentile e Michelori per contrastare la classe di Lakovic (26 con 3/4 da 3) e la concretezza di Ivanov (20+12 rimbalzi). L’Avellino targata Pancotto conferma insomma un gioco degno dei playoff, purtroppo per gli Irpini arrivato dopo una prima parte di stagione disastrosa.
Dicevamo di Reggio e Cantù: altro finale scoppiettante come quello di Siena, in cui la spunta la squadra più determinata e in forma. Buone le prove di Cinciarini e Bell, ma è la coralità che fa la differenza contro una Cantù nervosa e che nell’ultimo periodo trova solo in Mancinelli un appiglio in attacco (per lui 14 punti). Da notare la permanenza in panchina di Aradori, molto positivo nel corso del match, per quasi tutto il quarto periodo, dato di un discreto peso nell’economia di gioco della Lenovo. Cantù sprofonda al 7° posto provvisorio, staccata dalle tre con cui era a pari punti prima di questa giornata, mentre Reggio resta al passo con Siena e Milano e addirittura risulta al momento davanti a quest’ultima per il gioco degli scontri diretti.

Veniamo ora agli scontri sicuramente meno determinanti ai fini della classifica ma comunque in alcuni casi tirati fino alla fine.
E’ questo il caso di Cremona-Varese, derby lombardo deciso nell’ultimo minuto, a seguito del recupero dei padroni di casa dopo che a 3’ il match dalla fine sembrava già concluso in favore dei biancorossi. Cremona, seppur senza ambizioni, gioca una partita grintosa, con buone percentuali al tiro e le ottime prestazioni di Vitali, Jackson e Peric. Non basta però il break del terzo quarto: Varese si impone nell’ultima frazione –salvo farsi riprendere negli ultimissimi minuti, come si è detto- grazie all’ottima gara degli esterni (Green, Banks ed Ere in doppia cifra) e il solito, sontuoso Dunston che oltre ai 16 punti piazza anche 4 stoppate autorevoli. Varese conquista la prima, storica vittoria al PalaRadi, ma soprattutto vede a un passo il primo posto nella classifica finale del campionato.
Di primo posto di Varese non si può ancora parlare con sicurezza a causa della vittoria di Sassari a Casalecchio contro una Bologna finalmente combattiva, che non solo smentisce chi dava per scontata una passeggiata di Sassari sui virtussini, ma tiene botta ai Sardi per ben 40 minuti, per poi concedere nel supplementare il decisivo parziale di 8-18. Partita spettacolare, in cui dominano gli attacchi: finisce 110-120 con un Pullen da 38 punti e un Thornton da 30. Sono però i due Diener a fare la differenza e a schiacciare la Virtus nel finale. La Dinamo continua così a correre, mettendo in cassaforte il secondo posto in classifica data la doppia vittoria negli scontri diretti contro l’altra Virtus, quella di Roma, stabilmente a -4.
Roma che a sua volta tenta di consolidare il terzo posto nella partita di mezzogiorno contro una Brindisi anch’essa appagata, ma che pure, per tre quarti, oppone strenua resistenza. Sembra anzi poterla addirittura vincere: Gibson ne mette 18 nel solo terzo quarto, portando i Pugliesi in vantaggio per ben 63-72 all’ultimo intervallo. Poi il vuoto: Roma fa 25-10 nel terzo quarto con il solito Datome e due bombe di D’Ercole. Finisce 88-82.

Chiudiamo con brevi cenni alle altre due partite della giornata: una, Milano-Biella, il cui risultato conta per il cammino in ottica playoff della squadra di casa, ma onestamente era più che scontato; l’altra, il derby marchigiano, uno dei tre della giornata, semplicemente irrilevante per la classifica. Milano la chiude in due quarti e vince con ampio margine. Segnaliamo solo l’arrivo di Pops Mensah-Bonsu alla sontuosa corte di Scariolo, a fronte dell’assenza del centro greco Bousousis. Per lui già 19 minuti con 7 punti e 9 rimbalzi, ma si tratta praticamente di un allenamento per l’Armani. Partita decisamente più vivace in scena al PalaSavelli, dove Montegranaro torna per l’occasione. Pubblico vivace e basket spensierato. La spuntano i più talentuosi Pesaresi, con 27 e 20 rispettivamente di Barbour e Mack, ma soprattutto con i 22+13 di un Crosariol da 35 di valutazione.

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