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16 squadre in altrettanti giorni – Betaland Capo d’Orlando

Photo Credits: Orlandina Basket pagina Facebook Ufficiale

Giorno 10. Decima puntata della nostra rubrica che, in un episodio al giorno, tratterà di tutte le squadre presenti ai nastri di partenza della prossima Serie A 2016/2017. Un’analisi complessiva, non solamente per quanto riguarda il roster ma anche per quelle che potrebbero essere le singolari sorprese di ogni team e il nostro pronostico in merito al posizionamento finale in Stagione Regolare.

LA VALUTAZIONE GENERALE

Veterani e giovanissimi, sembra essere sempre questo il mantra di Capo d’Orlando. Con la differenza che il numero dei veterani, rispetto al recente passato, è diminuito e quello dei giovanissimi è aumentato. Ci sono due ritorni eccellenti in casa Orlandina: Drake Diener e Dominique Archie. Anche per il discorso che facevamo un secondo fa, questi due dovranno fungere da punti di riferimento per i compagni. In quintetto con loro partiranno il playmaker Bruno Fitipaldo, giocatore uruguiaiano di nascita che sicuramente non difetta di personalità, il 23enne Janis Berzins, nel giro della nazionale lettone, e il centro croato Mario Delas. Quest’ultimo potrebbe essere una soluzione a tempo: Capo d’Orlando sta provando a recuperare Cedric Simmons (ex Brindisi) e ha scelto Delas come sostituto temporaneo in attesa di capire se Simmons potrà venir buono per questo campionato. In panchina, a parte il veterano Sandro Nicevic e Antonio Iannuzzi, nessuno è nato prima del 1995. L’impressione, a leggere l’organico dei siciliani, è che la dirigenza della Betaland abbia voluto fare una scommessa: i nomi sono di tutto rispetto e, se questi giovani di talento dovessero rivelarsi pronti da subito per la Serie A, Capo d’Orlando potrebbe vivere una stagione più tranquilla rispetto alla scorsa.

LA STELLA

Solo 24 minuti ufficiali nella scorsa stagione con la maglia del CAI Zaragoza, ma Drake Diener è tornato in campo a pieno regime e si candida ancora per un ruolo da protagonista nella sua nona stagione in Serie A. La sua ultima esperienza italiana, quella di due anni fa con Reggio Emilia, si era conclusa con la delusione della sconfitta in finale Scudetto contro (la sua) Sassari. Ma, soprattutto, aveva sancito per Diener un ridimensionamento nel ruolo svolto sul campo rispetto agli anni di Capo d’Orlando e proprio di Sassari. Il ritorno a Capo d’Orlando (dove giocò la sua prima stagione in A1) può significare per lui un aumento di responsabilità e di tiri a disposizione. Nonostante la carta d’identità dice che compirà 35 anni a dicembre, noi ci aspettiamo ancora un Drake in grado di crivellare le retine di tutta Italia.

LA POSSIBILE SORPRESA

In pochi lo conoscono e le aspettative su di lui sono perciò relativamente basse, ma Bruno Fitipaldo è in realtà un elemento solido e interessante. Classe 1991, è approdato per la prima volta in Europa dopo aver disputato due stagioni in Argentina. Si tratta di un playmaker con già comunque una buona esperienza internazionale (è capitano della nazionale uruguaiana), con grande personalità e con ottime visione di gioco. Non gli si può chiedere di diventare il realizzatore di punta della squadra, ma anche da quel punto di vista è un giocatore che può garantire un suo contributo costante nel corso della stagione. Insomma, per una volta il nome esotico potrebbe coincidere con il profilo di un giocatore in grado di fornire ottime prestazioni.

IL PRONOSTICO

L’anno scorso l’Orlandina ha vissuto una stagione tribolata, che ha subito una svolta decisiva nei risultati solo dopo l’arrivo di Ryan Boatright. Quest’anno i siciliani sperano di non dover intervenire di nuovo sul roster, ma di poter vivere un’annata tranquilla e sgombra di pensieri negativi. E, se Drake Diener e Archie garantiscono una buona tenuta fisica, le possibilità di non rimanere invischiati troppo a lungo sul fondo della classifica ci sono eccome. In sostanza, la Betaland deve comunque pensare alla salvezza. Ma potrebbe portare a casa questo obiettivo e pensare più in grande anche con un po’ di anticipo rispetto alla fine del campionato. Tutto dipende dal rendimento dei veterani e dalle capacità dei giovani di imporsi fin da subito.