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16 squadre in altrettanti giorni – Fiat Torino

Photo Credits: sito ufficiale Auxilium Cus Torino

Day 13. Tredicesima puntata della nostra rubrica che, in un episodio al giorno, tratterà di tutte le squadre presenti ai nastri di partenza della prossima Serie A 2016/2017. Un’analisi complessiva, non solamente per quanto riguarda il roster ma anche per quelle che potrebbero essere le singolari sorprese di ogni team e il nostro pronostico in merito al posizionamento finale in Stagione Regolare.

LA VALUTAZIONE GENERALE

Già l’anno scorso, alla prima stagione dopo il ritorno in A1, Torino si presentava ai blocchi di partenza con grandi ambizioni. Le cose, però, non andarono affatto come previsto. Il gruppo di veterani italiani non rese secondo le aspettative e la dirigenza fu anche costretta a cambiare sia l’allenatore (da Bechi a Vitucci, confermato anche per questa stagione) sia diversi componenti del roster. Solo nelle ultime giornate la compagine allora targata Manital si tirò fuori dalla lotta per non retrocedere. Quest’anno la musica, almeno sulla carta, è notevolmente cambiata. Confermato il fenomeno D.J. White sotto le plance, Torino ha messo a segno diversi colpi di mercato. Chris Wright è il nuovo playmaker, un giocatore con già esperienza nel nostro campionato e il cui arrivo un anno fa a Varese ha rivoluzionato una squadra sgangherata: la Openjobmetis, dopo aver spostato Wayns da playmaker a guardia con l’inserimento in organico di Wright, ha sfiorato i Playoff ed è arrivata in finale di FIBA Europe Cup. A Torino c’è anche Deron Washington, stella di una Vanoli Cremona che un anno fa ha stupito arrivando quarta in regular season e in semifinale di Coppa Italia. E poi ci sono due elementi di assoluto talento come Tyler Harvey e Jamil Wilson, che garantiscono profondità a un quintetto che fa paura alle avversarie. Per assemblare uno starting five del genere, la dirigenza piemontese ha dovuto per forza di cose rinunciare ad un po’ di pericolosità dalla panchina, ma comunque Peppe Poeta e Valerio Mazzola sono due elementi di sicuro rendimento in A1 e il centro di riserva Abdel Fall arriva da stagioni più che discrete in A2. C’è curiosità, poi, per Mirza Alibegovic, classe ’92 alla prima vera esperienza nel massimo campionato: giocò 7 partite a 4.1 minuti di media tra Pesaro e Brindisi nelle stagioni 2011/2012 e 2012/2013. Il figlio di Teoman è reduce dalla promozione in A1 con la Leonessa Brescia ed è pronto a dimostrare di meritare un posto in questa serie.

LA STELLA

Lo abbiamo già detto: Wright e Washington sono due elementi di grande valore per questo campionato e possono essere oltretutto fondamentali per mettere in piedi un sistema di gioco concreto e performante. Washington in particolare è il classico glue guy, caratteristica quantomai rara tra gli USA del nostro campionato, quel giocatore che si mette in mostra, oltre che per il talento offensivo e difensivo, anche per tutte quelle piccole cose che possono influenzare l’esito di una gara. Tuttavia, è impensabile non indicare D.J. White come il giocatore da cui più dipendono i destini della Fiat. Il centro di Torino vanta nel curriculum 138 partite in NBA divise su sei diverse stagioni ed è uno di quei casi in cui, vedendolo giocare in Italia, si capisce subito che ci troviamo davanti a qualcosa di superiore a livello di talento. Centro dinamico, veloce, dall’ottima presenza in area (8.6 rimbalzi e 0.8 stoppate di media un anno fa) e, soprattutto, dalla straordinaria tecnica (17.1 punti di media con il 58.2% da due e il 70.9% ai liberi), White si candida prepotentemente a potenziale MVP di questo campionato.

LA POSSIBILE SORPRESA

Nel quintetto base della Fiat, due sono i giocatori nuovi per il nostro campionato. Jamil Wilson, prodotto di Marquette, arriva nel capoluogo piemontese come giocatore con le caratteristiche ideali per completarsi (e non pestarsi i piedi) con D.J. White: l’idea è quella di avere due giocatori, tra lui e Washington, che possono interscambiarsi nelle posizioni di 3 e di 4. Wilson, infatti, è un’altra ala abbastanza completa, che può colpire (soprattutto) dall’arco, ma è anche in grado di fornire il passaggio decisivo e di darsi da fare a rimbalzo. I nostri occhi, però, sono tutti puntati sull’altro, Tyler Harvey. Innanzitutto, partiamo con una nota statistica: è il quarto miglior marcatore NCAA ad approdare in Italia dal 2000 in poi. Harvey si è aggiudicato questo titolo nella stagione 2014/2015 e segue, nel nostro campionato, le orme di Keydren Clark (miglior marcatore NCAA nelle stagioni 2003/2004 e 2004/2005), Aubrey Coleman (2009/2010) e Erick Green (2012/2013). Si tratta di un esterno in grado di segnare letteralmente in ogni modo, letale soprattutto dalla distanza e dal palleggio. Dovrà adattarsi ad un ruolo diverso rispetto agli anni ad Eastern Washington: non più realizzatore di punta, ma giocatore in grado di garantire strisce di canestri quando entra in ritmo. La transizione non sarà facile, ma se dovesse avere risvolti positivi, Torino saprà sempre da chi andare nei momenti di difficoltà realizzativa.

IL PRONOSTICO

La concorrenza è sempre tosta, ma un organico del genere deve ambire ad un piazzamento di livello. Considerando che Trento appare ridimensionata, Cantù è tutta da scoprire dopo le vicende estive e Brindisi è un’incognita a causa della poca esperienza europea di parte del roster, Torino ha l’obbligo di provare ad inserirsi tra le prime otto. Disputare i Playoff, dopo le difficoltà della scorsa annata, sarebbe un segnale forte: dimostrerebbe che le ambizioni di questa squadra sono reali e che gli investimenti fatti sono stati mirati al raggiungimento di un obiettivo di questo tipo. Una stagione è lunga ed è tutt’altro che scontato che le cose vadano secondo le previsioni, ma, come avrete capito, non ci stupiremmo di vedere la Fiat tra le otto squadre che si giocheranno lo Scudetto a partire da metà maggio.