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16 squadre in altrettanti giorni – Grissin Bon Reggio Emilia

Achille Polonara (Grissin Bon Reggio Emilia) durante i quarti della BEKO Final Eight 2016 fra Grissin Bon Reggio Emilia e Sidigas Avellino - Milano 19/02/2016 - Stefano Gariboldi/Newphotopress © All Rights Reserved

Day 2. Seconda puntata della nostra rubrica che, in un episodio al giorno, tratterà di tutte le squadre presenti ai nastri di partenza della prossima Serie A 2016/2017. Un’analisi complessiva, non solamente per quanto riguarda il roster ma anche per quelle che potrebbero essere le singolari sorprese di ogni team e il nostro pronostico in merito al posizionamento finale in Stagione Regolare.

LA VALUTAZIONE GENERALE

La separazione con la coppia lituana. Il ritorno a casa del figlio prodigo, Riccardo Cervi. La conferma di un blocco italiano di assoluto spessore e la consapevolezza di essere, ai nastri di partenza, la squadra più accreditata come anti-Milano (della quale abbiamo parlato qui). Reggio Emilia si conferma società ambiziosa, con un forte interesse a restare nel blocco di quelle squadre che possano giocarsi qualche trofeo in terra italica – specialmente quelli assegnati tramite gara secca – e con una grande capacità nell’andare a scovare anche giovani talenti in giro per il globo. Toccò a Silins, l’anno scorso semplicemente devastante in certe partite, e oggi sembra poter toccare ad Arturs Strautins, giocatore arrivato nel 2014 ma che ora sembra aver trovato stabilmente la chiamata in prima squadra nonostante la giovanissima età (classe 1998). Gli innesti di Delroy James e di Sava Lesic, oltre al ritorno di Riccardo Cervi, completano un roster comunque già di per sé molto competitivo, anche considerando la diatriba istituzionale che ha portato i reggiani ad accantonare ogni sogno europeo. La definitiva consacrazione di De Nicolao (secondo me, il play italiano che più meritava la convocazione al Preolimpico come cambio di Hackett), inoltre, può essere un punto di forza non secondario in una squadra che, però, potrà anche contare su un Gentile si spera completamente ristabilito dopo la travagliata stagione vissuta lo scorso anno.

LA STELLA

Forse non lo sarà a livello statistico, ma Pietro Aradori è chiamato a confermarsi “anema e core” di questa squadra. Nella scorsa stagione è stato costretto a saltare praticamente le prime tre partite della Serie Finale contro Milano (in Gara-1 giocò solo 8 minuti) e questo aspetto sarà sicuramente motivo di rivalsa sportiva. L’ultima annata in Serie A, però, è stata contraddistinta da medie importanti (12.7 punti, 5.1 rimbalzi, 2.4 assist complessivamente tra Stagione Regolare e Playoff) e da un ruolo fondamentale nelle rotazioni di coach Menetti; Aradori è giunto alla piena maturazione cestistica e punta a consacrarsi definitivamente come go-to-guy in una squadra dalle grandi ambizioni. Dovrà semplicemente limare qualche passaggio a vuoto a livello personale (penso alle prestazioni offerte a cavallo del giro di boa della scorsa Stagione Regolare) per diventare uno dei giocatori più decisivi della prossima Serie A.

LA POSSIBILE SORPRESA

A mio modo di vedere, e al netto di infortuni, senza dubbio Arturs Strautins. Il giovane lettone ha tutto per dimostrare di essere un gran bel talento già alla prima vera stagione (l’anno scorso fece poco più che presenza, se si escludono una decina di partite in cui ebbe comunque a disposizione un discreto minutaggio). Difensivamente potrebbe replicare quanto fatto – sebbene ad intermittenza – da un altro lettone passato per l’Emilia, quel Ojars Silins che fece innamorare non pochi tifosi biancorossi; offensivamente, invece, sembra essere un giocatore molto più dinamico rispetto a Silins, capace di assorbire benissimo i contatti in penetrazione nonostante una stazza non proprio importante. Mano educata, potenziale ancora inespresso, grandi letture a rimbalzo. Sotto la guida sapiente di coach Menetti, Reggio potrebbe aver firmato un altro gran talento fino al 2020.

IL PRONOSTICO

Insieme ad Avellino e a qualche altra possibile sorpresa stagionale è nel novero di quelle squadre che potrebbero compiere l’impresa di togliere qualche trofeo dalle lunghissime mani di Milano, magari già a partire dalla Supercoppa del 24/25 settembre prossimi. Sicuramente, il vantaggio di non dover affrontare alcun impegno europeo potrebbe giovare a livello psico-fisico su una squadra comunque ben assortita, la quale ha peraltro confermato lo zoccolo duro della scorsa stagione migliorandolo con innesti mirati. Il rendimento dei reggiani, però, passerà anche dalla condizione fisica di Cervi, ovverosia di quello che dovrebbe essere il “5” titolare di questo corso biancorosso: se il nativo di Reggio nell’Emilia dovesse limare le proprie lacune riuscendo a giocare con continuità, Reggio avrebbe un quintetto di assoluto livello.