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16 squadre in altrettanti giorni – Pasta Reggia Caserta

Sosa

Sempre giorno 13, ma quattordicesima puntata della nostra rubrica (per riprendere il filo dopo l’interruzione a causa della Supercoppa italiana) che, in un episodio al giorno, tratterà di tutte le squadre presenti ai nastri di partenza della prossima Serie A 2016/2017. Un’analisi complessiva, non solamente per quanto riguarda il roster ma anche per quelle che potrebbero essere le singolari sorprese di ogni team e il nostro pronostico in merito al posizionamento finale in Stagione Regolare.

LA VALUTAZIONE GENERALE

È stata l’ennesima estate turbolenta, a livello dirigenziale, per la JuveCaserta. Superate (almeno temporaneamente) quelle difficoltà, però, i bianconeri possono apprestarsi ad iniziare il campionato assieme alle altre 15 squadre. Il roster è stato rivoluzionato quasi completamente rispetto a quello che, un anno fa, si garantiva la permanenza nella massima serie a discapito della Virtus grazie al gran finale di stagione disputato da Bobby Jones (quest’anno a Piacenza in A2) e Dario Hunt (trasferitosi in Francia, allo SLUC Nancy). Di reduci, nella rotazione, ci sono solo Daniele Cinciarini, Marco Giuri e Viktor Gaddefors. Il quintetto base presenta due elementi con una buona esperienza nel nostro campionato: Edgar Sosa (ex Biella, Sassari e Montegranaro) e Olek Czyz (ex Roma e Pistoia). Al loro fianco, due statunitensi che in Europa hanno già giocato ─ Josh Bostic (Belgio, Russia, Francia e Lettonia) e Mitchell Watt (Israele e Alba Berlino) ─ oltre a Raphiael Putney, che invece è al terzo anno da professionista e l’anno scorso si è diviso tra la D-League (lega in cui ha disputato l’All-Star Game) e il campionato venezuelano. Dalla panchina, oltre ai già citati Giuri, Cinciarini e Gaddefors, usciranno Darryl Joshua Jackson (già visto brevemente a Brindisi, oltre che in A2 con Roseto e Casalpusterlengo) e Nika Metreveli. Questa composizione mostra una doppia faccia della Juve 2016/2017: se il quintetto è molto alto, con l’ala piccola Putney che misura circa 2.06m, dalla panchina invece (considerando che il minutaggio di Metreveli sarà molto limitato) potrebbe essere impiegato Gaddefors (2.01m) da 4.

LA STELLA

Non ci possono essere dubbi: tutte le speranze dei bianconeri di vivere una stagione entusiasmante ruotano attorno alle prestazioni e alle lune di Edgar Sosa. Il newyorkese, campione d’Italia con Sassari nel 2015, arriva da un’altra stagione in cui ha vinto il titolo: ci è riuscito, infatti, in Iran con la maglia del Petrochimi Bandar Imam. Certo, i tifosi della Juve possono pur sempre sperare che la striscia magica di Sosa continui e che il playmaker vinca anche quest’anno lo Scudetto, ma è molto difficile. Certo è che anche molto difficile che un giocatore avversario riesca a contenerlo: Sosa è un giocatore velocissimo, estroso e con ottime capacità sia dall’arco dei tre punti sia in penetrazione. Ha spesso la tendenza a strafare e infatti, a Sassari, in un sistema in cui si alternava con Dyson e aveva un minutaggio limitato, ha reso al massimo delle sue possibilità: il Sosa che entrava in campo dalla panchina era un giocatore in grado di spaccare le partite ed emergevano più i pregi dei difetti. Caserta, invece, si godrà una versione amplificata dei suoi pregi (causa maggior minutaggio), ma dovrà saper lavorare anche con i suoi difetti.

LA POSSIBILE SORPRESA

Mitchell Watt, il centro della compagine casertana, è un giocatore relativamente poco conosciuto, ma che ha già maturato esperienze importanti nel nostro continente. È nato nel 1989 (compirà 27 anni a dicembre) e nel corso della sua carriera ha già conosciuto il campionato israeliano (principalmente), il campionato tedesco e persino l’Eurocup (con la maglia dell’Alba Berlino). A Berlino, in un contesto comunque di alto livello, è riuscito a ritagliarsi il suo spazio come centro di riserva grazie alla sua verticalità che consente di avere un’arma in più a rimbalzo e in aiuto difensivo. Ma Watt non è solo questo e lo ha dimostrato in Israele: è un giocatore che, se servito con i tempi giusti in area (e Sosa questo lo sa fare molto bene), può anche produrre punti. Nel precampionato, infatti, se da un lato Sosa è sempre stato il miglior marcatore della squadra, Watt gli è andato spesso dietro. Talvolta, la mancanza di aspettative può essere un bene: due anni fa a Caserta avevano aspettative altissime su Richard Howell, che si rivelò un grandissimo flop, quest’anno invece potrebbero rimanere molto sorpresi da un giocatore come Watt, su cui non fanno troppo affidamento.

IL PRONOSTICO

Mai come quest’anno, la Juve è una squadra di difficilissima lettura. Vero, c’è l’esperienza di molti dei componenti: Sosa è un fuoriclasse, Czyz è un giocatore molto solido e Bostic e Watt hanno già dimostrato di poter giocare in campionati europei il cui livello è simile a quello della nostra massima serie; Daniele Cinciarini dalla panchina garantisce punti e Gaddefors arriva da una stagione (sempre in maglia Caserta) positiva, almeno quando i problemi fisici ricorrenti gli hanno dato tregua. Però, la squadra sembra comunque essere una grande incognita. L’obiettivo deve rimanere lo stesso degli ultimi anni: lottare per la salvezza. Ma chissà che questo roster non possa fare anche qualcosa di più.