1vs1: Achille Polonara vs Nicolò Melli

Come ogni giovedì consueto appuntamento con la rubrica 1vs1, che mette a confronto due giocatori dello stesso ruolo in un pagellone globale per quanto fatto finora nella massima competizione italiana. In questo terzo episodio metteremo a confronto Achille Polonara, ala della Cimberio Varese, alla sua 6° stagione consecutiva in Serie A (con le maglie di Teramo e Varese), per due volte miglior under-22 della competizione (2012 e 2013), e Nicolò Melli, ala dell’EA7 Emporio Armani Milano, anch’egli al 6° anno in Serie A (con le maglie di Reggio Emilia, Pesaro e Milano).

RIMBALZI
Polonara 7.5. 3.9 rimbalzi di media a partita in Serie A sono un dato niente male, visto che è registrato in soli 16.8 minuti sul parquet di media. Le ottime doti atletiche gli consentono di essere ben presente anche a rimbalzo offensivo, nonostante il senso della posizione non sia da primo della classe. Sicuramente potrebbe migliorare, specialmente in qualche taglia fuori meglio eseguito, ma le basi sono buone.
Melli 8. Statisticamente vicino al varesino, visto che conquista 3.7 rimbalzi in 15.6 minuti di media; tuttavia, è in costante crescita da due anni a questa parte. Il lavoro svolto agli ultimi Europei e la fiducia di coach Banchi gli permettono di migliorare gara dopo gara, risultando spesso il primo rimbalzista di Milano. Inoltre, il giocare spesso come falso 5 consente a Melli di sfruttare il suo ottimo senso della posizione sotto i tabelloni.

MENTALITA’
Polonara 8.5. Non si tira mai indietro, mai. Ciò è dovuto al suo graduale percorso di crescita, ma anche al fatto di aver trovato lo scorso anno una squadra come la Varese di coach Vitucci, che gli ha permesso di esplodere definitivamente, anche come importante uomo squadra. Crescerà ancora a livello di consapevolezza e maturità, ma già ora possiamo dire che è un elemento importante dentro e fuori lo spogliatoio.
Melli 7.5. Un voto di fiducia per l’ala milanese, in cui non considero la scriteriata gestione Scariolo ai fini della valutazione. Melli sta trovando sempre più consapevolezza nei propri mezzi; infatti, non rifiuta più i tiri aperti a favore di extra pass senza senso, ma si assume le sue responsabilità anche nei momenti chiave del match. Sicuramente le prestazioni inanellate agli Europei ci hanno consegnato un giocatore maturato e pronto al definitivo salto di qualità. Un salto che, però, deve essere fatto entro la fine di questa stagione.

TIRI LIBERI
Polonara 7. 68.2% di media in Serie A, certo non un dato entusiasmante, se si pensa che da 2 punti tira quasi col 58%. Il fatto è il 33 varesino guadagna anche qualche fallo a partita che lo porta in lunetta, dove, però, manca un po’ di concretezza. La mano, poi, è più educata di quanto non dica la mera statistica; proprio per questo bisogna lavorare su questo aspetto e migliorarlo sicuramente.
Melli 8. Statisticamente ottimo, come dimostra il 79.2% di media nelle stagioni italiane fin qui disputate; tuttavia, spesso l’ala milanese sbaglia i liberi che pesano ai fini del risultato. Questo rientra nel processo di crescita delle responsabilità che Melli sta affrontando in quest’annata di rinascita e che spero lo possa portare a non tremare più dalla linea della carità, quando la palla scotta.

TIRO DA 3 PUNTI
Polonara 6.5. Il 33.2% di media in carriera è un dato tutto sommato discreto, visto e considerato il modo di tirare dalla distanza del varesino: la meccanica di tiro è molto rivedibile, visto che un miglioramento sotto questo punto di vista porterebbe sicuramente a una maggiore efficacia dal perimetro. Inoltre, a prestazioni fenomenali alterna giornate di carestia nel tiro pesante, denotando quindi una mancanza di continuità che deve essere assolutamente eliminata.
Melli 6. 30.8% di media in Serie A, col suo talento, è una statistica che non può andare oltre la sufficienza. Il fatto è che al milanese manca consapevolezza nei propri mezzi e sfrontatezza quando serve; in questa stagione sembra aver migliorato entrambe le cose, ma speriamo che non sia solo un fuoco di paglia. Di certo, con la sua mano e la sua meccanica di tiro, mi aspetto almeno un 35-36%.

ATLETISMO
Polonara 8. Spesso e volentieri regala schiacciate da highlights (specialmente contro Milano) che mettono in mostra tutto il suo atletismo. Certo, potrebbe fare qualcosa di più visti i mezzi fisici che il buon Dio gli ha donato, ma per fare ciò bisogna lavorare ancora sulla tecnica di base per non risultare un giocatore monodimensionale.
Melli 7.5. Più volte è stato accusato di essere molle e quasi impaurito, ma ora che sta acquistando sempre più consapevolezze riesce anche a essere esplosivo: lo testimoniano i recuperi difensivi che conclude con contropiede e inchiodata al ferro avversario. Inoltre, riesce a battagliare sotto i tabelloni contro avversari molto più grossi di lui. 7.5, ma potrebbe diventare presto 8.5.

REALIZZAZIONE
Polonara 7. Con pochi minuti a disposizione, 7 punti di media non sono certo pochi, anche perché quando resta in campo per tanto tempo riesce anche a segnare tantissimo (34 il suo massimo di punti in una gara di Serie A). Pecca solo nella varietà di gioco offensivo, risultando spesso monodimensionale quanto il tiro da 3 punti fatica ad entrare.
Melli 6. Il discorso sul minutaggio è simile a quello del varesino, ma la differenza di talento e tecnica è lampante: il problema rimane l’incostanza e la mancanza di continuità nelle prestazioni. Potenzialmente ha nelle mani molti più punti del suo high italiano fatto registrare da poco (24 punti contro Roma, domenica scorsa). Anche in questo, deve compiere un ulteriore salto di qualità se vuole essere un elemento di spicco per un’Olimpia che ha sempre puntato forte su di lui.

DIFESA
Polonara 7. Grazie alle ottime doti atletiche riesce ad essere presente sotto i tabelloni con stoppate degne di nota; ma la difesa non è fatta solo di stoppate da canguro, anzi. Difensivamente deve migliorare nel marcare l’uomo e impedirgli linee pulite di ricezione del passaggio, anche perché non è velocissimo e reattivo con le gambe negli scivolamenti. Giocare d’anticipo potrebbe essere una qualità da far emergere per il ragazzo di Ancona.
Melli 7.5. Anche in difesa sembra un uomo nuovo. Ha finalmente capito come contenere il diretto avversario, anche se ricorre ancora a qualche fallo tanto stupido quanto inutile; l’esperienza da centro nei recenti europei, inoltre, ha affinato la sua predisposizione alla stoppata, tanto che nell’attuale stagione ne rifila 0.7 a partita. Un punto su cui lavorare è sicuramente la lettura del movimento avversario, che spesso gli impedisce un corretto scivolamento.

ASSIST-GIOCO DI SQUADRA
Polonara 7. Pochi assist di media (0.7) ma tanto spirito di sacrificio e un’ottima capacità di mettersi al servizio della squadra quando serve. Già la scorsa stagione, in un gruppo in cui comunque non era una stella, ha dimostrato di essere un uomo squadra non indifferente, mentre quest’anno ha quasi raddoppiato la sua media (1.3 assist a partita).
Melli 6.5. Si è sempre sbattuto anche per gli altri durante la gestione Scariolo, mentre quest’anno ha trovato un ruolo più specifico all’interno del sistema difensivo di Banchi; 0.6 assist di media sono, però, davvero pochi per un giocatore con le sua abilità anche nel passare la palla. Dovrebbe migliorare la lettura dei movimenti dei compagni, soprattutto quando è spalle a canestro, anziché effettuare il suo solito movimento a ricciolo o la penetrazione dal palleggio con finta a far saltare l’avversario.

Che ne pensate del pagellone Polonara vs Melli? Fatecelo sapere commentando l’articolo e motivando la risposta. Una cosa, però, è certa: questi due ragazzi possono (e devono) rappresentare il futuro dell’Italia nel ruolo di ala grande. Speriamo che la fortuna sia dalla loro parte, perché personalmente li trovo complementari l’uno all’altro.