1vs1: David Moss vs James White

Nuova puntata di 1vs1, stavolta più interessante che mai. A confronto due giocatori spaventosamente decisivi, anche se con caratteristiche molto diverse. Il primo, David Jerard Moss, ala dell’Olimpia Milano, è alla 6° stagione in Italia (con le maglie di Teramo, Bologna, Siena e Milano), mentre il secondo, James William White, ala della Pallacanestro Reggiana, è alla 3° stagione nel campionato italiano (con le maglie di Sassari, Pesaro e Reggio Emilia). Entrambi sono giocatori che esprimono il loro meglio nel ruolo di ala piccola, anche se qualche volta li vediamo impiegati da guardie tiratrici (specialmente White può essere classificato guardia/ala); il confronto tra i due mi è caro perché Moss è un giocatore che ho completamente rivalutato dopo averlo visto dal vivo, anche durante gli allenamenti quotidiani, mentre White è un mio pupillo da quando giocava al Fenerbahce.

ATLETISMO
Moss 8. Atleticamente non è il giocatore che si può definire dominante, ma sa il fatto suo: ha un fisico bestiale, che gestisce unicamente sui minuti d’impiego per difendere anche per i compagni. Non regalerà stoppate o schiacciate da highlights, ma come atletismo è devastante. Ha un’energia quasi inesauribile, che gli permette di essere costante nel corso di ogni match senza patire debiti d’ossigeno.
White 9. Un voto in più per due motivi: ha un’elevazione che ricorda tanto Leonel Marshall (pallavolista cubano che, in elevazione, raggiunge con la punta delle dita i 382 cm dal suolo) e un’esplosività devastante. La sua specialità è la schiacciata dalla linea del tiro libero, movimento che ha perfezionato già al college con i Cincinnati Bearcats; questo la dice lunga sull’atletismo di un giocatore che fa di questo aspetto del gioco un suo grande punto di forza.

TIRO DA 3 PUNTI
Moss 9. Il suo 39.9% di media in carriera nella Serie A è un dato abbastanza eloquente: micidiale negli angoli e sugli scarichi, con una meccanica di tiro tanto bella quanto efficace. Negli ultimi anni sta prendendo confidenza anche con la tripla dal palleggio, specialmente se è a sinistra del canestro. Sicuramente il tiro dalla lunga distanza è un’arma che fa di Moss un giocatore silenzioso ma mortifero offensivamente.
White 7. Le percentuali dell’ala di Reggio Emilia scendono al 31.5% di media nella carriera italiana, ma sono comunque discrete. Proprio quest’anno sta vivendo una stagione ottima al tiro pesante (36.6% da 3 punti in stagione), ma permane un’incostanza che ne limita l’efficacia: infatti, in 10 gare su 25 totali non ha realizzato nemmeno una tripla nonostante i 2.3 tentativi di media in quelle 10 partite.

ATTACCO
Moss 8. Secondo me, offensivamente è molto sottovaluto perché ci si concentra solo su quanto fa nella metà campo difensiva. Tuttavia, segna 10.3 punti di media in Serie A, non certo noccioline: non sarebbe logico fare una media dei tiri presi a partita, perché il suo gioco offensivo si è evoluto e perfezionato nel corso del tempo, specialmente nei 3 anni con la maglia di Siena. Moss si è evoluto in un giocatore perimetrale, senza però dimenticarsi le sue abilità spalle a canestro e in post.
White 9. Semplicemente devastante in attacco: 17.9 punti di media nella sua carriera italiana finora. In transizione è micidiale, ma i suoi punti di forza sono la penetrazione in isolamento e le triple sugli scarichi. Ultimamente, poi, è migliorato anche nel gioco in post basso, dove era alquanto carente. Costantemente in doppia cifra (quest’anno ha segnato meno di 10 punti in sole 2 partite su 25) è letteralmente una macchina da punti nel campionato italiano.

DIFESA
Moss 10. Credevo che la sua fantomatica difesa fosse più leggenda che realtà, ma mi sbagliavo. Dal vivo la sua difesa è ancora più arcigna e asfissiante di quanto non sembri in televisione: controllo del corpo perfetto, scivolamenti incredibili e velocità di gambe bruciante. Moss è un sinonimo del termine “difesa” che potreste trovare in un dizionario o in un’enciclopedia: ciliegina sulla torta sono i recuperi sensazionali che piazza a ogni partita.
White 6. Non è un grande difensore e ha tante lacune: la difesa in post e sul perimetro sono punti deboli di un giocatore che potrebbe, e dovrebbe, migliorare molto in difesa. Di buono c’è che recupera tanti palloni (1.6 recuperi di media nel campionato italiano), ma non può bastare. Se difendesse la metà di come attacca, tuttavia, non l’avremmo mai visto in Serie A.

MENTALITA’
Moss 9. Bisognerebbe tenere lezioni universitarie sulla sua mentalità: mai visto giocatore che ha la stessa mentalità in ogni partita, e questo è tutto merito degli anni passati a Siena in quel gruppo fenomenale. Entra in campo e la sua squadra cambia faccia, facendo un salto di qualità imbarazzante per gli altri. Giocatore decisivo come pochi ai fini del risultato di una partita, che non trema mai quando la palla scotta davvero. Quello che mancava a Milano, per dirla breve.
White 7.5. Sicuramente una mentalità differente, nonostante l’esperienza Nba maturata a San Antonio, Houston e New York. White è un giocatore cui affidarsi nei momenti caldi del match, ma non ha quella mentalità vincente che possiede Moss; sicuramente un elemento su cui fare affidamento anche quando le percentuali non lo consigliano molto.

RIMBALZI
Moss 8. 4.0 rimbalzi di media, per un giocatore che non ha il rimbalzo come punto di forza, è un dato interessante. Abile nel prendere posizione sotto canestro e molto reattivo nel taglia fuori, prendere rimbalzi più per disposizione e intelligenza cestistica che per puro atletismo. Anche in questo dimostra di essere un giocatore totale.
White 8.5. Mezzo voto in più all’ala di Reggio Emilia, poiché grazie al suo atletismo conquista 4.7 rimbalzi di media nella sua carriera italiana. Rispetto a Moss è meno disciplinato nella visione del rimbalzo, ma sopperisce a questa mancanza con un atletismo illegale, almeno in Italia.

Per questo confronto sono solo 6 le voci statistiche su cui paragonare i due giocatori, ma credo di aver esaminato ampiamente il modo di giocare di entrambi, per quanto fosse possibile mettere i due giocatori a paragone senza sconfinare in luoghi comuni e false statistiche. Siete d’accordo con questi voti oppure no? Fatecelo sapere commentando l’articolo sui social network!