1vs1: Keith Langford vs Drake Diener

Sarà la primavera in arrivo, o più realisticamente la quantità di gnocca che si scoscia con l’aumentare delle temperature, ma è un periodo ricco di nuove rubriche: l’ultima nata in casa MY-Basket.it si chiama “1vs1” e mette a confronto pari ruolo che giocano nella Serie A, in una sorta di pagellone globale. Daremo i voti a 10 voci statistiche, proprio come se si trattasse di una pagella scolastica, e vorremmo che per ogni puntata voi esprimeste i vostri voti personali, magari motivando perché siete in disaccordo oppure perché avallate le nostre votazioni. Questa nuova rubrica sarà pubblicata ogni giovedì, e vedrà sfidarsi i protagonisti, stranieri e italiani, del nostro campionato, senza disdegnare sfide tra giovani prospetti. Una premessa è doverosa: i voti non possono tener conto dei sistemi di gioco, delle ambizioni delle squadre in cui giocano i singoli giocatori, e nemmeno delle annate migliori o peggiori; semplicemente si tratta di valutazioni globali, per quanto dimostrato in Serie A finora, a prescindere da dove si è giocato e da quanto si è vinto. Sembrerebbe un’utopia, anche perché valutare il contesto in cui opera ogni singolo giocatore è spesso, e volentieri, fondamentale per comprenderne l’impatto e le prestazioni, ma se dovessimo valutare ogni singolo aspetto (di squadra e singolare) non potremmo riuscire nel nostro obiettivo: quello di paragonare semplicemente due giocatori, per quanto visto finora, anche se il paragone sembri, a prima vista, impossibile.

1vs1 si apre con la sfida tra Keith Langford, guardia dell’EA7 Emporio Armani, alla 4° stagione in Serie A (con le maglie di Biella, Bologna e Milano) e Drake Diener, guardia della Dinamo Sassari, alla sua 7° stagione nel Bel Paese (con le maglie di Capo d’Orlando, Siena, Avellino, Teramo e Sassari).

REALIZZAZIONE
Langford 10. Realizzatore sublime, con una varietà di soluzioni da far impallidire chiunque in Europa: tra penetrazioni (spesso con fallo subito), triple dal palleggio, gioco in post e arresto e tiro sono un discreto bagaglio tecnico offensivo, oserei dire. Le percentuali al tiro, poi, sono da star: in 4 stagioni di Serie A, la guardia di Fort Worth tira col 58.1 % da 2 punti e col 41.1% da 3, viaggiando complessivamente a 15.0 punti di media a gara.
Diener 10. Ok il sistema di Sassari, ok la coppia spaziale col cugino, ok anche il fatto che vive un po’ troppo del tiro pesante, ma signori stiamo parlando comunque di un giocatore che, più invecchia, più segna (nonostante il suo minutaggio diminuisca). In 7 stagioni italiane, 14.7 punti di media con il 55.6% da 2 punti e il 41.5% da 3.

1vs1
Langford 10. Illegale in Europa, figuriamoci in Italia: ad oggi, la sua principale arma, capace di mettere in crisi qualsiasi difesa anche palla in mano nel partire 1vs5 (situazione vista spesso anche sotto l’attuale gestione Banchi). Un’esplosività e un controllo del corpo lodevoli, che gli permettono di essere micidiale in qualsiasi situazione. In quello che in italiano chiameremmo “attacco individuale”, Langford è probabilmente il top che c’è oggi in Europa.
Diener 7.5. Un voto che non può non tener conto della differenza fisico/atletica tra i due (del resto, guarire dal Morbo di Crohn ha qualche implicazione nell’atletismo della guardia di Sassari), ma che si basa molto sulla capacità di crearsi tiri aperti nonostante qualche limite fisico.

PRIMO PASSO
Langford 10. Punto di forza del giocatore biancorosso, come testimonia la media di 4.6 falli subiti nelle stagioni italiane (che salgono a 5.8 nelle 5 stagioni di Eurolega). Impressionante come lasci sul posto il difensore, specialmente quando dal palleggio va a sinistra per poi appoggiare il facile layup al tabellone.
Diener 7.5. Discorso simile a quanto fatto per l’1vs1: non è questa una caratteristica in cui Diener può competere col giocatore di Milano, ma comunque Drake si difende bene. Forse il fatto di essersi specializzato come tiratore micidiale dalla distanza ne ha ridotto le abilità in penetrazione e primo passo, ma nell’ultimo anno a Teramo Diener ha fatto vedere giocate spettacolari anche grazie al primo passo in partenza.

ASSIST-GIOCO DI SQUADRA
Langford 7. Innegabile come Keith tenda a prendersi troppe responsabilità offensive (specialmente 1vs5) in circostanze quando potrebbe benissimo far circolare di più la palla. A sua difesa, devo ammettere che quest’anno sta coinvolgendo i compagni molto più di quanto facesse durante la gestione Scariolo e durante gli anni russi. I 2.0 assist di media in Italia giustificano comunque un discreto 7 in pagella.
Diener 8.5. Solo 0.7 assist di media in più rispetto a Langford tra tutte le stagioni italiane, ma una capacità di coinvolgere i compagni sicuramente più efficace e affinata; emblematico il fatto che Diener smazzi assist anche se in squadra si ritrova a giocare contemporaneamente col cugino Travis oppure con Marques Green.

RIMBALZI
Langford 7. 3.8 rimbalzi di media nelle stagioni italiane non sono una statistica niente male, soprattutto se giochi guardia e non ti curi granché della fase difensiva. Tuttavia, nelle ultime due stagioni in maglia Olimpia, Langford ha ridotto considerevolmente i rimbalzi conquistati rispetto a quanto fatto a Biella e Bologna: certo, il ruolo è diverso e più specialistico, ma da un buon atleta come lui mi aspettavo qualcosa di meglio.
Diener 7.5. Stesso ruolo, meno atletismo ma 4.6 rimbalzi di media tra tutte le annate italiane (con highs di 10 rimbalzi in 5 stagioni su 7 disputate in Italia). Senso della posizione notevole, specialmente a rimbalzo offensivo, ma buona presenza anche difensivamente.

DIFESA
Langford 6. A prescindere dall’anno di Scariolo, dove manco un muro sarebbe stato capace di fermare gli avversari, è innegabile che Keith sia abbastanza scarso difensivamente, soprattutto nel tenere l’uomo e nei raddoppi (questi sconosciuti!). Il 6 è dovuto al fatto che, in un contesto difensivo come quello di Banchi, anche Langford trova attualmente una sua dimensione, abbastanza degna.
Diener 7. Sicuramente migliore di Langford, anche se non eccelle. Tuttavia, in un sistema tipicamente offensivo come quello di coach Sacchetti, Diener riesce comunque a contenere spesso e volentieri l’avversario diretto, nonostante le carenze atletiche di cui abbiamo parlato sopra.

LEADERSHIP
Langford 7. In questo aspetto della nostra classifica la guardia milanese sta migliorando, anche se è lontano dall’essere un uomo squadra. Certo, è innegabile che in molte partite faccia pentole e coperchi, un po’ come il Diavolo, ma questo non significa essere leader in campo: quando conta e l’avversario è forte, Langford raramente risponde presente.
Diener 8.5. Altra storia per quanto riguarda il Drake: un esempio su tutti, i quarti di finale della Coppa Italia appena vinta, proprio contro Milano. Ha l’innaturale capacità di prendere per mano i compagni di squadra e di tirarli fuori dai momenti bui, con giocate ai limiti del possibile. Insieme al cugino Travis, ha una mentalità vincente che pochi in Italia possiedono.

FREDDEZZA NEI MOMENTI CLOU
Langford 6.5. Forse il mio voto è più per amore del giocatore che per realtà dei fatti; quando conta, quando la palla scotta ed è importante non sbagliare, Langford si nasconde oppure fallisce. Mi spiace, ma devo ammetterlo perché è un dato di fatto. Questo non significa che sia un perdente, ma semplicemente la mano trema troppo quando il libero o il tiro dalla media conta più che nelle altre occasioni.
Diener 9.5. Alzi la mano chi è contro a questo voto, cosicché possa prenotargli un viaggio in un convento di clausura per una profonda meditazione di qualche mese. Se il 10 lo merita gente come Navarro, Diamantidis o Spanoulis, Diener ha comunque dimostrato di poter vincere almeno 5-6 partite da solo all’anno in Italia. Coppa Italia docet, per la gioia dei milanesi.

CREARE TIRI DAL PALLEGGIO
Langford 9. Indubbiamente è una qualità che la guardia di Milano possiede e sfrutta bene, specialmente nel tiro dalla media e da 3 punti, anche se il ball handling non è così fuori categoria come quello di altri giocatori americani. Spaventosa la capacità di segnare dal palleggio nella metà sinistra del campo, ma non indifferenti i risultati anche nella destra.
Diener 8. Inizialmente pensavo a un 9 anche per il ragazzo di Fond du Lac, poi però ho pensato che dal palleggio crea spesso e volentieri le sue solite triple impossibili da 150 metri e oltre: diciamo un po’ troppo monodimensionale per prendere lo stesso voto di Langford. Tuttavia, se ci fosse una voce “tiro da 3 punti” al Drake dovrei attribuire un “over the top”.

LETTURA DEL GIOCO
Langford 6.5. Le scelte di isolamenti 1vs5 e le forzature (anche se spesso positive) che prende in molte circostanze ne limitano una lettura del gioco, comunque positiva per larghi tratti dei match. Manca quel qualcosa in più, anche se da un realizzatore come Keith non ci si aspetta certo un salto di qualità in questa voce statistica.
Diener 7.5. La guardia di Sassari ha più capacità di lettura di quanto sta succedendo nell’azione e trova più volentieri la scelta migliore rispetto a quanto faccia Langford. Il voto in più è anche frutto della visione che Diener ha dell’inerzia del match: se guardate attentamente le sue partite, le triple arrivano quando c’è da cambiare inerzia al match, non quando c’è da consolidare un vantaggio, come invece succede per quelle di Langford.

Insomma, questi sono i miei personali voti alle due guardie che stanno letteralmente dominando la Serie A 2013-2014 (anche se stravedo per Adrian Banks, e nella prossima puntata dovrò per forza parlare della guardia di Varese); siete d’accordo? Mi considerate un pirla? Il basket è strano? Siete come Scariolo e mi direte che “il basket è uno sport complesso e non è da tutti capirlo e saperlo interpretare? FATEMELO SAPERE COMMENTANDO, LA VOSTRA OPINIONE CONTA PIU’ DELLA MIA.