1vs1: Oderah Anosike vs Trevor Mbakwe

Altro giovedì, altro appuntamento con 1vs1: a confronto, stavolta, due centri che stanno dominando l’attuale Serie A, seppur giocando in due contesti completamente differenti. Oderah Anosike, centro classe 1991, alla prima stagione in Italia, con la maglia di Pesaro e Trevor Mbakwe, numero 32 dell’Acea Roma, classe 1989, anch’egli alla prima esperienza nel campionato italiano. Mettere a confronto due centri è un’arte piena di trappole e insidie, specialmente se i due centri non hanno caratteristiche simili; certo, direte voi, questo discorso vale per qualsiasi ruolo nella pallacanestro moderna, ma credo che proprio il ruolo di 5 abbia subito enormi trasformazioni nel corso del tempo, sia come specificità richieste che come modo di giocare, vicino e lontano a canestro. Oggi, specialmente, distinguiamo il centro verticale, dotato di grande atletismo e dinamicità, dal centro più perimetrale, magari meno mobile e più macchinoso sotto canestro, ma sicuramente con un gioco offensivo più completo, essendo capace anche di giocare lontano da canestro e prendersi qualche tripla. In questo “1vs1”, tuttavia, Anosike e Mbakwe rappresentano al meglio il prototipo del centro verticale, pur avendo mani discretamente educate e capacità difensive al di sopra della media.

RIMBALZI
Anosike 9. Finora 12.4 rimbalzi di media in 35′ di utilizzo, con un high di 22 contro Avellino. Nonostante i 203 cm di altezza, è letteralmente una macchina da rimbalzi, anche offensivi (4.6 di media a partita). Ciò che sorprende è l’ottimo senso della posizione che ha sotto i tabelloni, oltre a un’esplosività già ampiamente dimostrata ai Siena Saints negli ultimi 2 anni. Ad oggi, i rimbalzi sono uno dei punti di forza di un giocatore che ha ancora moltissimi margini di miglioramento.
Mbakwe 8.5. Mezzo voto in meno, ma solamente per le statistiche: 10 rimbalzi di media in 28.3′ di gioco, con un high di 21 contro Reggio Emilia. Anche qui, le doti atletiche sono fenomenali, ma il senso della posizione tende a essere inferiore rispetto al centro di Pesaro. Buona costanza anche nelle prestazioni, visto che solo in 4 occasioni su 24, il 32 romano conquista meno di 6 rimbalzi.

STOPPATE
Anosike 6. Sicuramente ci si aspettava qualcosa di meglio rispetto alle 0.5 stoppate di media (visto e considerato che in NCAA viaggiava a 1 stoppata a partita nelle ultime due stagioni). Tuttavia, sono felice di dare una sufficienza scarsa a questa voce: ciò significa che, in difesa, il centro di Pesaro non è il solito canguro che abbocca anche alla più banale delle finte avversarie. Certo è che, da un atleta come lui, mi aspetto un salto di qualità.
Mbakwe 8.5. 1.6 stoppate a partita, un dato che farebbe esaltare molti cultori del gesto atletico, ma che personalmente è una lama a doppio taglio, come spiegato anche nel caso di Anosike. La propensione alla stoppata è una dote, più che una pecca, solo se il controllo del corpo è abbinato a una velocità di gambe e pensiero che permette di non saltare anche alla finta più elementare (prendete Lawal come esempio). Certamente il voto è ottimo, ma solo se si inquadra il gesto atletico.

TIRI LIBERI
Anosike 7. Va tanto in lunetta (6.3 tentativi a partita) e tira col 60%, cifra onestissima per un centro con le sue caratteristiche. A volte, però, è troppo incostante: alterna prestazioni degne di nota a veri e propri pianti dalla linea della carità (5/12 contro Montegranaro e 1/6 contro Varese). Diciamo che non è un aspetto del gioco in cui pecca, ma ci si può lavorare sopra.
Mbakwe 8. Tira meno liberi rispetto all’avversario, ma con miglior precisione (72.8%) e non pecca d’incostanza nella percentuale di realizzazione. Mano educata e movimento armonico nell’esecuzione del libero sono merce rarissima da trovare in un centro, al giorno d’oggi.

DIFESA
Anosike 8. Come anticipato prima, possiede una buona lettura del gioco avversario, non abboccando così facilmente alle finte altrui. Interessante è il modo in cui riesce a tagliare fuori centri avversari fisicamente più grossi di lui, ponendosi in mezzo tra la linea di passaggio e l’avversario, impedendo così una facile ricezione sotto canestro. Se imparasse a spendere qualche di più qualche fallo tattico, staremmo parlando di un giocatore che potrebbe dominare la Serie A per anni.
Mbakwe 7. Non possiede le stesse qualità difensive del centro pesarese e, a volte, paga dazio anche contro centri più statici di lui. Indubbiamente qualche margine di miglioramento c’è, ma bisogna cominciare a capire che difendere non significa solo stoppare. Anche in NCAA era troppo propenso al salto, senza cercare di rimanere sull’uomo lavorando col fisico, per impedirgli di usare il piede perno sotto canestro.

ATTACCO
Anosike 8. Ottimo controllo del corpo e buon giocatore di pick&roll, capace di combinare un’atletismo spaventoso a una buona tecnica di base. Sa quando appoggiarsi al tabellone, per evitare la stoppata avversaria, e quando invece esibirsi in schiacciate mostruose. Non disdegna nemmeno tiri dalla media, a dimostrazione di una mano educata ed efficace (60.9% da 2 punti di media in stagione).
Mbakwe 7. Monodimensionale rispetto all’avversario, anche se non è male nemmeno in post (già ai Minnesota Golden Gophers aveva dimostrato di saper giocare sotto i tabelloni, pur giocando spesso da 4). Il voto in meno è solo perché a volte non sa prendere la scelta giusta e si intestardisce troppo nella ricerca della giocata spettacolare. Atleticamente, comunque, devastante, ma le 2 schiacciate sui 6.2 tiri presi a partita la dicono lunga sul suo bagaglio offensivo.

PICK AND ROLL
Anosike 8. Buon giocatore di pick&roll anche se pecca un po’ nel senso della posizione; c’è anche da dire che Pesaro ha giocato fino a fine gennaio senza un vero playmaker di ruolo, quindi la valutazione è alquanto affrettata. Certamente, con un altro play potrebbe sfruttare di più la sua abilità nel rollare.
Mbakwe 9. Rispetto al centro di Pesaro, Mbakwe ha più verticalità e senso della posizione, che gli permettono di essere un giocatore che rolla decisamente meglio. Nonostante l’infortunio di Taylor, ha trovato una buona sintonia con Goss e Mayo, portando avanti le sue qualità nel rollare.

REALIZZAZIONE
Anosike 8.5. 15.6 punti di media a gara, col 60.9% da 2 punti e un high di 25 contro Cantù; inoltre, sono ben 6 le prestazioni oltre i 20 punti inanellate finora. Terminale offensivo di riferimento per Pesaro, quindi la statistica va rapportata al fatto che prende quasi 10 tiri a partita (9.7). Tuttavia, è indubbio che abbia tanti punti nelle mani e possa colmare le lacune di un roster che fino a qualche mese fa non era certo competitivo.
Mbakwe 7.5. 9.5 punti a partita tirando con il 57% da 2 punti; un high di 23 contro Bologna, ma un’incostanza molto marcata (ben 10 partite in cui ha segnato meno punti di quanti non ne faccia di media). Meno punti nelle mani rispetto al pari ruolo di Pesaro, ma vorrei vederlo inserito in un altro contesto di gioco, con un play che lo inneschi come si deve.

ATLETISMO
Anosike 8. Sarà una paragone azzardato, ma in prospettiva mi ricorda Dunston: sottodimensionato (soli 203 cm di altezza), ma con un fisico dominante, capace di lottare sotto canestro con avversari molto più alti di lui. Anche la media di recuperi (1.2 a partita) dimostra che, atleticamente, Anosike è reattivo ed esplosivo al punto giusto.
Mbakwe 8. Stesso voto anche per il centro dell’Acea, seppur dimostri maggior atletismo nelle schiacciate e nelle stoppate. Tuttavia, parlare di esplosività sotto canestro è un conto, ma cosa ben diversa è trattare di atletismo in tutte le sue sfumature. Potrebbe migliorare atleticamente in marcatura e nel tagliare fuori l’avversario spalle a canestro, ma a 25 anni non vedo grandissimi margini di miglioramento.

In questo pagellone sono solamente 8 le voci statistiche analizzate, perché mi sembravano quelle più adatte a creare un confronto adeguato tra i due centri, rispettivamente di Pesaro e Roma. Siete d’accordo con queste valutazioni? Oppure vi sembra doveroso modificare qualche voto, in positivo o in negativo? Fatecelo sapere commentando l’articolo, ma ricordate una cosa: di Anosike sentiremo parlare ancora tanto se deciderà di rimanere in Europa a giocarsi le sue carte.