1vs1: Travis Diener vs Andrea Cinciarini

Nuova puntata della rubrica di “1vs1”: stavolta parliamo di due playmaker che stanno disputando stagioni diametralmente opposte. Da un lato, Travis Diener, play del Banco di Sardegna Sassari, alla sua 4° stagione in Serie A (tutte con la maglia di Sassari), dall’altro Andrea Cinciarini, mente della Grissin Bon Reggio Emilia, alla 6° stagione nel massimo campionato italiano (con le maglie di Montegranaro, Cantù e Reggio Emilia), poiché non considero rilevante il minuto giocato nella stagione 2003-2004 con la maglia della Scavolini Pesaro. I due giocatori, come detto, stanno vivendo due stagioni diverse: mentre Diener sta faticando più del previsto (anche a causa di qualche fastidio fisico che lo tormenta sempre), Cinciarini si candida a essere il miglior play del campionato e, a mio parere, il miglior giocatore italiano della competizione. Paragoniamo i due playmaker in un pagellone globale, composto di varie voci statistiche, cercando di evidenziare pregi e difetti per ognuno dei due, in tutti gli aspetti del gioco.

REALIZZAZIONE
Diener 8.5. Per essere un playmaker vecchio stile (uno di quelli che smazza tanti assist e predilige far giocare i compagni anziché mettersi sempre in proprio) è un gran realizzatore: 13.2 punti ad allacciata di scarpe nella sua esperienza italiana, nonostante l’ultima stagione sia la peggiore in fase di realizzazione (8.1 punti di media a gara quest’anno). Nonostante un fisico di cristallo e un atletismo discreto, il play di Sassari sa essere una macchina da punti, ma con intelligenza. Raramente ho visto Diener forzare per cercare di migliorare il proprio tabellino personale, anziché aiutare la squadra a vincere.
Cinciarini 7.5. 7.1 punti di media a gara in Serie A, ma bisogna dire due cose: da quando è alla guida di Reggio Emilia, le sue cifre sono salite a 12.3 punti di media a gara, cifra considerevole; inoltre, Cinciarini è al centro di un progetto solo da due anni, perché nelle esperienze passate non godeva certo di una fiducia illimitata (specialmente a Cantù, parentesi negativa della sua carriera). In Emilia ha ritrovato una leadership che doveva solo essere rispolverata, diventando un grande realizzatore nonostante qualche lacuna offensiva persistente.

RIMBALZI
Diener 7. In Italia cattura 2.9 rimbalzi a partita, nonostante l’atletismo non sia il suo pezzo forte. Ottimo senso della posizione e discreta abilità nel taglia fuori ne fanno un buon rimbalzista, a prescindere da quanto si possa pensare. A volte regala anche prestazioni incredibili: al primo anno in Sardegna, nella gara di ritorno contro Varese, stabilì il suo high italiano di rimbalzi, catturandone ben 10, andando in doppia-doppia grazie ai 24 punti realizzati. Certo, il rimbalzo non è l’aspetto che predilige, anche se non sfigura per il ruolo che ha.
Cinciarini 8. Non fatevi ingannare dalla sua media rimbalzi (2.6 a partita) perché, seppur considerando il minutaggio ridotto della sua prima parte di carriera, ne cattura quasi quanti il suo avversario. Nelle ultime due stagioni, tuttavia, viaggia a 4.7 rimbalzi di media, mettendo in mostra un grande atletismo e un ottimo senso della posizione, anche a rimbalzo offensivo. Certo, i voti sono sulla base di quanto fatto vedere in tutta l’esperienza italiana del giocatore, altrimenti il play di Reggio meriterebbe, almeno, un voto in più.

DIFESA
Diener 6. Si dice spesso che sia un telepass, ma non è del tutto. Sicuramente la difesa non è da top player, ma Diener sa arrangiarsi, quando vuole: già, perché il problema, secondo me, è la voglia di applicarsi e sbattersi in difesa. Inoltre, il sistema di coach Sacchetti non è certo uno di quelli che predilige l’aspetto difensivo, anzi tende a metterlo in secondo, se non in terzo, piano. Il suo high di recuperi (4, per tre stagioni consecutivi, prima delle difficoltà attuali) dimostra comunque che in qualche aspetto difensivo può essere importante.
Cinciarini 7.5. Grazie alla sua stazza fisica e al suo atletismo può difendere bene su due ruoli (play e guardia), senza pagare dazio a nessuno dei due. Nelle ultime due stagioni, poi, ha dimostrato ottime abilità come ruba palloni (1.5 rubate di media) e come difensore in post. Il salto di qualità difensiva, comunque, è stato più un fattore mentale che tecnico, potendo godere della fiducia costante di compagni e allenatore.

ASSIST – VISIONE DI GIOCO
Diener 9. Il miglior playmaker del campionato in fase di creazione del gioco, ma soprattutto in creatività. 5.7 assist a partita in Serie A, con high di 14 e andando in doppia cifra di passaggi vincenti per 12 partite in 4 stagioni (circa 1 partita su 10). Abilissimo nel giocare il pick&roll, fenomenale nel mettere in ritmo qualunque compagno e spettacolare con assist che sfidano i limiti delle leggi della fisica. Vederlo giocare è un piacere per chi ama il playmaker vecchio stile.
Cinciarini 8. Anche qui, la media di 2.5 assist a partita in campionato può trarre in inganno. Per un paragone più attendibile, consideriamo le ultime due stagioni italiane: Cinciarini viaggia a 5.6 assist a partita di media, dimostrandosi uno dei primi play per assistenze. Migliorato tantissimo nell’impostare il gioco da quando è a Reggio Emilia, riesce ad esprimersi sempre ad alti livelli ultimamente, senza andare in debito di idee come accadeva a Montegranaro o Cantù. Secondo me, in questo, è servita molto l’esperienza in Nazionale a Eurobasket 2013.

ATLETISMO – FISICO
Diener 6. Fisico di cristallo, costellato da continui infortuni: è chiaro che, se così non fosse, Diener probabilmente avrebbe fatto un altro tipo di carriera. Nonostante continui acciacchi, comunque, riesce sempre a essere costante nel corso di ogni match, a differenza di altri giocatori che, giocando allo stesso modo, devono tirare il fiato più di quanto non lo faccia lui. Questo dimostra quanto la sua intelligenza cestistica sopperisce a un fisico non certo marmoreo.
Cinciarini 7.5. Atleticamente di un altro livello rispetto al sassarese, come dimostrato già alla voce “rimbalzi”. La crescita di Cinciarini (mentale, ma anche fisica) è una nota importante per il basket italiano, costantemente alla ricerca di playmaker che possano indossare la divisa della Nazionale.

TIRO DA 3 PUNTI
Diener 8.5. In Italia viaggia al 37.9% di media dall’arco, dimostrandosi specialista della tripla frontale dal palleggio. Cifre importanti per un giocatore che tenta quasi 5 triple a partita, ma soprattutto per il ruolo che ricopre. Quest’anno sta vivendo la peggior stagione al tiro pesante (34.2% da 3 punti, in stagione), forse anche a causa di qualche infortunio non del tutto risolto. Meccanica di tiro e rilascio, comunque, sono da primo della classe.
Cinciarini 6.5. Giocatore poco perimetrale, che preferisce la penetrazione o l’arresto e tiro alle triple. In Italia prende 1.5 triple a partita, ma viaggia al 29% dalla distanza: le percentuali sono da migliorare per fare il definitivo salto di qualità, anche perché potrebbe essere letale a 360 gradi se riuscisse a costruire un tiro importante e affidabile anche dall’arco.