3 “rookie” che hanno impressionato nella Serie A 2013/2014

Con i Playoff che si stanno avviando a dare le ultime risposte, è tempo di fare qualche bilancio sulle nuove conoscenze che hanno reso interessante quest’annata di Serie A. Vi propongo qui quelli che, secondo la mia personalissima opinione, sono stati i 5 rookie più interessanti della stagione regolare e (eventualmente) della prima parte di Playoff. Non si tratta di una classifica, in cui voglio scegliere 5 posizioni in graduatoria, bensì di un’analisi veloce sui 5 “nuovi” che più mi hanno colpito, a prescindere da ruolo, età, squadra di appartenenza e così via.

Che poi, il concetto di rookie ha una storia alquanto bizzarra, come la terminologia della parola. Infatti, l’Oxford English Dictionary afferma che le origini del termine sono alquanto incerte: probabilmente è una storpiatura del termine “recruit”, che in italiano significa recluta. Sarà per questo che, nella credenza popolare, ognuno di noi attribuisce un significato diverso al concetto di rookie. C’è chi parla di rookie come quel giocatore al primo anno di professionisto; c’è chi, invece, considera rookie anche i giocatori alla prima stagione in un determinato campionato (come, appunto, farò io). Insomma, possiamo dire che il concetto di rookie è un po’ come quello di “migliore”: ognuno ha il suo.

1) JEROME DYSON, guardia, Enel Brindisi. 

 stat medie   PARTITE  MINUTI  PPG  FG %  % 3  RPG  APG  SPG  VAL
 RS  29  29.2  16.9  45.6  35.9  3.8  3.3  1.6  17.1
 PLAYOFF  3  29.0  20.7  42.9  40.0  2.6  1.7  1.3  13.7

Al primo anno in Italia è stato una sorpresa piacevolissima nell’ottima stagione della squadra di coach Bucchi. A 27 anni ha raggiunto una maturazione notevole, dimostrando subito un grande impatto sul nostro campionato. Devastante in campo aperto e in transizione, grazie a proprietà di palleggio notevoli (nonostante forse tenda ad ampliare molto il movimento di palleggio, esponendosi alle interferenze avversarie più di quanto dovrebbe), ottimo in penetrazione, con un gran controllo del corpo e un equilibrio fuori dal comune; inoltre, la sua capacità di piazzare triple dal palleggio (specialmente fronte a canestro) lo rende poco battezzabile dal difensore avversario. Atleticamente è esplosivo, grazie a un campo di passo devastante e una coordinazione eccellente. Sicuramente, se Brindisi è andata ai Playoff, tanto è anche merito di Dyson. Le sue abilità nel servire i compagni, poi, si fanno apprezzare per la sua capacità di leggere la difesa nel pitturato per servire alley-oop tanto spettacolari quanto efficaci.

2) TREVOR MBAKWE, centro, Acea Roma.

 stat medie   PARTITE  MINUTI  PPG   FG%  % TL  ROPG  RPG  BPG  VAL
 RS  29  27.8  9.9  58.5  74.8  3.1  9.3  1.6  16.1
 PLAYOFF  7  29.9  13.4  64.7  83.3  5.0  12.9  1.3  23.0

Ha dato vita al duello con Anosike per la palma di miglior centro della Serie A, dominando ben più di qualche partita. E’ un centro verticale, con un gran fisico e buoni movimenti in attacco, seppure a volte fatichi ad esprimere il suo potenziale come potrebbe; dovrebbe migliorare l’uso del piede perno, sebbene non sia un centro indisciplinato, incapace di muoversi spalle a canestro. La sua dote che più mi ha colpito è la capacità di seguire l’avversario anche dopo averlo perso sul primo passo, per poi rifilargli stoppate cosmiche. Mbakwe è sicuramente un buon rollante, anche se a volte pecca a difendere sullo stesso fondamentale: potremmo definirlo il classico esempio di centro moderno, non altissimo ma esplosivo e con buona tecnica di base. A 25 anni, alla prima stagione in Italia, sta mettendo in crisi i campioni d’Italia di Siena, con la sua dominante presenza sotto i tabelloni, in questi Playoff. Inoltre, per essere un centro verticale ed esplosivo ha una caratteristica molto importante, che tende a difettare in giocatori di questo tipo: una mano educata ai liberi e nei tiri in post. 12 doppie-doppie stagionali (5 consecutive nei Playoff) esprimono chiaramente quanto il centro di Roma sia dominante sotto i tabelloni; per lui, si parla di un interessamento dell’Olimpia Milano, ma personalmente credo che sia meglio scegliere un’altra destinazione, perché stiamo vedendo tutti come sta andando a finire Lawal in maglia milanese. Speriamo solo che l’infortunio alla caviglia, patito in Gara-5 contro Siena, non sia nulla di grave e gli permetta di rientrare già domani sera.

3) ODERAH ANOSIKE, centro, Victoria Libertas Pesaro.

 stat medie  PARTITE  MINUTI  PPG  FG %  % TL   ROPG  RPG  SPG  VAL
 RS  30  35.3  14.4  57.8  55.7  4.8  13.0  1.2  22.8

Semplicemente dominante e con ampi margini di miglioramento. A 23 anni (classe 1991) Anosike è stato la scommessa, stravinta, di Pesaro, che ha puntato moltissimo su di lui. Ha deciso di chiudere la stagione in Francia, con la maglia di Strasburgo, dove però non ha brillato tantissimo e non ha nemmeno giocato Gara-3 di finale, in cui Strasburgo ha perso il titolo francese contro il Limoges. Indubbiamente è un giocatore su cui puntare, ma solo se si è disposti ad approcciare un percorso di crescita condiviso squadra-giocatore. Infatti, ad oggi Anosike non mi sembra ancora pronto per palcoscenici come l’Eurolega, ma può sicuramente dominare in competizioni europee quali l’Eurocup o l’EuroChallenge. Deve migliorare un po’ la sua staticità nel giocare il pick&roll, ma è un talento in post e nel conquistare rimbalzi: quando prende posizione, difficilmente viene anticipato dall’avversario, dimostrando così di possedere una buona mobilità, anche se la corsa in campo aperto è un aspetto che va migliorato. Difensivamente potrebbe migliorare nelle letture del pick&roll avversario, magari evitando a volte di andare a difendere lontano da canestro, inventandosi raddoppi azzardati. I margini di miglioramento, però, sono evidenti e un palcoscenico importante potrebbe trasformare Anosike in un giocatore devastante.