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Alla scoperta di Adrian Banks, un giocatore dal sicuro rendimento per Brindisi

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Quest’anno noi di MY-Basket.it abbiamo deciso di impegnarci anche sul mercato italiano, in modo però differente dal solito: sul nostro sito non aspettatevi di trovare rumors o notizie in esclusiva, poiché per quello ci sono tanti portali dedicati, in primis Sportando.com. La nostra intenzione, invece, è quella di presentarvi, nel miglior modo possibile, tutti i giocatori più importanti o sconosciuti che si affacceranno alla nostra Serie A nella prossima stagione.

Per il quarto anno consecutivo, Adrian Banks giocherà nel nostro campionato. Una passione solida e reciproca, quella tra la Serie A1 e Banks, che ha vissuto però di alti e bassi. Dopo due stagioni ─ nella seconda, per la verità, arrivò a novembre ─ esaltanti a Varese, la guardia statunitense ha scelto di trasferirsi ad Avellino. Una stagione terrificante per il club irpino: nonostante le ambizioni e il roster di talento, i biancoverdi non sono andati oltre ai quarti di finale di Coppa Italia e non si sono nemmeno qualificati per i Playoff. Da un punto di vista individuale, Banks ha avuto un’annata più che discreta. Ma non è riuscito ad essere continuativamente il leader che serviva alla Sidigas per compiere il salto di qualità.

La firma di questo giocatore con la Enel Brindisi è importante sia per Banks sia per la squadra. Il nativo di Memphis è chiamato alla definitiva consacrazione dopo un percorso iniziato poco meno di tre anni fa proprio al PalaPentassuglia. No, nessun errore: l’esordio italiano di Banks avvenne in un Brindisi-Varese dell’ottobre 2012. E la guardia, che all’epoca vestiva la maglia biancorossa, diede un discreto dispiacere ai tifosi di Brindisi. Varese si conquistò l’overtime con un’incredibile rimonta nel finale di quarto quarto e Banks, nel supplementare, riuscì a segnare addirittura 15 punti, consegnando la vittoria agli ospiti. Sebbene all’esordio in Italia sia stato in grado di segnare 13.9 punti a partita in una squadra che è arrivata prima in regular season e in semifinale Playoff, per Banks la stagione migliore dal punto di vista individuale è stata senza dubbio la seconda a Varese. Arrivato per rilanciare una squadra in crisi e accolto con grande entusiasmo dal pubblico, il giocatore è presto diventato leader e le ha provate tutte per portare la Cimberio ai Playoff. I sogni varesini si sono infranti contro l’arbitro Paternicò e non nel senso che si sono verificati torti arbitrali: durante i minuti decisivi della sfida di fine stagione contro Siena, uno scontro fortuito tra Banks e Paternicò ha causato un infortunio al giocatore, impedendogli di tornare in campo. Privi del loro leader, i biancorossi hanno perso l’incontro. Banks ha chiuso quella stagione a 17 punti di media con il 53.3% da due e il 46.4% da tre. Ad Avellino, nonostante qualche difficoltà di troppo soprattutto nella parte iniziale della stagione, è comunque andato in doppia cifra in 25 partite su 30 di regular season.

Nel descrivere le caratteristiche di questo giocatore, partiamo dalla qualità che più lo ha reso gradito a Bucchi e al suo staff: il palleggio, arresto e tiro. In un contesto come quello di Brindisi, che ha saputo negli ultimi anni valorizzare gli attaccanti dal palleggio, Banks può decisamente essere il miglior marcatore della squadra con costanza. Nei tre anni in Italia, ha sempre avuto percentuali da due punti al di sopra del 50% ed è un autentico cecchino quando riesce a costruirsi lo spazio per il tiro dalla media. Di contro, non è un tiratore dall’arco troppo affidabile (35.5% in tre anni, statistica gonfiata dal 46.4% della seconda stagione) ed è più efficace dal palleggio che sugli scarichi. Le due annate a Varese gli hanno permesso di confrontarsi con ruoli diversi all’interno delle gerarchie della squadra: nella prima stagione è stato giocatore da sistema, nella seconda leader assoluto dell’attacco. Non ha steccato in nessuna delle due parti, facendosi apprezzare dai tifosi varesini per l’eleganza sul campo e per un elevatissimo impegno, caratteristica non sempre presente nei giocatori americani. E, nonostante la vocazione prettamente offensiva, non è affatto un giocatore egoista e, anzi, sa fiutare quali sono i momenti in cui servono i suoi tiri. Ha una buona visione di gioco (quasi 2 assist di media nelle tre stagioni italiane) ed è un ottimo palleggiatore, ma non per questo può avere grandi minuti da playmaker. In difesa sa rendersi utile, ma ogni tanto si deconcentra e non risulta efficace. Per il reparto esterni che si è delineato in quel di Brindisi, l’impressione è che Banks possa essere la risorsa fondamentale e primaria quando la squadra non gira, altrimenti le chiavi saranno affidate a Reynolds e l’ex-Varese si inserirà regolarmente nel flusso della squadra, situazione in cui comunque si trova a suo agio. Brindisi è andata sul sicuro con questa firma e si è assicurata un backcourt di alto livello. La scelta, inoltre, di due elementi complementari come Harris e Scott per lo spot di ala piccola permetterà a Bucchi di scegliere il giocatore migliore da affiancare a Reynolds-Banks in base alle situazioni.

ADRIAN BANKS
Data di nascita 9 febbraio 1986
Ruolo Guardia
Altezza 191 cm
Peso 88 kg
College Arkansas State (2006-2008)
Statistiche Serie A1 ‘14/’15 15.3 ppg, 2.6 rpg, 2.7 apg, 52.5 %2P, 30.7 mpg