Beko Serie A 2013-14, le pagelle della prima giornata

Parte con qualche botto e tante novità la stagione 2013-14 di Serie A Beko, e col ritorno dell’anno tornano anche le pagelle di My-Basket, che come al solito si propongono di evidenziare i migliori e i peggiori della giornata.

MARCO CRESPI 8

Non c’è dubbio. Il primo protagonista di questa nuova stagione è l’allenatore ex Casale Monferrato. Spesso discusso per i modi rudi, per un carattere a volte eccessivamente lunatico, ciò che non si può discutere è però la conoscenza della materia cestistica. Le sue squadre hanno quasi sempre espresso un gioco piacevole, ma quel che mancavano erano i risultati. Dopo il primo successo in carriera ottenuto da assistente di Luca Banchi per il coach è arrivata anche la prima affermazione da capo allenatore con la Supercoppa e il convincente successo casalingo contro Cremona è la conferma che anche quest’anno Siena lotterà per le prime posizioni.

BRINDISI E BOLOGNA 7

Le prime due sorprese del campionato vengono dalla Puglia e dall’Emilia, dove due squadre ben organizzate hanno avuto la meglio di due tra quelle che più si sono date da fare sul mercato estivo. Brindisi è la conferma di un progetto ambizioso, ma allo stesso tempo solido: non si spende più di quanto ci si può permettere e si punta su americani alla prima esperienza fuori dal college (anche se Micheal Snaer ha sparacchiato segnando solo 7 punti) o scommesse provenienti dalla Legadue come il promettente Delroy James; in panchina la guida di Piero Bucchi garantirà un’altra stagione tranquilla. Bologna da parte sua si candida ad essere una delle mine vaganti del campionato. Subito convincente Kasper Ware, ci sarà ancora da lavorare ma il gruppo è sembrato coeso ed unito, soprattutto nel settore lunghi dove hanno sfoderato una prova convincente sia King sia Motum, una coppia che può regalare soddisfazioni al pubblico bianconero che si gode una squadra giovane e che a tratti ha anche saputo dare spettacolo.

ROMA 6

Alla prima del nuovo corso targato Luca Dalmonte la Virtus si lascia indietro il passato e fa il suo in trasferta contro Montegranaro. Subito in sintonia la combinazione Goss-Hosley, una coppia che si propone di regalare emozioni e spettacolo al pubblico romano, reduce dalla miglior stagione recente della squadra giallo rosssa. C’è ancora molto su cui lavorare, come l’inserimento di Mbakwe ad esempio, ma il gruppo ha potenzialità, e se verrà dato il tempo di lavorare con serenità e senza esasperazione sarà possibile fare ancora molta strada. Da migliorare le percentuali da 3, anche se con l’assenza di Datome e con il solo D’Ercole a fungere da unico tiratore puro questo sarà uno dei settori più indeboliti dell’intera compagine capitolina, che dall’altra parte ha aggiunto atletismo con Hosley, un tipo di giocatore che l’anno scorso semplicemente mancava e dal quale passeranno gran parte dei successi di questa stagione.

MILANO E SASSARI 5

Impossibile da promuovere le due squadre che più hanno attinto dal mercato estivo. In particolare Milano non è riuscita ad imporsi su un campo pur non semplice come Brindisi, ma è innegabile che la qualità a disposizione di coach Banchi sia pressoché infinita. Ancora una volta però è stata quasi completamente rifondata la squadra che ha disputato la stagione scorsa, e allora la sconfitta all’esordio è forse leggermente più digeribile per l’Olimpia, la quale però fa di tutto per deludere i propri tifosi. Gentile espulso e nuovamente indisponente, Wallace e Samuels necessitano ancora di tempo per inserirsi, e Melli non li aiuta. Insomma, c’è tanto da fare, così come a Sassari dove pare abbastanza cervellotico l’acquisto di Marques Green (2 punti e 2 assist), così come per ora delude Linton Johnson. L’impressione è che forse si potesse lasciare le cose com’erano, perché Sassari dimostra comunque di giocare bene, ma a volte cambiare tanto per cambiare non paga i dividendi sperati.

VENEZIA 4

Un’altra delle squadre che ha cambiato tanto in estate è stata l’Umana Venezia, la quale ha dimostrato di avere ancora dei palesi problemi di inserimento dei nuovi arrivi, soprattutto se di nazionalità americana. Poco coinvolti Linhart e Tony Easley, si salva solo parzialmente Andre Smith con la sua doppia doppia, mentre è da rivedere anche Donell Taylor, che si è presentato ai tifosi nella sua versione peggiore: quella di mangia palloni che vuole decidere le partite da solo e puntualmente non ci riesce. Pochi anche i segnali di positività dal gruppo italiano, che fa emergere il solo Giachetti, autore di 10 punti, mentre i nazionali Magro e Vitali appaiono ancora in ombra dalle fatiche europee. Anche qui è difficile ottenere una buona chimica di squadra in pochi giorni, ma le caratteristiche di alcuni elementi particolarmente votati al gioco individuale non rendono più semplici le cose.